Il contrattacco di De Luca: “Il Rummo è un grande ospedale. Quello di Sant’Agata è salvo. Nella sanità si rubava e c’era la camorra”

“Noi abbiamo salvato l’ospedale di Sant’Agata dei Goti, che era destinato alla chiusura. Quando abbiamo detto Polo Oncologico e quando abbiamo unificato, era per salvare Sant’Agata e per mettere in sicurezza il Dea di II livello del Rummo. Non abbiamo smantellato niente. Quella di Benevento è la provincia con il più alto livello di posti letto per popolazione. Ha infatti 288 posti oltre i parametri previsti della legge nazionale. Sono qui per un’operazione verità contro i mentitori di professione”.

Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha squadernato con la sua solita ruvidezza tutti gli impegni presi dalla regione per la sanità del Sannio, visitando il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Rummo”, ristrutturato e riorganizzato. Poi ha incontrato il Comitato di Lotta santagatese riconfermando tutti i servizi concordati e programmati al tavolo tecnico. Dal governo si attende il timbro al Piano per l’Edilizia Sanitaria di un miliardo e 80 milioni di euro, presentato oltre un anno fa.
“C’è stato un errore di comunicazione rispetto a Sant’Agata -ha ammesso De Luca- perché ad un certo punto è apparsa questa situazione: Polo Oncologico niente, perché non ci sono le risorse, ortopedia la perdiamo, il Pronto Soccorso non c’è, è evidente che questo crea inquietudine . Presenteremo un bilancio per Sant’Agata con 5 milioni di deficit, sperando nel via libera del Ministero della Salute. Con la nomina di Giovanni Di Santo a Direttore Sanitario tutto il San Pio può guardare al futuro con fiducia”.


Quando fu approvato il Piano OspedaIiero si scatenò una pioggia di critiche. Ma i tagli erano stato imposti dal governo nazionale e vanno inquadrati in un contesto non certo virtuoso della sanità campana. “Il ministro della salute -ha sottolineato- ha imposto alla regione Campania di tagliare in un anno 40 strutture complesse. Siamo stati commissariati nel 2009,perché avevamo rubato in Campania. C’era uno un debito di 9 miliardi di euro. Oggi abbiamo il bilancio in attivo e non c’è più motivo per il commissariamento”.
Nella sala convegni del Rummo, De Luca ha parlato anche di alcuni primari, che hanno scelto andare a lavorare altrove. “Qui si è determinata una particolare tensione -ha evidenziato- perché abbiamo perduto due medici, uno di valore, uno no. E’ andato via il dottor Catapano, una grande personalità, provocando un senso di vuoto. Ma i primari non sono nell’esercito, sono liberi professionisti, decidono di andare dove vogliono. Catapano ha scelto l’Ospedale del Mare a Napoli per motivi familiari. L’altro, col nome austroungarico, oggetto di tante indagini giudiziarie, meglio perderlo che trovarlo. Ma facciamola finita. Non crolla l’ospedale se va via un primario. Questa è un’offesa per decine di primari che stanno facendo un lavoro eccezionale al Rummo, un grande ospedale della Campania”.
Il direttore generale, Renato Pizzuti, ha illustrato tutti gli interventi in atto ed ha annunciato che sarà costruito un nuovo Pronto Soccorso nel Padiglione San Pio con i 9 milioni di euro stanziati dalla regione. “Abbiamo acquistato nuove attrezzature -ha detto Pizzuti- letti elettrici, materassi antidecubito, tac e risonanze magnetiche, angiografi e mammografi, investendo oltre 6 milioni di euro. I finanziamenti ottenuti ammontano a 35 milioni e 200 mila. Ma la nota dolente resta il personale. Le assunzioni sono decuplicate arrivando a 170,rispetto alle 18 del triennio precedente. Il problema degli anestesisti è nazionale”.
Il passato della sanità in Campania è spaventoso. Basti pensare che il settore incide per il 70 per cento sul bilancio della regione. “Quando arrivammo nel 2015 -puntualizza De Luca- trovammo i conti consuntivi delle Asl e delle aziende non approvati da cinque anni. A Roma ci ridevano in faccia. Alla Napoli 1 c’erano doppie, triple, quadruple, quintuple fatturazioni, la camorra. Abbiamo risanato i conti e a Roma oggi si alzano in piedi. Nella griglia Lea siamo passati di 105 a 170 punti. Basta buffonate! Facciamo le persone serie”.
Il governatore si è scagliato con durezza contro chi ha gestito la sanità in Campania e contro l’attuale ministro della salute, Giulia Grillo. “Per 20 anni –ha denunciato-non abbiamo utilizzato miliardi di euro destinati all’edilizia ospedaliera e per rinnovare le strutture, perché non si approvavano i conti consuntivi. Un delitto. Io fucilerei alla schiena i responsabili. C’erano medici che prescrivevano dieci volte la tac allo stesso paziente. Eravamo sulle pagine del New York Times per il Pronto Soccorso del Cardarelli ingolfato di pazienti e barelle. Se non avessimo lavorato alla tedesca, oggi l’Ospedale del Mare sarebbe un accampamento di varia umanità. Di procreazione medicalmente assistita non si parlava neanche. Diffiderò la sedicente ministro Grillo, che in un tweet ha scritto che mi invitava a non chiudere Sant’Agata. Una mentitrice nata. Ma ora passerò alle denunce, se continua il commissariamento”.
Alla visita di De Luca nel Sannio hanno partecipato tutto il management del Rummo, il prefetto Cappetta, i consiglieri regionali Iannace e Mortaruolo, il sindaco di Sant’Agata, Carmine Valentino, il vicesindaco di Benevento, Luigi De Nigris, tanti medici ed infermieri. Il governatore ha sfoggiato più volte la sua spavalda ironia. “Abbiamo accolto le richieste di Sant’Agata perché erano ragionevoli -ha concluso- ma io non sono adatto a dire sì a tutti. Il problema della sanità pubblica riguarda la povera gente. A Benevento mi auguro che vogliate farmi una statua, ovviamente tra 200 anni. Non andate di fretta, per l’amor di Dio”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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