Escalation di violenza a Benevento, Ciccopiedi (FI): “Le istituzioni intervengano”

Benevento città tranquilla, bye bye.

Da settimane, anche nel capoluogo sannita, si registrano episodi preoccupanti di microcriminalità. Roghi di auto, rapine e furti si stanno verificando con una frequenza finora sconosciuta. L’ultimo grave episodio in ordine di tempo è stata la tentata aggressione ad una giovane studentessa che aspettava l’autobus al terminal. Solo la prontezza della ragazza e il fatto che il tentativo di furto si fosse registrato in pieno giorno hanno evitato il peggio.

“Leggo con preoccupazione dell’escalation di criminalità che si sta verificando in città – ha dichiarato Leonardo Ciccopiedi esponente di Forza Italia – . La nostra Benevento l’abbiamo sempre vissuta come avulsa dal contesto della malavita campana, purtroppo non è più così. Auto date alle fiamme, rapine nelle case ed aggressioni per le strade, il crescente fenomeno della prostituzione, sono fatti che allarmano i cittadini e danneggiano l’immagine della Città”.

Finora sulla recrudescenza di tali episodi di violenza non c’è stata alcuna presa di posizione o iniziativa delle istituzioni, nonostante ormai pressoché ogni giorno si apprendano notizie di rapine, furti o aggressioni.

A chiedere che le istituzioni escano dal silenzio e dall’inerzia dovuti ad una sottovalutazione del fenomeno è Ciccopiedi: “Le istituzioni – spiega –  hanno il dovere di intervenire in maniera incisiva. Va potenziato il sistema di monitoraggio del territorio con i sistemi di video sorveglianza ed altresì va intensificata la presenza delle forze dell’ordine a presidio della città ad iniziare dal Corso Garibaldi. In un momento così delicato, la sicurezza deve essere una priorità. Lo Stato – aggiunge, perentorio – faccia sentire con forza la sua presenza“. 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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