Grido di dolore dei vescovi sanniti e irpini“Facciamo risorgere la Campania interna”

Lontano dalle metropoli, dai motori dello sviluppo, dalle industrie avveniristiche, le aree interne della Campania rischiano di non vedere mai la loro “resurrezione”, senza un piano strategico, un gioco di squadra, perché nessun paese si salva da solo nell’era del “villaggio globale”. Bisogna fermare l’esodo dei nostri giovani, la fuga delle migliori intelligenze. Ma per una inversione di rotta, va superato il vecchio modo di fare politica. Smettiamola con la spasmodica ricerca, personale e clientelare, delle amicizie a Roma.

“Qui, dove sembra essere scoccata la “Mezzanotte del Mezzogiorno -denunciano i vescovi del Sannio e dell’Irpinia- siamo tutti chiamati a cercare le soluzioni migliori per vedere sprazzi di maggior luce. La questione delle aree interne non può essere confinata ad appendice di svogliati dibattiti politici e culturali, perché la distanza dal resto della Campania e del paese rischia di diventare incolmabile. Le nostre province perdono ogni anno un numero di abitanti equivalente a quello di un intero comune”.
Per accendere i riflettori sui problemi delle zone interne le diocesi irpine e sannite hanno organizzato un Forum degli amministratori campani che si terrà dal 24 al 25 giugno prossimo presso il Centro “La Pace” di Benevento. La relazione introduttiva sarà affidata a Luigino Bruni, docente di Economia politica all’Università Lumsa di Roma, mentre i laboratori sui trasporti, i beni culturali, l’ambiente e i servizi, saranno coordinati da Giuseppe Marotta, Costantino Boffa, Simone Foresta, Paolo Orefice, Don Marco Fagotti, Federico Ceschin, Luigi Mansi e Mario Melchionna.
Il convegno è stato annunciato con una “Lettera agli amministratori”, presentata questa mattina presso il vescovado. Il titolo richiama alla memoria il grido di dolore dell’arcivescovo Carlo Minchiatti, che, negli anni ottanta, dopo una visita nei paesi del Fortore, osservando le condizioni delle strade, la carenza dei servizi sanitari, l’isolamento di tanti piccoli centri, tornò a Benevento e raccontò in un documento pubblico di essere stato nella “Mezzanotte del Mezzogiorno”. Quell’appello si estende oggi a tutte le aree interne.
“Non vogliamo sostituirci a nessuno -precisa Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento- indichiamo una via, un metodo. Possiamo salvarci solo unendo le forze in un progetto con lo sguardo lungo e teso al bene comune. Abbiamo davanti due possibilità, due sbocchi: diventare un polmone verde, artistico e culturale oppure pattumiera della Campania”. Sulla stessa scia il vescovo di Avellino, Arturo Aiello. “Vogliamo lanciare un sasso in piccionaia -ha sottolineato- auspicando un’alleanza tra gli amministratori. Nelle liste per i comuni ci sono tante persone di buona volontà, ma manca l’elaborazione di un pensiero”.
Il documento, oltre che da Accrocca e da Aiello, è stato sottoscritto anche da Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita, Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, Sergio Melillo, vescovo di Ariano Irpino e Riccardo Luca Guariglia, abate di Montevergine. Pieno sostegno all’iniziativa è stato espresso da Clemente Mastella, sindaco di Benevento, Antonio Di Maria, presidente della provincia e da Giuseppe Marotta dell’Università del Sannio, che ha ricordato i tanti progetti in campo, dall’Alta Capacità alla Città Europea del Vino, dal treno storico alle Zone Zes. “Il tema del lavoro è scomparso dall’agenda di governo -ha concluso il docente- dobbiamo far combaciare tutte le tessere nel giusto mosaico”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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