Europee, Caio Mussolini: “Orgoglioso di portare questo cognome. Giusto che l’Italia compri armi”

Appena arriva, Caio Giulio Cesare Mussolini dribbla militanti e giornalisti e si dirige spedito verso i carabinieri, ai quali stringe con vigore la mano ringraziandoli uno per uno. A Palazzo Paolo V, lo attende una discreta folla di irriducibili militanti di destra, ai quali non deve sembrare vero di avere un Mussolini in casa. I selfie si sprecano, arriva perfino l’ex assessore comunale di Alleanza nazionale, Nazzareno Orlando, a chiederne uno.

A dispetto del cognome e del nome finanche, il candidato-testimonial alle Europee di Fratelli d’Italia, nella circoscrizione Meridionale, è un uomo sottile, con un garbo old-english.

Se ambizioso fu senz’altro il bisnonno Benito, doveva avere grandi mire espansionistiche  il padre Guido (secondogenito del Duce) quando scelse per lui il nome dell’imperatore romano finito per mano dei fedelissimi Bruto e Cassio. Quest’uomo, nato in Argentina 50 anni fa, vissuto in Venezuela, comandante della marina militare, manager di respiro internazionale, poliglotta, uno che è stato per mesi chiuso nei sommergibili e che passa la vita tra l’Italia e Abu Dhabi, porta nel nome e nel cognome la testimonianza di due dei più grandi tradimenti della storia.

“Non nego che sia sia stato difficile portarsi addosso questo cognome, ma io sono orgoglioso di chiamarmi Mussolini“, chiarisce subito. Applausi, orgoglio di destra a go go. Federico Paolucci, il commissario di Fratelli d’Italia, lo aveva appena presentato così: “Preferisco chiamarlo Caio, per evitare speculazioni sul cognome. Tu per me sei Caio”. Apriti cielo: al suo fianco, sia Ida Santanelli, che si sta spendendo in lungo e in largo per la provincia per questa candidatura (“Chiedo ai giornalisti e agli italiani di giudicarlo come uomo per le sue competenze, e non  per il suo cognome”), che Caio Mussolini storcevano il naso per la sottolineatura di Paolucci, che intanto abbandonava la sala per farvi ritorno quando le parole si erano ormai placate.

Questo terzo Mussolini impegnato in politica (la prima è stata Alessandra, più volte parlamentare e deputata europea, seguita da Rachele oggi consigliere comunale a Roma proprio con Fratelli d’Italia) dice di essere stato stregato dal programma elettorale di Giorgia Meloni, che già in passato gli aveva offerto la candidatura, ricevendo il gran rifiuto del nipote del Duce. Ci ha provato di nuovo per queste Europee della svolta a destra, e Caio che avrà avvertito il vento favorevole che soffia nel Paese, questa volta, ha ceduto.

Del sovranismo dice che è “solo un modo per difendere la Patria“, fa una specie di apologia della guerra, cita l sentenza latina si vis pacem, para bellum (se vuoi la pace, prepara la guerra) e dice chiaramente che è giusto comprare armi perché i  militariquello devono fare, usare le armi e fare la guerra”. Mentre non si spiega il successo della Lega al Sud (“Ma ve lo ricordate lo slogan ‘Vesuvio pensaci tu?”),  vede in Fratelli d’Italia l’unica destra possibile in Italia, (“Siamo noi gli eredi orgogliosi del Movimento sociale e di Alleanza Nazionale”). Caio Mussolini mette in campo la più ruffiana retorica di destra, nella consapevolezza che chi va ad ascoltarlo è proprio quella che si aspetta da lui.

Mussolini, del resto, è un brand che tira sempre, e la Meloni è riuscita in un’operazione di marketing politico che porterà voti a FdI. Intanto, anche a Benevento si strappano manifesti con il suo cognome che attraversa il tricolore: “Mancano di rispetto al nostro Tricolore, sono uomini senza idee e senza valori“, commenta laconico lui.

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.