El Kozeh: “Picucci accetti il contraddittorio e metta fine alla politica dei compagni e compagnelli”

Jean Pierre el Kozeh, ieri, l’assessore alla Cultura, Oberdan Picucci, l’ha accusata di essere fazioso nelle sue letture dell’azione amministrativa della giunta Mastella. Come spiega il fatto che i suoi interventi sulle politiche culturali della Città siano vissuti, da tempo, come un fastidioso tentativo di ingerenza?

“Capisco che per chi ha sempre vissuto di sola politica e solo grazie ad essa tutto si debba sempre e solo ricondurre a questa: per costoro non c’è altra prospettiva o altra visuale.
Una visuale deformata che evidentemente altera ormai anche il concetto stesso di democrazia e secondo cui chi ha vinto le elezioni non può mai essere contraddetto.
Per le persone che ragionano con queste categorie è inconcepibile un pensiero “altro” che quindi può essere considerato solo fazioso e di parte.
Se poi tutto viene misurato sui like di Facebook saremmo al ridicolo se la situazione invece non fosse tragica visto che si parla di argomenti, almeno per quel che mi riguarda, seri”.

Picucci l’ha invitata a gettare la maschera e a buttarsi in politica. Da operatore culturale, per dirla alla Berlusconi, scenderebbe mai in campo in prima persona?
“Picucci, mentre da un lato prova a depotenziare le mie argomentazioni e a delegittimarmi come operatore culturale, fingendo di non sapere quello che faccio per vivere e che quindi rispetto a lui qualche titolo in più per parlare di questi argomenti ce li avrei, dall’altro invece non spende artatamente nemmeno una parola sulle questioni sollevate dimostrando una preoccupante assenza di contenuti .
Per esempio, mi piacerebbe sapere qual è la politica culturale di questa amministrazione e come intenda attivare un’industria culturale che in altre parti d’Italia riesce a produrre quattro se non il 5% di Pil.
Oppure il perché ha rifiutato sulla vicenda del recupero dei Sabariani la collaborazione dei vari soggetti che si erano proposti e che avevano avviato un’attività di sensibilizzazione e raccolta fondi come la Città di Tutti, Sei di Benevento se…, il Fai o il gruppo Facebook Salviamo i Sabariani per procedere invece in totale solitudine presentando un progetto al ministero puntualmente bocciato.
Oppure come vogliamo allineare l’enorme patrimonio archeologico, immateriale e anche di risorse umane per far si che si possa davvero assistere a una rinascita beneventana?”

Insomma, secondo lei, dove sbaglia quest’amministrazione nelle scelte di politica culturale?
“Quello che io contesto è che oggi sembra che si voglia rinunciare all’aspetto identitario della Città pensando che quello solo spettacolare sia la soluzione e la vicenda Città Spettacolo o l’utilizzo della Strega di Benevento rappresentata come procede na Befana da Esposito lo dimostra.
Io invece penso che le due cose possano tenersi insieme e se vedo che dei circa 800.000 euro spesi in questi quattro mesi neanche uno va in questa direzione mi preoccupo.
Non posso dirlo? È lesa maestà? Ne prendo atto ma questo non mi impedirà di sollevare queste questioni finché avrò fiato.
Se poi l’assessore dimostra evidente fastidio per il contraddittorio sentendo l’esigenza di delegittimare chi contesta il suo l’operato con argomentazioni precise, il sospetto che voglia avere le mani libere e poter fare la politica “dei compagni e compagnelli” che già tanti disastri ha fatto in questa Città penso sia normale che venga”.

Presto ci saranno gli Stati Generali della Cultura. Magari sarà invitato.

“Davvero l’assessore pensa che tutto si possa risolvere con gli Stati Generali della Cultura di cui però non spiega chi saranno i partecipanti, con quali criteri saranno selezionati e quale capacità avrà di incidere davvero sulla politica culturale della Città?
Non sono domande complicate e che non dovrebbero neanche essere poste perché un assessore insediato da quasi sei mesi un segnale su questi argomenti l’avrebbe già dovuto dare.
Cerchiamo di essere seri e di entrare nel merito delle questioni: io dal mio canto resto disponibile se questo non vuol dire allinearsi al “pensiero unico”. Decida Picucci se avviare in confronto serio o continuare il gioco sterile della delegittimazione già da altri inutilmente tentato prima di lui”.

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