Il cinema di Carlo Verdone, tra sorrisi e riflessioni. “Il Sannio è bellissimo. Potrei girare un film qui”

Il sorriso, la spensieratezza, il divertimento, ma anche occasioni per riflettere sulle fragilità umane. Questi gli ingredienti della comicità di Carlo Verdone. L’attore romano si è raccontato a tutto tondo al Benevento Festival Cinema e Televisione, che gli ha assegnato il meritatissimo Premio alla carriera, rappresentato dalla suggestiva scultura del Noce d’Oro. “Il Sannio è bellissimo -ha detto Verdone- la città offre scorci interessanti. In futuro potrei girare un film qui. Tutto può essere. Dipende dal soggetto e dalla storia”.

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Come ogni sera, l’incontro con l’artista, è stato introdotto da un filmato sui momenti più significativi della lotta al coronavirus, con le immagini toccanti degli infermieri ed i medici in prima linea, delle bare trasportate sui camion militari, con i suoni e le canzoni sui balconi, con gli applausi ai guariti. Con la dedica finale agli oltre 35 mila morti italiani. In sottofondo le parole del premier Conte “Uniti ce la faremo”. Accompagnate da un messaggio di incoraggiamento: “C’è un tempo in cui le persone cambiano la storia”.
I personaggi di Verdone sono tratti dai quartieri popolari e dalla vita quotidiana. Dal bullo allo spaccone, dal paranoico all’inibito, dallo scapigliato al battutista. “Lavoro dal 1977 -ha spiegato l’attore- la mia prima fonte d’ispirazione è stata la zona dove abito, tra Trastevere, Ponte Sisto ed Campo dei Fiori. Ho guardato con grande simpatia a persone fragili e anonime. Mi ritengo una sorta di pedinatore di italiani. Ho cercato di coniugare insieme umanità, semplicità e sincerità. Per avere successo non basta il talento, ma servono la fortuna e soprattutto una salute di ferro. Con Massimo Troisi abbiamo rappresentato i Nuovi Comici”.
Con “Un sacco bello” e “Ricomincio da tre”, usciti quasi insieme, il cinema italiano cambiò passo nella rivalutazione della donna, anche perché c’era stato il femminismo. Nella sua lunga carriera Verdone si è dovuto scontrare più volte con i produttori che chiedevano solo film che facevano ridere. Un giorno Vittorio Cecchi Gori gli tirò in faccia il copione di “Compagni di scuola”, perché era lungo 220 pagine. Ma quel film fu un grande successo e per lui “rimarrà eterno”. Così come segnerà una svolta decisiva “Borotalco”. Tappe importanti sono stati gli incontri col regista Sergio Leone ed Alberto Sordi.
La comicità a volte può anche alleviare le sofferenze, come un antidepressivo naturale. “Io sono fortunato-ha ricordato Verdone- la mattina mi alzo, la gente mi sorride. Un giorno si avvicinò una signora in un bar e mi disse che la mamma, che aveva pochi giorni di vita per un tumore, voleva vedermi. Mi recai nella sua casa e mi raccontò la sua vita per tre ore, dimenticando i dolori atroci della malattia. Una settimana dopo la signora morì. Da allora ho capito quanto può essere utile anche un comico”.
L’attore ha svelato di recente la sua passione per la fotografia. Pochi giorni fa, infatti, al Museo Madre di Napoli è stata inaugurata la sua mostra intitolata “Nuvole e Colori”. Si tratta di 42 scatti selezionati da Elisabetta Sgarbi e Paolo Mereghetti. “Per l’occasione ho incontrato tra gli altri il presidente del Napoli -ha affermato Verdone- ed il governatore De Luca, che mi ha salutato recitando una poesia lunghissima per un minuto e mezzo, ha espresso considerazioni molto intelligenti e profonde, apprezzando la spiritualità delle fotografie, dove non ci sono volti né case. Siamo stati in due a fare questa mostra: Io e il Padreterno”.
I progetti per il futuro sono molto intensi. L’attore sta completando il suo secondo libro che consegnerà a fine agosto. Poi sarà impegnato nella serie televisiva “Vita da Carlo”. “Speriamo che per gennaio, febbraio prossimo- ha concluso- possa uscire nelle sale il mio ultimo film “Si vive una volta sola”. La serata Verdone è stata contrassegnata dall’omaggio ad Ennio Morricone, autore della colonna sonora di “Bianco Rosso e Verdone”, proiettato dopo l’intervista condotta con scioltezza e raffinatezza da Martina Riva. Al grande attore, che col Papa e Francesco Totti forma il terzetto più importante di Roma, hanno dedicato baci e abbracci virtuali le attrici che lo hanno accompagnato nel lungo cammino cinematografico, da Eleonora Giorgi ad Ornella Muti, da Laura Morante a Margherita Buy, da Claudia Gerini ad Asia Argento, da Anna Foglietta a Veronica Pivetti, da Micaela Ramazzotti a Laura Chiatti, da Nancy Brilli a Maria Pia Calzone.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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