Don Luigi Ciotti agli studenti del Guacci: “Siate lottatori e sognatori. Combattiamo insieme le ingiustizie”

La scuola è già, ma deve essere ancora di più palestra di cittadinanza attiva. Questo presidio è un segno di speranza. Ragazzi, vi auguro di essere lottatori di vita e quindi di speranza. Continuate a sognare perché i grandi sognatori sono stati le persone più realistiche. Anche la Chiesa deve dire parole più chiare e nette contro la camorra, le mafie, la corruzione ed ogni forma di abuso. I miei due punti di riferimento sono il Vangelo e la Costituzione italiana, primo vero testo antimafia. Camminiamo insieme”.mo

Con queste accorate ed appassionate parole, il presidente nazionale di Libera, don Luigi Ciotti, ha salutato l’inaugurazione del presidio per la legalità e la memoria di don Peppe Diana, avvenuta presso l’Istituto Magistrale “Guacci” di Benevento. Un momento importante di impegno civile che ha coinvolto tanti studenti e docenti, protagonisti di un vero percorso di riflessione e approfondimento sul tema scottante della criminalità organizzata e delle sue perverse ricadute sulla società ed in particolare sui giovani.
“Il Sannio non è una provincia tranquilla -ha ricordato Michele Martino, referente provinciale di Libera- qui operano sei clan, che gestiscono lo spaccio di droga, l’usura, il racket, la prostituzione. Attendiamo ancora un tavolo per decidere il riutilizzo dell’ex cementificio Ciotta di Contrada Olivola, confiscato alla camorra. La cronaca recente ha riportato notizie di auto e camion bruciati, colpi di pistola contro imprese e negozi. Tra le macchine incendiate c’è anche quella di un sacerdote di Montesarchio. Tutto questo nel silenzio di tutti, anche della chiesa. A questo presidio non spetta la lotta alla criminalità organizzata. Lo scopo è quello di educare i ragazzi ad essere buoni cittadini, più responsabili ed attenti alle ingiustizie”.
Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, la preside Giustina Mazza, il presidente del tribunale, Marilisa Rinaldi, il procuratore della repubblica Aldo Policastro, il magistrato Giovanni Conzo, alti dirigenti delle forze dell’ordine, diversi familiari di vittime delle mafie, il testimone di giustizia, Augusto Di Meo, presente il giorno19 marzo 1994 nella chiesa dove fu ucciso don Peppe ,Valerio Taglione, amico ed allievo scout del sacerdote casalese. La presentazione è stata affidata agli studenti Alessandro e Sabrina.
“Provo un’indelebile commozione. Mio fratello non voleva fare l’eroe -ha sottolineato Marisa, sorella di don Peppe- voleva solo predicare e praticare il Vangelo. Mi ha Lasciato una grande eredità di cui sono orgogliosa e fiera”. Il ricordo dell’assassinio del sacerdote, che ha risvegliato le coscienze e fatto nascere tante associazioni e cooperative nei beni confiscati, è servito anche a rilanciare con forza il suo messaggio: “Per amore del mio popolo non tacerò”. Per renderlo più incisivo si sono impegnati docenti e studenti.
Un gruppo di insegnanti della scuole superiori di Benevento, che ha partecipato ad un apposito corso di formazione sulla legalità, ha dato vita ad una gradevole performance, danzando e recitando le parole più significative di don Peppe, mentre l’allievo del Liceo Musicale, Lorenzo Di Pietro, ha eseguito al pianoforte “Nuvole bianche” di Ludovico Einaudi, Francesco Buccirossi ha declamato una poesia, altri studenti hanno letto pagine di ricordo, Giuseppe Cavaiuolo ha cantato una canzone dedicata a quel tragico giorno, che si conclude così: “ la mia parola è molto più forte di cinque colpi di pistola, perché ho deciso di sporcarmi le mani in questo mare, perché ho deciso di cambiare”.
“Il più grande scandalo del nostro tempo -ha affermato don Ciotti- è l’esclusione dei giovani dal mondo del lavoro; i poveri, i migranti, i giovani sono le tre grandi povertà del nostro paese, in cui il 20 per cento detiene il 72 per cento della ricchezza nazionale. Queste sono le vere ingiustizie, di fonte alle quali non possiamo stare zitti ed inerti. La conoscenza è la via maestra del cambiamento. Abbiamo bisogno di parole chiare e nette. Due sono i pilastri su cui viaggiare: un nuovo umanesimo e la conversione ecologica”.
La conclusione dell’evento è stata suggellata da un grande murales, realizzato dagli studenti su una parete della scuola al primo piano. La preside ha elogiato don Ciotti per “la sua grinta e la sua forza”. La referente del progetto è la docente Patrizia Pepe. “La strada è in salita -ha concluso il presidente di Libera- costa tante fatiche, ma ci sono anche bei segnali. Voglio salutarvi con le parole di Martin Luther King, tratte dal suo ultimo discorso: “Quando la stanza è al buio, si possono vedere meglio le stelle”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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