Forza Nuova a Benevento, Fiore: “Da qui nuovo corso rivoluzionario”. Ed evoca le bombe a Castelvolturno

C’è una strada nera oltre la siepe, percorsa dai camerati del nuovo millennio, quelli che oggi si sono radunati a Benevento, nella sala buia e asfittica dell’hotel Italiano. Sono le 11 del mattino e il dispiegamento di forze dell’ordine è notevole: fuori ci sono due camionette della polizia, una decina di poliziotti sotto l’occhio vigile del vicequestore.

Arrivano quelli di l@pAsilo 31, si rischia uno scontro, intervengono le forze dell’ordine, si evita il peggio.

I militanti di Forza Nuova arrivano a Benevento da Napoli, Caserta, Salerno, dentro c’è il leader nazionale, Roberto Fiore. Intimano ai giornalisti che eccedono con le foto di smetterla “perché mo’ state esagerando”. Provocano con lo sguardo, alcuni all’uscita si chiudono i cappucci neri sulla testa. 

Sono giovani soprattutto, manipoli neri che sognano la riscossa elettorale non solo in Italia, ma in Europa, cavalcando lo spettro del populismo che avanza ovunque. La crisi economica, prolungata e feroce, è, del resto, l’habitat naturale di tutte le destre più nere. 

Roberto Fiore non è un avventuriero, ha legami con il Palazzo oltre che un seguito nella piazza. Ha un curriculum ‘difficile’: una condanna per reato di associazione sovversiva e banda armata nel 1985, e (secondo la Commissione europea d’inchiesta su razzismo e xenofobia del 1991) affiliato all’agenzia di spionaggio britannica MI6 sin dai primi anni 80. Alemanno sindaco di Roma diede una legittimazione al movimento che fondò nel 1997 e nel 2008 è subentrato come europarlamentare ad Alessandra Mussolini.

A Benevento viene a dire che se le cose stanno messe così male nell’Europa occidentale è tutta colpa “degli extracomunitari e dello spirito del ’68”. 

“Ogni giorno entrano 1000 extracomunitari, e tra questi ci sono pregiudicati, potenziali attentatori dell’Isis. E’ la logica del caos”,  spiega.

E aggiunge esplicativo: “Noi siamo andati a vedere cos’è Castelvolturno, perché non si inizia da lì? In che modo? Con l’aviazione? Dobbiamo bombardarla? Beh, se è una situazione complessa serve uno scatto di reni per ripristinare l’ordine“.

Per Fiore “l’Islam è l’inciviltà” e tutto diventa “un problema di sopravvivenza perché stanno minando il nostro territorio”. 

Chi fa dell’immigrazione un business (“un affare che è nelle mani di pochi noti, come accade anche a Benevento“), per il segretario nazionale di Forza Nuova, “non solo specula sugli africani, ma tradisce la patria”.

In effetti, tutto il discorso di Fiore è una declinazione dell’antico motto  “Dio, patria, famiglia”: anti europeismo, critica al sistema bancario, intolleranza contro gli stranieri e l’omosessualità, il sostegno alle famiglie “perché gli italiani fanno pochi figli”. Parla alla pancia dei cittadini ed accende la fiamma  dei suoi. Quando evoca la battaglia “dei neri contro i compagni” scatta l’applauso.

Per il resto, è tutto ordine e disciplina e silenzio. Quando tre ragazzi provano a uscire dalla sala, uno di loro li segue e gli raccomanda di rientrare subito “perché nessuno si deve muovere fino a quando Roberto non finisce di parlare”. Un cenno del capo, due minuti in bagno e rientrano senza alcuna esitazione. Il neofascismo del terzo millennio è in fondo una galassia tenuta insieme da obbedienza, visione cameratesca e ideologia nazionalista.

Fiore evoca “lo spirito del ’68” che avrebbe prodotto “droghe libere, il femminismo peggiore e tutto ciò che distrugge Dio, patria e Famiglia, i nostri valori, gli unici su cui si può fondare la società”. 

“Ma stanno scherzando con il fuoco – avverte – . I Soros, i massoni non capiscono che l’Europa si ribellerà perché i movimenti rivoluzionari come il nostro sono in marcia ovunque”.

Anche da Benevento, secondo Fiore, si può inaugurare “un nuovo corso rivoluzionario e tradizionale”. 

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Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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