Il coraggio di Rosita: “La Cgil non si fermerà”. Landini ai giovani: “Non credete al fenomeno di turno”. Il procuratore Policastro: “Qui troppe timidezze verso il potere”

L’ex presidente del Senato, Pietro Grasso: “Sono venuto per portare la mia solidarietà a Rosita che ha dato impulso all’inchiesta sui centri di accoglienza dei migranti. La criminalità organizzata trova un varco nella mancanza di lavoro. L’immigrazione non è un reato, ma una speranza”.

“Se trovate qualcuno sulla vostra strada, che vi spiega con un twitter che lui ha capito tutto e che qualsiasi problema c’è , lui è capace con un twitter di risolverlo, salutatelo e cambiate strada, perché vi sta prendendo in giro, perché quando le cose sono complesse, non c’è il fenomeno di turno che risolve i problemi, ma c’è bisogno di tutta la nostra intelligenza. Neanche Maradona, senza squadra, avrebbe vinto scudetti e campionati del mondo”. Con queste parole accorate e semplici, Maurizio Landini, segretario nazionale della Cgil, ha raffigurato l’attuale momento politico, rivolgendosi ai giovani di Benevento, a conclusione del convegno su “Lavoro, Democrazia, Legalità”.

Lavoratori, studenti, insegnanti, dirigenti sindacali, tutti accanto a Rosita Galdiero, per portare solidarietà alla segretaria della Cgil dopo le minacce e le intimidazioni ricevute nelle settimane scorse, per incoraggiarla nel suo impegno sindacale a difesa dei diritti e della legalità. Nella sala stracolma del President Hotel di Benevento sono risuonati messaggi forti e chiari: il sindacato non si fermerà, non farà un passo indietro rispetto alle denunce  presentate, non abbasserà mai il capo davanti al padrone.

Un incontro appassionato, come una grande assemblea popolare di denuncia, di lotta, di richiamo alla politica e alle istituzioni in una città e in una provincia, fino a qualche tempo fa considerate tranquille. “Qui, anche nella Pubblica Amministrazione –ha affermato Galdiero– gli appalti vengono affidati al massimo ribasso e ad aziende in odor di camorra. Non possiamo continuare a far finta di niente e a voltare la faccia dall’altra parte. C’è chi lavora per pochi euro al giorno. Da recenti controlli è risultato che su 48 lavoratori,18 sono risultati al nero. Altri vengono licenziati e non reintegrati neanche dopo una sentenza favorevole. Come  è successo alla Gs Carrefour di Airola. Un’azienda che opera col sistema delle scatole cinesi. Questa è una lotta di tutte le organizzazioni sindacali”.

Le parole pronunciate dalla segretaria vengono sottolineate da frequenti applausi. Dalla denuncia si passa alla speranza. “Continueremo a denunciare con forza l’illegalità –continua Galdiero– perché vogliamo dare voce agli ultimi, vogliamo una città colorata, multietnica, accogliente, perché contaminarsi vuol dire arricchirsi, conoscere nuovi popoli e nuove culture. Continueremo, anche quando qualche assessore comunale, di fronte ad un bene confiscato alla camorra, ci dice che qui le istituzioni hanno perso. Perché non è così. Perché c’è tanta gente che non si arrende, che vuole impegnarsi per liberare le nostre terre dai fenomeno criminali”.

Lavoro, democrazia, legalità e soprattutto Costituzione. L’appello alla partecipazione e alla mobilitazione è stato raccolto in particolare dal Procuratore della Repubblica, Aldo Policastro, che, dopo aver elogiato la Cgil, come “unica organizzazione di massa rimasta” ed aver lodato Michele Martino, rappresentante di Libera, come “un vero leader politico”, ha ricordato l’importanza dei valori della Carta Costituzionale e la necessità di ripartire dall’Articolo Uno. “Democrazia e lavoro -ha detto- sono le due parole che ci devono guidare. Per questo dobbiamo chiederci: Dove va il cambiamento annunciato? Rispetta davvero le libertà e i diritti costituzionali?”.

Ma il Procuratore ha offerto interessanti spunti di riflessione sul quadro socio economico della provincia di Benevento. Con una sferzante critica alla politica e alla società civile. “Questo è un territorio -ha precisato- in cui si muovono forze criminali e forze che non tollerano il controllo di legalità. Se non vengono contrastate occuperanno tutto. Dai dati sulla criminalità del 2017 emerge un aumento del 200 per cento dei reati per associazione a delinquere, e del 66 per cento dei reati considerati silenti, cioè collegati al riciclaggio e ad investimenti economici. Questo è un territorio di forti timidezze, timidezze che attraversano le istituzioni, la società, l’associazionismo, l’informazione. E’ una timidezza congenita che ha consentito il proliferare di arroganze istituzionali ed economiche. Sono rimasto colpito nel trovare qui tante risorse naturali non valorizzate e due fiumi inquinati,  come cloache, che attraversano la città, senza alcuna indignazione”.

La presenza della criminalità organizzata nel Sannio, l’atavico isolamento del Fortore, il coraggio di denunciare, perché “Resistere vuol dire Esistere”, sono stati i temi toccati dall’esponente di Libera. “Le minacce a Rosita sono minacce a tutti noi –ha esclamato Martino– non ci fate paura, perché voi siete pochi e noi siamo in tanti. Voi ragazzi dovete essere buoni cittadini. Qui operano sei clan, c’è lo spaccio della droga, l’usura ed anche la prostituzione, il gioco d’azzardo. C’è un bene confiscato alla mafia, l’ex cementificio Ciotta, che ancora non riusciamo ad utilizzare. Vogliono imporci l’impianto di compostaggio a Sassinoro”.

Ai giovani si sono rivolti il questore Giuseppe Bellassai ed in particolare Amerigo Ciervo , presidente dell’Anpi, che ha svolto il suo ragionamento passando da Socrate a Giuseppe Di Vittorio, da Giovanni Palatucci al profeta Isaia . “Cosa devo fare per avere una vita giusta e felice? –ha proposto Ciervo ai ragazzi-Il destino della polis dipende da tutti. Da molto tempo siamo stati “cani muti”. Basta rese dei conti e difese di orticelli che non hanno più senso. Organizziamo una resistenza civile e culturale. Portiamo l’Umanità al Potere. Non domani, ma adesso”.

“Sono venuto per portare la mia solidarietà a Rosita –ha esordito  il senatore Pietro Grasso– che ha dato impulso all’inchiesta sui centri di accoglienza dei migranti. La criminalità organizzata trova un varco nella mancanza di lavoro. Se i beni confiscati vengono venduti, il ricavato ve avere fini sociali. L’immigrazione non è un reato, ma una speranza. La legalità è la forza dei deboli. Non possiamo rassegnarci. Andiamo a testa alta e a schiena dritta, perché, come diceva Gramsci, l’indifferenza è il peso morto della storia”.

Parole di incoraggiamento e solidarietà alla Galdiero sono venute anche da Tommaso Delli Paoli, segretario nazionale della Silp e da Nicola Ricci neo segretario regionale della Cgil. “Quello che è successo a Rosita –ha concluso Landini– non è un problema di una persona, ma di tutta la Cgil nazionale. Dobbiamo difendere il lavoro con tutti i suoi diritti, mettendo al centro le persone. Questa è la nostra posizione e non ci fermeremo davanti a nessuno. I problemi, che il governo non affronta, sono l’evasione fiscale, il crollo degli investimenti, l’aumento delle disuguaglianze, il lavoro nero, non le persone con la pelle nera”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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