Dodici scrittori, voci sull’Italia e sul mondo.Scurati: “Ho parlato del fascismo perché non torni mai più”. Il Premio Strega Europeo a Benevento? Si vedrà.

Dall’Italia del fascismo e dell’eversione nera all’Europa alle prese con la Brexit, dalle antiche migrazioni ai moderni stranieri, dalla generazione disgregata e dispersa del movimento sessantottino alla ricerca di una città irreale e di un cuore perduto. Un ventaglio di tematiche calde e suggestive affiora nella narrativa approdata al Premio Strega di quest’anno, giunto alla 73° edizione. I dodici scrittori finalisti sono venuti a Benevento a presentare i loro libri al Cinema San Marco, come da tradizione da molti anni.


Dal dialogo intavolato e condotto dalla giornalista Tiziana Panella di La7, i protagonisti hanno svelato le trame segrete ed il messaggio dei loro testi, le motivazioni che li hanno spinti a scrivere ed anche alcuni aspetti della loro vita. La squadra selezionata si distingue per la folta presenza femminile, sette donne su dodici concorrenti, e per la dimensione europea, perché quattro di essi vivono tra Parigi e Londra. Con questa impostazione il Premio Strega si conferma come premio letterario italiano più prestigioso.
“Abbiamo ricevuto 57 proposte -ha rilevato Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci- c’è voluta molta fatica a selezionarli. Ce n’erano almeno altri dieci meritevoli”. “Cominciai ad occuparmi di questo premio nel lontano 1999 -ha aggiunto il segretario Stefano Petrocchi- qualche giornale ha scritto che ormai è come il Festival di Sanremo, proprio per sottolineare che è una cosa preziosa. La notevole presenza delle donne scrittrici cammina di pari passo con la prevalenza consolidata delle lettrici”.
Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha colto l’occasione per chiedere di tenere a Benevento il “Premio Strega Europeo”, che si svolge attualmente a Torino a conclusione dl Salone del Libro. Il presidente della Fondazione, Giovanni Solimine, ha promesso, diplomaticamente, che verificherà le condizioni e le possibilità. Per la Società Alberti, promotrice del premio, ha parlato il manager Giuseppe D’Avino. “Tra le curiosità -ha detto- ricordo che una volta il vincitore perse l’assegno e quella finalissima conclusa con un fuggifuggi generale per un’improvvisa pioggia”.
Gli scrittori hanno offerto molti spunti di riflessione sul presente. Particolarmente interessante l’analisi di Antonio Scurati, autore di “M-Il figlio del secolo”. “Ho impiegato cinque anni a scrivere questo libro sulla figura di Mussolini -ha spiegato lo scrittore- perché ritenevo giusto fare i conti con quella storia. Fin da ragazzino sono stato affascinato dagli antifascisti e dalla Resistenza. Ho raccontato il fascismo attraverso i fascisti, che non significa aderire, ma capirli fino in fondo, perché non tornino mai più”.
Lo sguardo di Benedetta Cibrario, autrice de “Il rumore del mondo”, è partito dal Risorgimento ed è finito sulla Londra contemporanea. “Oggi gli inglesi sono stupiti e perplessi -ha commentato la scrittrice- perché non sanno bene cosa gli è capitato. Non credevano alla Brexit. Il rumore dei nostri tempi è caratterizzato dal grido e dalla confusione”. Una sensazione avvertita anche da Cristina Marconi, giornalista e giramondo, presente con “Città irreale”, per la quale “Londra è un po’ appassita, un po’ sottotono”.
La complessità delle migrazioni, del loro approdo e dell’integrazione, rivive in Claudia Durastanti con “La straniera”, dove racconta il viaggio della madre da New York alla Basilicata, spiegando che non si va via solo per bisogno o necessità, ma anche per il desiderio di nuovi orizzonti. Il tema dell’incontro ritorna nel romanzo “L’età straniera” di Marina Mander. “Sulla parola straniero -osserva la scrittrice- siamo messi piuttosto male. Non si tratta di uno sconosciuto che fa paura, ma di una parte di noi che reclama i suoi diritti”.
Gli altri sette finalisti sono: Valerio Aiolli con “Nero Ananas”, Paola Cereda con “Quella metà di noi”, Eleonora Marangoni con “Lux”, Mauro Covacich con “Di chi è questo cuore”, Pier Paolo Giannubilo con “Il risolutore”, Mario Missiroli con “Fedeltà”, Nadia Terranova con “Addio fantasmi”. Il viaggio dei libri continuerà per tante altre città, sotto l’osservazione ed il giudizio di 660 votanti e si concluderà il prossimo 4 luglio nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, con la proclamazione del vincitore.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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