“I giornalisti non devono essere generosi con i politici”. Così Aldo Cazzullo pizzica e rimbrotta Mastella

di Antonio Esposito

“Quando avevo un ruolo politico nazionale, ho conosciuto Aldo Cazzullo, che ha intervistato i più importanti politici. Tra questi, non per vantarmi, è toccato più volte anche a me. Lui, con me, però, non è stato sempre generoso”. Con questo ricordo personale, il sindaco di Benevento, Clemente Mastella ha salutato la venuta in città dello scrittore e giornalista del Corriere della Sera. L’occasione è stata offerta dal Festival Filosofico del Sannio, promosso dall’Associazione “Stregati da Sophia”.

La risposta non si è fatta attendere. “Noi giornalisti – ha puntualizzato Cazzullo – non dobbiamo essere generosi, né amici dei politici, ma critici”. Il sindaco ha raccontato i suoi rapporti con la stampa ai tempi d’oro della Democrazia Cristiana, quando era portavoce di Ciriaco De Mita ed era molto ricercato dai cronisti parlamentari. “Il noto giornalista Giampaolo Pansa-ha detto gongolante Mastella- mi definiva la “croce rossa”, perché ero una fonte sempre fertile di notizie sugli scenari politici”.

Il tema dell’incontro, moderato dal giornalista Nico De Vincentiis e coordinato dalla professoressa Carmela D’Aronzo, che si è svolto al Teatro Massimo di Benevento, davanti ad una folta platea di studenti di diverse scuole superiori, era: “Il giornalismo: la crisi della verità”. La sfida tra la carta stampata ed il web è in pieno svolgimento. I lettori dei giornali continuano a diminuire. La rivoluzione digitale è una grande opportunità, ma può allontanare dal mondo reale. Come possono i giovani navigare sicuri e tranquilli nel mare delle notizie? Come difendersi dalla cosiddetta post-verità e dalle “bufale” sempre in agguato?

“La rivoluzione digitale-ha evidenziato Cazzullo – ha inferto un duro colpo al giornalismo e all’industria culturale. Molti giovani giornalisti confondono i confini del mondo con quelli della propria testa. A volte si discute sul nulla, convinti che l’opinione sia tutto. I signori delle anime del web, un tempo ritenuti affaristi e capitalisti, oggi sono diventati idoli. Non sono ottimista, ma fiducioso, soprattutto per il ruolo che avranno le donne in futuro. Mi preoccupo, invece, per il mio mestiere, che sta morendo”.

La verità è ricerca ed il vero giornalismo si fa sul campo, vivendo la vita delle persone, conoscendo da vicino i problemi. I giornali, che spesso sono apparsi come parte dell’establishment, si possono salvare solo ricostruendo rapporti di fiducia con i lettori. “I tempi che attendono i giovani saranno “grandiosi e terribili”- ha concluso lo scrittore- ma anche ricchi di opportunità, perché l’Italia è ancora un brand molto apprezzato e richiesto nel mondo. Molto dipenderà dalla vostra curiosità e dal vostro impegno. La soluzione non è il reddito di cittadinanza, perché il lavoro non è assistenza, ma dignità. Continuate a studiare, anche dopo la scuola, per conoscere e capire il complesso mondo di oggi”.

 

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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