Dissesto, il M5S: “La politica beneventana si palleggia responsabilità”

Tassazione al massimo, servizi essenziali non più erogabili (mensa compresa, e ex amministratori non condidabili per i prossimi dieci anni: il M5S esplicita in una nota gli effetti collaterali del dissesto finanziario che Clemente Mastella ha annunciato e che ad oggi sembra unica strada percorribile: “Con la scadenza dei termini per la presentazione del piano di rientro la città di Benevento è stata messa sui binari del dissesto. Con il fallimento politico e amministrativo del Comune – spiegano Marianna Farese e Nicola Sguera – molti servizi a domanda individuale, come la mensa, non saranno più erogabili.

L’eventuale funzionamento sarà totalmente a carico di chi ne usufruirà, mentre la tassazione sarà portata al massimo, ma su questo ci siamo già!

Il debito accertato in Consiglio è di oltre 85 milioni, tralasciando quello “potenziale” (in corso di accertamento); a questo corrispondono crediti non solo verso le banche, ma soprattutto verso i cittadini contribuenti e le piccole imprese.

Questa situazione magmatica – aggiungono – provoca una lesione profonda alla crescita socio economica del capoluogo e della sua provincia. La città, infatti, dopo circa 10 anni dalla chiusura della procedura del ’93, non ha ancora nel suo DNA i geni per costruire una classe dirigente virtuosa: politici di alto spessore morale, pronti a lavorare per creare le precondizioni utili allo sviluppo sostenibile della comunità, rispettando, anche se non soprattutto, i requisiti di trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità.

Vi erano strade alternative per mettere in salvo il Comune e le sue finanze? Ad oggi, non abbiamo elementi utili alla comprensione esaustiva del potenziale danno economico subito dall’Ente.

È certo, invece, che la classe politica beneventana continua a rimbalzarsi le responsabilità, mettendo in scena l’ennesimo pessimo atto di una modestissima commedia. Tocca alla Corte dei Conti, ora, accertare le responsabilità politiche e gestionali di chi ha contribuito al dissesto. Ci conforta sapere che la classe dirigente comunale che ha contribuito al deficit economico, non potrà candidarsi per i prossimi 10 anni. Per chi vive di politica non è cosa di poco conto…”

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