Il Festival del Cinema Sociale potrebbe diventare più grande

di Antonio Esposito

Accendere i riflettori sul territorio, valorizzare tutte le espressioni artistiche, scuotere l’indifferenza su tematiche spesso dimenticate. Questo l’obiettivo di “Artelesia Social Film Festival”, svoltosi a Benevento al Teatro De Simone. Il progetto è nato nove anni fa, da un’idea di Francesco Tomasiello, ragazzo disabile, che con entusiasmo e passione ha convolto tanti artisti ed associazioni.

“All’inizio fu un’avventura –spiega l’organizzatrice Mariella De Libero-poi è diventato un impegno, portato avanti con fatica, senza contributi pubblici. Crediamo nel progetto e ci crede soprattutto mio figlio Francesco. Speriamo di incontrare in futuro qualche ente più attento. Per farlo vivere dobbiamo inventarci mille escamotage. Potrebbe diventare un grande festival”.

L’edizione di quest’anno apre uno sguardo ed una riflessione sulle malattie genetiche e sull’omosessualità. Con un occhio al contesto storico locale. In questa ambito spicca “Il segno del capro”, un documentario di Fabiana Antonioli sui moti anarchici del Matese, girato a San Lupo, Letino e Gallo, che ha vinto il primo premio della sezione lungometraggi. Dal locale al globale, il festival ha assunto nel tempo un respiro sempre più internazionale, come dimostrano le presenze di tanti registi di valore. Tra questi Agnes Vialleton che firma “Le Grand Jeu”,un corto sui legami affettivi tra due fratelli.

La manifestazione è stata presentata da Melania Petriello ed accompagnata musicalmente da Maura Minicozzi e Bufis Trio Monouche. Per ritirare i premi e sostenere il festival sono intervenuti attrici e artisti molto noti, da Daniela Poggi ad Antonella Ferrari, da Angela Curri a Serena Jansili, da Elisabetta Pellini a Mathieu Bisson, a Danilo Di Leo, ballerino del Teatro San Carlo di Napoli.

Per la sezione cortometraggi il primo premio è andato al film “A day in the life” di Michele Bertini Margarini, mentre per la sezione corti scuole ha vinto il Liceo Ugo Foscolo di Albano Laziale con “Geode”.

A portare un convinto e prezioso incoraggiamento all’iniziativa di Francesco Tomasiello è venuto anche Claudio Gubitosi, direttore artistico del “Giffoni Film Festival”, salutato dal sindaco Mastella e dalla consorte.

La famosa rassegna di cinema per ragazzi, che dal prossimo anno diventerà fucina cinematografica grazie ad un progetto di trenta milioni di fondi europei.

Il vincitore della sezione sceneggiature per lungometraggi è Alessandro Riccardi con “Un palcoscenico a metà”, mentre per la sezione “DIVabili” la medaglia è andata a Lucia Marotta per “L’amante Sjogren”.

Menzioni speciali hanno avuto “Mattia sa volare” di Alessandro Porzio e “L’acqua e la pazienza” di Eduardo Leo. “Il nostro festival è particolarissimo -ha sottolineato De Libero- perché ha una sezione dedicata alle disabilità. Abbiamo coinvolto molte scuole sannite. Sono arrivati oltre 300 lavori, in particolare dalla Francia, dagli Stati Uniti, dall’Iraq, dall’Iran e dalla Spagna. Il messaggio sociale attraverso il cinema è più forte”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.