Dossier di Altrabenevento alla Procura e al Governo: “Cambiamo i progetti per Piazza Risorgimento e destiniamo i soldi alle periferie”    

Il bando nazionale del governo mirava alla “riqualificazione urbana” e alla “sicurezza delle periferie”. Ma il pacchetto dei progetti presentato dal Comune di Benevento sembra andare in tutt’altra direzione. L’amministrazione guidata dal sindaco Mastella vorrebbe realizzare un palazzo di cinque piani sull’area dell’attuale Terminal Bus, ridisegnare Piazza Risorgimento e costruire altre opere, tra cui un ostello della gioventù nel palazzo ex Orsoline ed una piscina coperta a Santa Colomba, di fronte al Palatedeschi.

Si tratta di 17 interventi per un costo complessivo di 26 milioni e 582 mila euro, con la partecipazione finanziaria di 8 milioni e mezzo da parte dei privati. Tra questi spicca senza dubbio quello presentato dalla Lumode di Gricignano d’Aversa, che qualche tempo fa realizzò il Green Park di Ceppaloni, che questa volta si è tuffata di gran lena nella costruzione di un  palazzo di 5 piani nell’area del Terminal Bus, di cui due destinati a parcheggio e tre per commercio, uffici, servizi e residenze.

Un’operazione urbanistica di grande impatto, che costerà circa 9 milioni e mezzo di euro, nella quale il privato impegnerà solo 2 milioni. La realizzazione del fabbricato in una zona nevralgica della città comporterà lo spostamento del Terminal e quindi uno scombussolamento non indifferente sulla mobilità per migliaia di studenti e pendolari. Ma nel piano presentato dal comune ci sono diversi aspetti da chiarire e finalità che non collimerebbero con  i requisiti richiesti dal bando per le periferie.

La denuncia delle numerose incongruenze è contenuta in un corposo dossier redatto dall’associazione Altrabenevento, presentato presso il Consorzi “Sale della terra”,  dal suo presidente Gabriele Corona insieme al consigliere comunale Italo Di Dio, Sandra Sandrucci, Salvatore Zotti e Pasquale Basile di Civico 22.La zona oggetto dei due più consistenti interventi –sottolinea Corona– non è affatto periferica. Quale marginalità economica e sociale si riscontra intorno a Piazza Risorgimento? Quale degrado c’è lì?”.

Il Comune partecipò al bando nel luglio 2016.Qualche mese dopo, esattamente il 29 agosto, furono già presentati i progetti. Una velocità che colpisce e che ha fatto affiorare qualche curiosa amenità. “Per alcune opererileva Sandrucci- non sono previste le aree dove dovranno essere realizzate. Non si comprende perché il comune ha delegato il privato ad individuare la zona degradata. Tutto è stato preparato in mese. Tra i progetti ce n’è uno “pezzottato”, come quello della piscina coperta per Santa Colomba: tra gli allegati alcuni fanno riferimento ai Giardini Naxos di Taormina”.

Tra i punti su cui fare luce c’è anche la reale consistenza di alcune società proponenti. Ad esempio la Geses, che ha presentato un progetto per fare un ostello della gioventù nel palazzo delle ex Orsoline, che nel frattempo è stato dato all’Università del Sannio, ha un capitale sociale di appena 40 mila euro e risulterebbe essere in liquidazione. “Quindi –fa notare Corona-i 6 milioni promessi da questa piccola società per l’ostello e la piscina non ci sono.Questi fondi intanto hanno permesso l’approvazione complessiva del piano. A questo punto tutta l’operazione potrebbe essere illegittima”.

La cosa più graveha aggiunto Di Dioè che non c’è stata alcuna condivisione, il consiglio comunale è stato scavalcato, non c’è stato alcun confronto con le parti sociali, con i comitati di quartiere. Non si comprende l’utilità di questi interventi. Il rischio è l’ulteriore desertificazione di Corso Garibaldi”. “Per tutti questi motivi -conclude Corona- presenteremo il dossier alla Procura della Repubblica e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per chiedere la rimodulazione dei progetti e destinare i 18 milioni di euro alle periferie”.

 

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.