Elezioni, De Marco (LeU): “Siamo l’unica alternativa al potere inutile dei soliti noti”

A trentatré anni è tra i candidati  più giovani di questa tornata elettorale: Angelo De Marco, ingegnere, è candidato alla Camera nella lista proporzionale di Liberi e Uguali.

Lei è stato tra i primi a credere in un progetto politico che spostasse l’asse più a sinistra. Ha sentito che c’era uno spazio vacante da riempire anche nel Sannio? Anche se occupare uno spazio può essere facile, ma a fare la differenza saranno le idee, i contenuti, le proposte. Ce li illustri.

“Alcuni di noi hanno avvertito da tempo una deriva neo-conservatrice da parte di un Partito Democratico a trazione renziana; deriva che si basa su un presupposto politico ben preciso, sebbene fallace: approfittare della crisi del berlusconismo, per recuperare il suo elettorato, proponendo le stesse ricette: abolizione dell’IMU, meno tasse per tutti, regalie alle imprese; fino ad arrivare alla proposta sul Ponte sullo Stretto di Messina. Se Berlusconi avesse chiesto i diritti d’autore, il PD avrebbe dovuto vendere tutto il suo patrimonio per pagarli.
Su questa base, la nostra non è una proposta massimalista, ma quella di una Sinistra di governo. Del resto nel nostro movimento sono presenti personalità come Bersani, Visco, Errani, Rossi, per citarne alcuni; i quali si sono contraddistinti per buone pratiche di governo, e non certamente per essere rappresentanti di una sinistra estrema e minoritaria. Noi semplicemente ci muoviamo in direzione della costruzione di una sinistra, e di un centrosinistra, che non abbandoni la sua missione originaria, che nel solco dei principi costituzionali, è quella di garantire uguaglianza e libertà dei cittadini. E si è liberi solo se viene preservata la propria dignità sociale e umana”.

Chi è il vostro avversario, il Pd di De Caro o la destra dell’inedita coppia De Girolamo-Mastella?

“Non ci interessa individuare un “nemico”. Questa logica ha già prodotto notevoli danni all’interno del panorama politico locale e nazionale. Il nostro intento è quello di costruire un’alternativa, di merito ed anche di metodo, nella nostra provincia, dove da decenni oramai a contendersi le istituzioni, e a dettare legge nello scenario politico, sono i soliti nomi, che una volta si osteggiano e l’altra si alleano, a seconda delle esigenze, del contingente, della necessità di salvaguardare il potere di una oligarchia. Un potere inutile, come qualcuno ebbe modo a dire, perché incapace di risolvere le problematiche di una comunità, come dimostrano i dati relativi alla disoccupazione e alla crescita del nostro Sannio.
In occasione di questo appuntamento elettorale abbiamo cercato di mettere in campo esperienze, anche diverse tra di loro, e rinnovamento. Le esperienze amministrative di Alessandra Limata, assessore a Torrecuso, e Gianluca Serafini, consigliere comunale di Telese. Il rinnovamento rappresentato da Laura Racchi, avvocato da sempre in prima linea sul tema dei diritti sociale e civili. Amerigo Ciervo, docente noto e stimato del Liceo Classico Giannone, presidente dell’ANPI, che da solo incarna quei valori, e quei principi, che sono proprio della nostra Costituzione, che rappresenta il faro del nostro agire politico.
Il Sannio è ben rappresentato nella nostra lista, a differenza di altre liste, dove addirittura vengono catapultati persone provenienti da altri territori, come Napoli, o addirittura Bologna, se guardiamo alla lista del Partito Democratico”.

C’è un tema di cui i politici in questa provincia non parlano mai, quello del lavoro. Eppure nel Sannio il tasso di disoccupazione è superiore alla media nazionale, siamo una terra a rischio desertificazione. LeU fa proprio del lavoro un tema centrale del suo progetto politico. Non le chiedo ricette economiche, ovviamente, ma magari di dire una cosa di sinistra.

“Le politiche economiche messe in campo dai governi della passata legislatura hanno determinato un drastico aumento delle diseguaglianze, che hanno coinvolto in modo particolare tre categorie: i giovani, le donne, il Mezzogiorno.
Secondo gli ultimi dati ISTAT, il reddito medio pro-capite degli italiani al Nord è intorno ai 34.000 euro. Quello degli italiani residenti al Sud è di 18.000 euro. Il Mezzogiorno è stato completamente cancellato dall’agenda di governo.
Si è pensato che flessibilizzando ulteriormente il mercato del lavoro, sottraendo diritti ai lavoratori, e regalando fondi pubblici agli imprenditori, senza alcuna garanzia di assunzione e di non delocalizzare, si potesse generare maggiore crescita e maggiore occupazione. Una vecchia ricetta liberista, la quale ha abbondantemente dimostrato la propria inconcludenza.
Occorre intervenire con una politica fiscale che sia in grado di garantire una maggiore equità, politiche di investimento pubblico mirate, un sussidio universale di disoccupazione per consentire una base adeguata di consumi”.

Che cosa sarà Liberi e Uguali?

“Io le dico che cos’è: una grande opportunità per la sinistra e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Sarà, però, un progetto che strutturerà, si organizzerà nei territori e metterà insieme le anime progressiste, che vanno dalla sinistra riformista, a parti del mondo cattolico democratico; che hanno l’obiettivo di riformare radicalmente la società. Ci riusciremo? Io credo di sì. Ci vuole un partito, un partito nuovo”.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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