Evasione Imu, dopo il caso Castracane, chiesta verifica su Unità collabenti

Eppur si muove. Era il 12 gennaio quando sanniopage scriveva, per la prima volta, del dirigente ‘furbetto’ che per evadere l’Imu, su un palazzotto di sua proprietà, si era inventato il falso requisito di ‘unità collabente’.

(Leggi nostro servizio: https://sanniopage.com/mastella-punta-lindice-non-paga-le-tasse-dirigente-furbetto-escogita-sistemi-evadere-limu/)

Per Vincenzo Castracane, super-dirigente al Comune di Benevento, l’immobile di via delle Puglie sarebbe diverso da come appare anche ad un occhio distratto, perché, forse, per taluni, la verità è negli occhi chi guarda: sarebbe un palazzo diroccato al punto di risultare inutilizzabile, ossia non abitabile. E che importa se invece il palazzo è imbiancato, ha fiori sui davanzali, e lo stendino con il bucato in vista sul balcone.

L’importante è che l’escamotage utilizzato per evitare il pagamento della tassa sugli immobili funzioni. Su quell’edificio, il 13 marzo scorso, è scattato un accertamento dell’autorità giudiziaria e della Commissione Edilizia del Comune (Leggi nostro servizio: https://sanniopage.com/evasione-accertamento-dei-carabinieri-sul-palazzo-collabente-del-dirigente-comunale/).

Il 26 gennaio sanniopage aveva anche raccontato della seconda via percorsa da Castracane per scansare la tassa sugli immobili: il mancato aggiornamento degli atti al catasto. Come accade appena fuori dal centro storico, dove si trova un piccolo villaggio, tre edifici, uno ristrutturato ed ampliato con mansarda abitabile, altri due nuovi, appena costruiti. Al suo posto, però, sulla planimetria viene indicato un fabbricato rurale di 43 metri quadri quadrati e una piccola stalla. In realtà, nei tre edifici sono state realizzate 5 o 6 unità abitative per un totale di circa 300  metri quadrati, una superficie 7 volte quella accatastata. (Leggi qui: https://sanniopage.com/tasse-dirigente-furbetto-bis-la-casa-centro-evade-limu-anche-sul-borgo-abusivo/).

Era stata Altrabenevento ad approfondire il caso (Leggi qui: https://sanniopage.com/dirigente-furbetto-corona-nome-chiede-al-comune-la-verifica-dellabuso-edilizio/). Sul ‘furbetto del quartierino’ nessuna forza politica, nessun amministratore, neppure il sindaco di Benevento, avevano, infatti, speso una parola una, o smosso acque, preferendo che il caso stagnasse. Era toccato perciò al presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, presentare all’ingegnere Maurizio Perlingieri, dirigente del settore Territorio e Ambiente del Comune, formale richiesta di verifica di un presunto abuso edilizio perpetrato e fare  il nome del dirigente allergico all’Imu.

“Il 26 gennaio scorso – scriveva Corona  -, la testata giornalista online SannioPage ha pubblicato un articolo dal titolo “Tasse, il dirigente furbetto fa il bis: dopo la casa in centro, evade l’IMU anche sul borgo abusivo”  nel quale si fa riferimento a tre edifici realizzati in via Avellino che però non risultano al catasto. In effetti da un controllo effettuato – spiegava il presidente di Altrabenevento – emerge che la proprietà in questione, cioè il primo gruppo di case a sinistra lungo via Avellino, andando verso la tangenziale prima del supermercato CONAD, è intestata – rivela Corona – a Vincenzo Castracane e risulta composta da una casa rurale.  Si chiede, pertanto, di accertare se per i lavori di ampliamento e/o costruzione degli edifici sono stati rilasciati idonei permessi e/o autorizzazioni”. E in effetti  sembra che dalle verifiche gli abusi edilizi siano emersi, eccome.

Eppure sui due casi Castracane, dal Comune nessuna reazione e nessuna azione. Fino al 16 marzo scorso, quando la segretaria comunale, Maria Cotugno, ha chiesto ai Dirigenti del Settore Territorio e Ambiente, Lavori Pubblici e Finanze, di effettuare una verifica sulle unità collabenti.

Come avevamo segnalato, già, il 12 gennaio, al catasto di Benevento risultano circa 900 Unità Collabenti nel solo territorio comunale. In realtà, come il caso Castracane dimostra, non sempre si tratta di edifici ancora in costruzione, cioè non completati e quindi non utilizzabili (questi sono quasi 750), ma si tratta spesso di edifici già completati da tempo e poi normalmente utilizzati.

Ai dirigenti, la Cotugno ha inviato una lettera per la “Verifica sussistenza immobili collabenti”, chiedendo di “procedere ad una rapida verifica della esistenza di eventuali procedure tecnico amministrative, avviate al fine di usufruire delle agevolazioni per l’imponibilità IMU, previste per i fabbricati collabenti e di comunicare gli esiti alla segreteria generale“.

 

 

Un primo, timido, segnale che a Palazzo Mosti, sul contrasto all’evasione, qualcosa pur si muove. Ma resta il silenzio di maggioranza e opposizione su un tema che scotta, soprattutto quando i nomi sono eccellenti.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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