I toni minatori del Pd di Sant’Agata verso gli ‘eretici’ Mortaruolo e Del Vecchio

Le parole sono importanti, urlava uno straordinario Nanni Moretti in Palombella Rossa.

E quelle usate oggi dal Pd di Sant’Agata dei Goti, dopo la riunione del circolo cittadino, sono parole che esprimono una cultura refrattaria a qualsiasi forma di giudizio autonomo e di dissenso e che spiegano una gestione segnata da fallimenti e da fughe in massa.

 “Il Coordinamento –  si legge nella nota stampa a firma di Antonio Biscardiha appreso con sconcerto le dichiarazioni rese alla stampa ed ai social da qualche amministratore di altro comune sannita, iscritto al PD. Trattasi di incomprensibili ingerenze, totalmente fuori luogo e politicamente sgrammaticate. È peraltro nota, sul punto, «l’incompetenza sui fatti amministrativi locali» da parte degli organi provinciali. Spiace costatare che taluni vogliano approfittare di una vicenda politica locale per ergersi, d’incanto, a Giudici e Censori dei massimi sistemi“.

Il riferimento è alla posizione espressa da Raffaele Del Vecchio, che da componente dell’Assemblea nazionale e leader dell’opposizione dem, ieri ha ‘osato’ censurare l’agguato guidato dal segretario provinciale del Pd, Carmine Valentino, sottolineando come la vicenda abbia una valenza provinciale e non strettamente municipale.

Del Vecchio avrebbe, dunque, esercitato una illegittima ingerenza negli ‘affari loro‘, avrebbe violato la grammatica politica e si sarebbe eretto a Catone il Censore. Accuse gravissime che  testimoniano l’arroganza del Pd di Carmine Valentino, dove chi esprime dissenso è un eretico a caccia di visibilità .

Neppure l’indignazione diffusa di queste ore è servita a un bagno di umiltà o a un cambio di passo nella gestione privata di affari pubblici, se è vero che un partito appartiene alla società e non a un gruppo armato di vanagloriosi.

Il secondo affondo del circolo cittadino di Sant’Agata è diretto a Mino Mortaruolo, colpevole di aver espresso un giudizio autonomo chiedendo che la discussione sul caso Piccoli fosse portata negli organismi del partito.

Il circolo di Sant’Agata – hanno scritto – invita, inoltre, in sede, il proprio Consigliere Regionale, Erasmo Mortaruolo, per gli approfondimenti richiesti unitamente ad una discussione allargata alle altre tematiche di rilevanza regionale”.

Questa volta, i toni da accusatori diventano addirittura ‘minatori’.

 ‘Che il consigliere regionale venisse in campo non proprio amico a spiegare la politica regionale nel Sannio‘, è la sollecitazione dei dem saticulani. Come se De Luca, che ebbe il coraggio di definire pubblicamente Valentino ‘una grande chiavica’, dovesse dar conto a un segretario provinciale che gode ormai solo del consenso di uno più grandi avversari del presidente della Regione, Umberto Del Basso De Caro.

Mortaruolo è libero come un uomo, per dirla con Gaber, soprattutto perchè ha dimostrato coerenza, equilibrio e rispetto istituzionale. Non è un caso che sia nel cerchio magico del Governatore della Campania.

La boria di Valentino invece non è mai piaciuta al presidente, al punto tale da interloquire più volentieri con Mastella che con il segretario provinciale del Pd.

Inoltre, il Pd di Sant’Agata anziché provare a smentire un inciucio con il sindaco di Benevento e con la sua possibile candidata alle Regionali, Giovanna Razzano, spreca le sue polveri per un fuoco amico.

In realtà, le parole del Pd di Sant’Agata, diretta emanazione del pensiero unico di Carmine Valentino, sono, a guardarci dentro, le prime avvisaglie di un potere che comincia a vacillare, un segnale di debolezza.

E rafforzano la posizione di Mortaruolo e Del Vecchio nel Pd. Il consigliere regionale e il leader dell’opposizione sono il volto ‘pulito’ del partito, quello ancora spendibile. E’ da loro che il Pd sannita dovrebbe organizzare una ripartenza.

La stagione Valentino va archiviata, chiusa e perfino dimenticata. Dovrebbe farsene una ragione anche il deputato Umberto Del Basso De Caro, che non può continuare a coprire e a giustificare, per giunta in maniera maldestra che non rende giustizia alla sua intelligenza e alla sua cultura, l’indifendibile.

Così come occorrerebbe il coraggio di donne e uomini di buona volontà – tutti quelli che si sono persi per strada o sono stati lasciati ai margini della carreggiata da Giulia Abbate a Francesco Nardone – disposti a credere ancora e nonostante tutto nel futuro di un Pd ancora schiacciato su ciò che è già passato.

E’ una chiamata alle armi, forse l’ultima. 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.