I promotori del referendum contro il comune: “La gestione dell’acqua deve essere pubblica”

“Vogliamo la gestione pubblica dell’acqua. Basta coi profitti dei privati. I cittadini di Benevento hanno il diritto di scegliere. Chi impedisce il referendum, uccide la democrazia”. Il grido di protesta risuona ancora una volta in un sit in combattivo convocato davanti al Palazzo del Governo. Il portavoce del Comitato Sannita “Acqua Bene Comune”, Giannicola Seneca, ha ribadito la necessità di ascoltare i cittadini, di garantire un diritto costituzionale, ha richiamato con forza la Laudato Sì di Papa Francesco.

“L’amministrazione comunale -ha sottolineato Seneca- non può nascondersi dietre arzigogolate giustificazioni, le formali osservazioni del ministero dell’interno che avrebbe demandato ad un organo terzo la decisione finale. Non è così. Abbiamo raccolto 3285 firme. Tutte le carte sono in regola per effettuare il referendum. Siamo riusciti a far approvare il regolamento che mancava da 28 anni. Ora il via libera definitivo dipende dalla volontà politica. Non comprendiamo questo muro di gomma della giunta Mastella”.
La società che gestisce l’acqua a Benevento è la Gesesa, in cui prevale la quota dei privati ed in particolare dell’Acea. I promotori del referendum contestano la scelta del comune sancita il 22 marzo dell’anno scorso con due delibere, che mirano a rinnovare il rapporto con l’azienda privata fino al 2050.Una decisone che suscita molti interrogativi. “Appare chiaro -sostiene Seneca- che l’amministrazione Mastella vuole favorire le lobby e gruppi economici che da anni fanno affari sull’acqua. Vogliamo invertire la rotta, nel solco dell’esito del referendum del 2011,col quale 23 milioni di persone hanno chiesto la gestione pubblica”.
Il movimento per il referendum è composto da varie sigle ambientaliste, comitati di quartieri delle contrade ed esponenti politici trasversali. “Dobbiamo svegliarci -ha detto Rosa Massa- l’acqua non è una merce qualsiasi. Non votiamo per i politici che bloccano il referendum”. “Il nostro percorso è stato lineare -ha affermato Luigi De Giacomo- siamo stati incoraggiati da Alex Zanotelli ed abbiamo seguito le direttive del professor Alberto Lucarelli”. “L’incontro tra i cittadini è importante -ha rilevato Emanuele Buonaguro dei Giovani Democratici- perché col confronto delle idee si può costruire un futuro più gratificante”.
Sulla questione ha fatto sentire la sua voce anche la chiesa. Durante il coronavirus i vescovi hanno stilato un documento per chiedere di garantire l’acqua ai poveri e ai bisognosi. “Non si può giocare -ha denunciato la Cgil di Benevento con Giuseppe Vassallo- con questa risorsa vitale del pianeta. Difendiamo questo bene naturale universale. Consentire ai cittadini di pronunciarsi, si chiama democrazia”. Ci sono tante cose da fare per migliorare il servizio idrico. “ La Gesesa -ha concluso Seneca- pensasse a riparare la rete che presenta tante perdite anziché comprare costosi Suv che poi restano abbandonati in deposito”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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