Il Gruppo Pd a Mastella: “Smettila di giocare a nascondino”.

“…La città ha bisogno di un sindaco a tempo pieno. Cosa succederà a settembre, con la maggioranza che traballa?”

Quando si chiede chiarezza sugli scossoni del nuovo quadro politico, determinati dalla formazione del gruppo consiliare di Alternativa Popolare, composto dagli ex mastelliani Domenico Franzese e Angela Russo e dall’ex forzista Antonio Puzio, il sindaco Clemente Mastella nasconde la testa sotto la sabbia, giocando sulla sottile distinzione linguistica tra piano amministrativo e piano politico, si accontenta che i tre abbiano dichiarato candidamente di continuare ad appoggiare la maggioranza uscita dalle urne.

La squadra amministrativa guidata dall’ex ministro della giustizia vorrebbe insomma nascondere le falle che ogni giorno si manifestano. L’ultima  grossolana gaffe è arrivata con le dimissioni del direttore dell’Asia, Quattrociocchi, che ha dovuto rinunciare all’incarico per problemi di incompatibilità con le mansioni ricoperte presso l’università di provenienza. Il posto di vicesindaco continua ad essere vacante, anche se si tratta di una poltrona chiave, perché strettamente collegata alla programmazione ed ai fondi europei.

“La confusione regna sovrana – attacca Francesco De Pierro, capogruppo del Pd – il sindaco ha abbandonato improvvisamente il consiglio comunale, fuggendo dalle sue responsabilità, offendendo la città, dopo aver fatto una sibillina dichiarazione sulla “separazione dei due piani”, politico e amministrativo. I nodi sul tappetto non sono stati sciolti. La maggioranza gioca a nascondino. Anche quelli di Ap devono scegliere. Non possono giocare su due tavoli. Stanno con noi all’opposizione o con Mastella? Con l’aria che tira non sappiamo cosa accadrà a settembre. La città non può essere lasciata alla sbaraglio”.

Quando è cominciata la discussione sulle fibrillazioni di Palazzo Mosti, anche il gruppo di Forza Italia ha abbandonato l’aula. Il ripensamento di Mastella, che pochi giorni fa aveva posto “fuori dalla maggioranza”, i tre neoalfaniani, ed oggi chiude un occhio, accettando di buon grado la rinnovata promessa di appoggio, ha evidentemente dato fastidio ai berlusconiani, che mal digeriscono la collaborazione con gli ex fratelli del centrodestra. Questi ondeggiamenti e riposizionamenti lasciano intravedere altri sommovimenti.

Questo logoramento sotterraneo rende sempre più incerta e instabile la navigazione dell’amministrazione comunale, che, tra defezioni, defenestrazioni, dissensi, si salva solo con qualche festa popolare. La richiesta di chiarezza è arrivata dal gruppo consiliare del Pd, che immediatamente dopo il consiglio comunale ha indetto una conferenza stampa. “La città ha bisogno di un sindaco a tempo pieno -ha denunciato Raffaele Del Vecchio- che si dedichi anima e corpo ai problemi veri. Se dobbiamo chiedere scusa è per aver perso le elezioni, per non aver fatto capire quello che si sarebbe verificato. Credo che se votassimo oggi, il risultato  sarebbe diverso. Abbiamo un sindaco distratto, che guarda alla dinamiche romane e alla primavera 2018”.

La maggioranza è composta da 20 consiglieri più il primo cittadino. Con il passaggio di Pina Pedà nel gruppo misto, con i tre alfaniani, che intendono in qualche modo distinguersi, la posizione critica di Delia Delli Carri, fedelissima di Erminia Mazzoni, la situazione potrebbe evolvere verso un pareggio delle forze in campo. Un equilibrio oscillante che troverà comunque a breve una chiarificazione. “La prossima settimana -ha evidenziato Italo Di Dio- chiederemo una verifica delle presidenze della Commissione Cultura, diretta da Puzio, e della Commissione Attività Produttive, guidata da Franzese”. “Così capiremo -hanno aggiunto Floriana Fioretti e Marialetizia Varricchio- a che gioco stano giocando quelli di Ap”.

L’esigenza di fare luce sulle alleanze e sulle future coalizioni tira in ballo i rapporti di collaborazione esistenti tra alfaniani e Pd nell’Amministrazione Provinciale, all’Ato rifiuti e presso l’Ente Idrico Campano. Il partito di Umberto Del Basso De Caro e Carmine Valentino non potrebbe sopportare a lungo questa ambiguità di Ap, che a Roma è partner determinante del Governo Gentiloni. “Discuteremo col partito -ha concluso Del Vecchio- e decideremo la nostra posizione. Dobbiamo capire cosa gli alfaniani vogliano fare da grandi. Sono loro che devono fare chiarezza rispetto a noi, non noi verso di loro”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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