Il grande passo di Barone: Ap si aggiudica il Richelieu della politica locale. Esulta Alfano

Un colpo di timone. Una virata capace di tenere sotto scacco la maggioranza di Clemente Mastella. Luigi Barone mette a segno uno dei colpi politicamente più proficui dell’ultimo anno.

Scaricato Gianvito Bello, l’ingegnere ‘ambizioso’, le cui aspirazioni politiche e no erano giudicate sproporzionate rispetto al peso elettorale, Barone è saltato di socialista in socialista, riuscendo ad aggiudicarsi un Richelieu  della politica locale, Claudio Mosè Principe.

Fu socialista, fondatore dell’Asinello di Parisi e dell’Idv ruspante di Di Pietro, consigliere provinciale e comunale, assessore-lampo, presidente esuberante dell’Amts, Principe è uno stratega lucido, uno per cui la politica è pura logica, un instancabile tessitore e orditore di trame di Palazzo.

Certo al suo attivo ha anche grandi fallimenti, come quello della candidatura di Carmine Nardone a sindaco di Benevento contro un emergente Fausto Pepe. 

Ma Principe è stato anche uno dei registi dell’operazione di revival politico più incredibile degli ultimi anni: l’elezione di Mastella a sindaco. È un politico ‘puro’, un giocatore di scacchi in grado di dominare la scacchiera. Il fiuto non gli manca, come non gli difettano capacità persuasiva e relazionale, lucidità, determinazione e cattiveria. Come è capace di attrarre portatori di voti, così è capace di tagliare teste e ‘spezzare’ gambe. 

La sua adesione ad Ap si trascina tre consiglieri di maggioranza: Russo, Puzio, Franzese. Un’operazione destinata a influenzare gli equilibri di governo, tanto che Mastella ancora va minacciando dimissioni. Sarà dura infatti amministrare avendo alle calcagna uno come Principe e in regia uno come Barone.

E servirà a poco l’acquisto dell’ex Ncd, Vincenzo Sguera, che, eletto con il centrosinistra, starebbe per fare il salto della quaglia passando sotto la ‘protezione’ di Nunzia De Girolamo.

Ed eccola un’altra interessante sfumatura della vicenda: a contendersi il campo, in una sorta di tiro alla fune a distanza, sono due ex amici, Barone e De Girolamo. Il primo da portaborse dell’ ex ministro è diventato leader autonomo di un partitino che, grazie all’alleanza con Renzi, da cespuglio è diventato albero maestro.  E alle prossime Politiche la sfida tra i due sarà diretta, visto che per entrambi si prospetta una candidatura alla Camera.

Dell’operazione Benevento è entusiasta il sottosegretario Gioacchino Alfano, che esulta così: “”Grazie ai tre consiglieri comunali, Antonio Puzio, Mimmo Franzese e Angela Russo, che hanno costituito il gruppo Alternativa Popolare al Comune di Benevento, decidendo di intraprendere con noi il percorso di rafforzamento dell’area moderata”. Così il coordinatore regionale di Ap e sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano. “Un ringraziamento particolare a Luigi Barone, Claudio Principe e agli amici del coordinamento di Benevento per aver lavorato all’allargamento di Alternativa Popolare. Assieme lavoreremo per dare risposte alla città di Benevento e al territorio provinciale”, conclude il sottosegretario Alfano.

One comment

  1. Claudio Principe uno stratega lucido? Se rileggi la storia e guardi la prima Amministrazione Pepe, Principe fece esattamente le stesse mosse per poi rivendicare assessorati ed altro. Nel 2011 le sue grandi intuizioni politiche lo portarono ad essere il regista dei firmatari che ad un mese dalla presentazione delle liste fecero sciogliere il consiglio comunale. Lui appoggio Carmine Nardone e Fausto Pepe stravinse. Cambiano le pedine, ma lui Claudio fa sempre le stesse cose.

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