I giovani Dem e i balletti di Mastella: “Ci vuole un sindaco che faccia il sindaco”

Discussioni, riflessioni, proposte nel campo del centrosinistra per scrivere un programma, preparare una squadra e possibilmente un candidato sindaco vincente. Con questo obiettivo è partito il secondo appuntamento di Caminetto Democratico, tenutosi presso il Caffè delle Streghe di Palazzo Paolo V a Benevento, per iniziativa di Luigi Razzano, promotore di Demonline, e Antonio Furno, presidente di “Percorso entusiasmante”. Un incontro per disegnare un percorso per “l’anno che verrà”, quando si disputerà la sfida per Palazzo Mosti, con la speranza di costruire un futuro nuovo per la città.

“Il sindaco Mastella -ha esordito Luigi Razzano- è un grande tattico, ma Benevento non può vivere alla giornata, occorrono progetti concreti che la rilancino come capitale del Sannio”. “Siamo stanchi -ha aggiunto Stefano Orlacchio dei Giovani Democratici- di una politica clientelare e festaiola, come quella che ha caratterizzato l’amministrazione Mastella, mentre la disoccupazione dilaga. Serve una visione per il futuro. Bisogna parlare con le persone, i giovani, i lavoratori che vivono sulla loro pelle i problemi”.
Il ritiro delle dimissioni del primo cittadino, propagandate con gran clamore anche sulla stampa nazionale, offre alle forze di opposizione la possibilità di organizzarsi e di tessere la tela tra partiti e movimenti civici. Per questo -hanno ribadito tutti- non perdiamoci di vista. L’occasione può essere anche utile per un ricambio della classe dirigente. “Il balletto di Mastella -ha osservato Furno- ha suonato la sveglia per le opposizioni. Sfruttiamo la situazione per lavorare insieme. La sua politica fa male al territorio, perché è fatta per gli amici, è di corto respiro. Pensiamo ad un progetto che guardi lontano”.

All-focus

La costruzione di un programma, quindi, assume una valenza fondamentale. Per questo ben vengano approfondimenti tematici sulle questioni importanti. “Non si tratta -ha affermato Pasquale Orlando di Italia Viva- di trovare l’anti Mastella, ma di seguire la strada di una politica propositiva e coinvolgente”. “Occorre una rivoluzione culturale -ha fatto notare Pasquale Marro- perché Benevento ha perso peso politico, nonostante tanti parlamentari”.“ Più che rivoluzione -ha detto Cinzia Mastantuono- ci vuole innovazione”. Per il giovane Emanuele Buonaguro si è permesso a Mastella di “girare la frittata” come voleva lui, col rischio che la città di Benevento perda la sua importanza e questo “non dobbiamo consentirlo”.
Le ultime classifiche nazionali hanno snocciolato preoccupanti dati sulla condizione giovanile e sulla qualità della vita nel Sannio. Molti avevano riposto tante speranze nella figura di Mastella per la sua lunga e navigata esperienza politica. Durante la campagna elettorale era venuto a sostenerlo anche il suo vecchio amico Diego De La Valle, che aveva promesso una fabbrica di scarpe. Ma non si è visto niente. “L’ultima mossa di Mastella -ha sottolineato Davide Mazzone- è opportunistica e personalistica. La città ha grossi problemi. Basti pensare che lavora un giovane su tre e che i residenti con meno di 35 anni sfiorano appena il 20 per cento. Com’è possibile che il 56 per cento gli avrebbe chiesto di restare sindaco?”.
Dal dibattito è emerso che i partiti non bastano, che occorre una rete con altri soggetti della società civile, che spesso sono stati più attivi ed incisivi, rispetto all’opposizione fatta in consiglio comunale. Pe questo va coltivato il rapporto con l’associazionismo culturale ed ambientale, col mondo della solidarietà e del Terzo Settore. “Dobbiamo raccogliere la spinta dei movimenti-ha evidenziato Federica De Nigris di Sinistra Italiana- perché siamo insufficienti. Non serve una Santa Alleanza contro Mastella”.
Nel corso dell’assemblea è arrivato il messaggio di Angelo Moretti di Civico 22,che che ha rilanciato la necessità di una progettazione partecipata per una città inclusiva, fondata sul protagonismo civico. Accanto all’economia e alle infrastrutture, il rilancio della città passa anche per l’ambiente, i servizi e i trasporti pubblici, i beni culturali e l’Unesco, la rinascita dei quartieri. “Quale città vogliamo?-ha concluso Simone Razzano di Libera- Chi siamo noi? La proposta va costruita sui punti in comune. Ci vuole un sindaco che faccia il sindaco, che si occupi dello sviluppo e dei problemi di una comunità, non di una persona che pensa a sistemare i suoi a Roma, a Napoli o a Bruxelles. Ci vuole un programma semplice e riconoscibile”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.