Gianmaria Feleppa, uno Zuckerberg della finanza tra noi

Dietro l’ingrigito dei capelli e un successo da over 40, Gianmaria Feleppa nasconde (bene) i suoi 37 anni. Pochi in un Paese come l’Italia dove i traguardi importanti nel lavoro hanno i tempi di un bradipo. A maggior ragione, poi, se il successo si fa largo in un settore che disegnano affollato di squali e dinosauri come quello della finanza.

Incontro questo ex ragazzo dall’iconico look total blu in una saletta dell’hotel President di Benevento. E’ appena tornato da Milano: “Se mai tornerò a vivere qui? No, non credo, ormai la mia vita E’ Milano“, non vacilla neppure per un secondo, quando, a fine intervista, gli chiediamo se pensa di poter tornare, un giorno.

Gianmaria Feleppa a Benevento è nato ed ha studiato fino all’Università, quando optò per Napoli, Facoltà di Economia alla Partenope. Oggi guida una start up che solo una settimana fa è approdata in borsa, una società innovativa di alta finanza con sedi a Milano e Londra e che conta già 40 collaboratori. UCapital24 è il primo social network economico e finanziario non in Italia, ma al mondo; e Feleppa, a questo punto, è una specie di Mark Zuckerberg della finanza. 

E’ uno di quelli che ha avuto il coraggio di immaginare il futuro e di metterlo in pratica.

Studia ancora all’Università quando il professore di Economia aziendale capisce che ha il pallino della finanza e gli propone un tirocinio in Mediolanum.

Studiavo e scappavo a Milano a macinare esperienze, ad imparare, ad assorbire informazioni, pratiche, usi – racconta –. Sono stati anni caotici, pieni di cose. Anche difficili. Utilizzavo la paghetta settimanale da studente per raggiungere Milano, dormivo in autostrada, mi cambiavo in auto, mettevo la cravatta e fingevo di essere uno di loro.  Quando tornavo, senza soldi, scroccavo i pasti alle mie fidanzate di allora. Credo di doverle ancora ringraziare”.

Si laurea e si trasferisce definitivamente nella capitale della finanza. Cominciano gli anni delle consulenze in grandi società dell’economia e della finanza, nelle piccole e medie imprese ma anche nelle multinazionali, la spola tra Milano, Londra, Zurigo, Arabia Saudita.

Ci racconti come ce l’ha fatta.

Ho avuto due grandi fortune. La prima è stata quella di appassionarmi al mondo finanza da giovanissimo.

A 20 anni avevo già le idee chiare sul futuro. Mentre i miei coetanei giocavano al fantacalcio, io avevo già una esperienza non comune. La seconda fortuna è stata quella di nascere, professionalmente, in un periodo storico di grandi trasformazioni, durante la crisi del 2008, quando l’ordine delle cose stava radicalmente cambiando sotto il nostro naso. Finiva il vecchio mondo economico-finanziario e si affacciavano nuove opportunità”.

Sta dicendo che per avere successo bisogna bruciare le tappe?

La mia giovane età è stata, sicuramente, un fattore determinante. Sono stato quasi costretto ad essere creativo, ad ‘inventare’ cose nuove, si affacciava il digitale ed io ero sufficientemente giovane per coglierne la straordinaria forza e la grande potenzialità, anche in un mondo conservatore come quello della finanza”.

Quello della finanza viene dipinto come un mondo abitato da grandi soloni, da una gerontocrazia senza anima e senza idee. Come è stata accolta la sua spinta e la sua verve riformatrice?

La finanza stentava ad adeguarsi al mondo dell’economia digitale. E’ un ambiente ostinatamente conservatore. Hanno cercato di fermare anche me, non è stato facile conquistare fiducia. Erano preoccupati per l’innovazione digitale, perché è un mondo che ha paura ad aprirsi al nuovo, quindi, all’inizio, ammetto che è stata dura. Poi ho cercato di far capire ai grandi gruppi internazionali che con UCapital24 non avremmo fatto concorrenza ai mercati finanziari tradizionali, ma che, anzi, saremmo diventati un’opportunità”.

Che cosa è UCapital24?

E’ il primo reale socialnetwork economico e finanziario, un prodotto completamente nuovo. E’ un mezzo di comunicazione, un social vero e proprio che ti mette in connessione con i mercati finanziari di tutto il mondo. Per capirci: Bloomberg, per esempio, è una piattaforma tecnica che costa centinaia di migliaia di euro, accessibile solo ai grandi investitori.

UCapital24, invece, è una piattaforma accessibile a tutti quelli, dagli investitori fino agli studenti,  intendono entrare in connessione con la finanza”.

Insomma, lei ha democratizzato la finanza, rendendola accessibile in modo veloce a tutti? Potremmo dire che è quasi a metà strada tra Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, e Ingvar Kamprad, fondatore di Ikea.

(…sorride). “Sicuramente, abbiamo democratizzato l’accesso ai mercati finanziari. In UCapital24 abbiamo inserito tool finanziari ed economici per tutti, per investitori come per studenti. Abbiamo uno spazio dedicato alle televisioni e ai mezzi di informazioni finanziarie del mondo, accessibili senza alcun abbonamento”.

Quanti collaboratori conta  oggi UCapital24?

Per il momento 40 tra informatici, analisti finanziari, trader, super professionisti dell’economia e della finanza, italiani e non. Ma cresceremo ancora, con la quotazione in borsa ci sarà un piano sviluppo. Nel primo semestre del 2020 apriremo una sede a New York, per ora siamo presenti a Milano e Londra”.

La borsa come ha accolto la sua start up?

Stiamo mettendo in campo qualcosa di completamente nuovo e che può avere un’influenza mondiale. Siamo on line con la versione  beta da 5 mesi fa, senza una campagna di marketing massiva, eppure siamo già presenti in 4 continenti. Nel nostro Consiglio d’amministrazione ha voluto sedere l’ex presidente di Consob, Giuseppe Vegas.  In tanti si sono stupiti del fatto che una personalità come la sua, lasciando Consob, entrasse in una start up: ha creduto in UCapital24, perché questa è la realtà fintech più completa, che può essere un orgoglio per l’Italia”.

Se fosse rimasto a Benevento, lei crede che tutto questo sarebbe stato possibile?

Purtroppo no, ma perché la finanza è Milano. Però, se si ha il coraggio di immaginare il proprio futuro, tutto è possibile, anche a Benevento. Il contesto in cui si cresce può essere un limite, ma mai una scusa o un alibi.

A Londra e a New York mi chiedono come sia riuscito a realizzare UCapital24 dall’Italia. Si stupiscono, e a ragione.  Non posso dire che sia stato facile, ma non mi sono arreso davanti agli ostacoli e alle porte chiuse.

Da Silicon Valley mi erano arrivate proposte, se avessi accettato oggi sarei già miliardario, non milionario. Ma, mi lasci dire che sono orgoglioso di averlo fatto in Italia”.

Consiglia ai ragazzi di andare via da Benevento, dal Sud?

“Sì, magari anche per ritornare. Ma il futuro non può essere angusto come un cortile, è fatto per grandi spazi. Lavorare e vivere, anche solo per qualche anno, lontani dalla propria città e dall’Italia può essere utile per allargare i confini della propria mente e per guardare lontano”.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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