Il futuro del Pd dopo Telese tra Martina soft e De Luca trash

“Sto lavorando al limite delle mie forze. Stiamo buttando il sangue. La mattina non vado al lavoro, ma in guerra. Se faccio qualcosa in più, me ne vado al creatore. Vorrei conservarmi ancora qualche anno di vita per godermi la mia nipotina. Non mi aspetto monumenti. Ma almeno rispettiamoci”.

Il governatore Vincenzo De Luca ha squadernato con queste parole la fatica di amministrare la Regione Campania. Dando una risposta ferma e dura alle aspre critiche ricevute qualche mese fa dal Partito Democratico sannita.

Arrivando a Telese Terme per chiudere la Festa provinciale de L’Unità, il presidente sapeva di trovare un clima arroventato dalle polemiche, soprattutto per le vicende della sanità. “C’è stata una campagna di demagogia e mistificazione -ha sottolineato- ma all’ospedale di Sant’Agata dei Goti non è cambiato niente, restano tutti i servizi che c’erano. Il Polo Oncologico regionale programmato con un investimento di 25 milioni di euro nascerà al mille per cento. Abbiamo salvato il Rummo. Qui il rapporto tra posti letto ed abitanti è il più alto della Campania. La provincia di Benevento non ha mai avuto tanta attenzione”.

Nel suo lungo discorso ha chiesto un’operazione verità sulle ragioni della sconfitta del 4 marzo, ha proposto di puntare su “lavoro e sicurezza”, ha fatto l’elenco degli impegni in campo per il Sannio, investimenti tra “800 milioni ed un miliardo di euro”, ha definito “una grande chiavica” il documento della direzione provinciale che lo accusava di “bonapartismo”, tirando le orecchie al segretario Carmine Valentino.

“Per la Ferrovia Valle Caudina stiamo facendo miracoli -ha dichiarato- i lavori per la frana di San Martino del febbraio scorso finiranno a fine ottobre e per il prossimo mese entreranno in servizio 5 nuovi treni. Stiamo lavorando intanto per trasferirla a Rete Ferroviaria Italiana”.

Quando De Luca ha finito di parlare, stanco e soddisfatto si è seduto su una poltrona. Sul palco i giornalisti lo hanno assediato con una raffica di domande. Si è avvicinata una delegazione del Consorzio Sannio Alifano. Poi un camionista di Benevento gli ha gridato “Presidè, sei grande”.

Un altro militante gli ha detto: “Bravo per le stoccate sulla riforma della scuola e delle province”. Mentre si recava all’incontro con i contestatori di Sant’Agata, si è fermato con le mamme di Sassinoro preoccupate per il sito di compostaggio.

C’è stato anche il tempo per una foto ricordo con fratelli Minicozzi dell’Agrisemi, colpita dall’alluvione.
“Siamo tutti abbastanza soddisfatti -ha detto Lucrezia D’Abruzzo, presidente Comitato Pro Ospedale- perché De Luca ha garantito di prendere a cuore le nostre problematiche, a cominciare dal 118,che ci incontreremo nuovamente. Lo stesso direttore Pizzuti verrà da noi per organizzare personalmente i servizi, con medici giovani e preparati”.

Il presidente ha promesso una “rivoluzione” nella sanità in Campania: saranno assunti sei mila nuovi dipendenti ed i primari saranno scelti solo per capacità professionale.
Ha letto puntigliosamente l’elenco dei finanziamenti per le strade, per la Diga di Campolattaro, per la scuola. “Giovanò, Valentino -ha aggiunto con un secco rimbrotto – abbiamo investito 20 milioni di euro per recuperare le linee ferroviarie storiche chiuse. Con questo abbiamo salvato 90 posti di lavoro dell’Officina Manutenzione Locomotiva di Benevento. Non c’era niente, ci siamo inventato un percorso di turismo religioso. Partirà un piano per dare lavoro a diecimila giovani in Campania. Stiamo bonificando le ex discariche di San Bartolomeo e Montefalcone. Libereremo Casalduni dai rifiuti”.

La risposta di Valentino è arrivata il giorno dopo. “La festa di Telese ha detto che il partito ha un futuro -ha scritto in un comunicato- difendiamo la nostra autonomia di analisi e proposta. Il documento criticato da De Luca con espressioni poco felici è stato votato all’unanimità dalla direzione provinciale. Difendiamo il Sannio. Vigileremo sugli impegni del presidente”.

Col governatore, nei mesi scorsi, si erano già schierate Giulia Abbate, ex consigliera regionale, Annalibera Refuto, ex dirigente giovani Pd e Veronica Rotunno, candidata con Alleanza Riformista alle ultime comunali di Benevento.
Con la Festa provinciale de l’Unità, la manifestazione nazionale a Roma, la preparazione del congresso, il Partito Democratico prova comunque a ripartire. Lo scossone dato dal governatore Vincenzo De Luca, ringalluzzito per l’assoluzione nel Processo Crescent e spinto a correre per il secondo mandato, ha aperto una prima riflessione tra i gruppi dirigenti ed i militanti. I segni della sconfitta del 4 marzo sono ancora evidenti. Le polemiche laceranti tra le correnti stentano a scomparire. La perdita del potere ha provocato nuove fibrillazioni, delusioni e smarrimenti.
Nel mirino delle critiche è finita anche la modesta partecipazione all’appuntamento telesino. “Non mi aspettavo una marea di gente -rileva Pasquale Carofano, sindaco di Telese- perché si trattava di una festa di partito. Io sono assolutamente soddisfatto. Non siamo più al governo. E’ stato un momento importante d’aggregazione e discussione. Particolarmente interessante Marco Minniti su “Immigrazione tra umanità e sicurezza”. Le parole del governatore sono in linea col suo personaggio. Non mi scandalizzano. Maurizio Martina è stato soft. Ricominciamo dai problemi del territorio”.
Quando il segretario nazionale ha parlato, ad ascoltarlo c’erano duecento persone. Alla sua area politica appartiene il parlamentare Umberto Del Basso De Caro. L’ex ministro dell’agricoltura ha spronato il partito a ritrovare le ragioni della bella politica. “Partiamo dai più deboli -ha detto Martina- scuotiamo i nostri rami. Il tema non è scioglierci, ma cercare altra gente, costruire una riscossa collettiva. Smettendola di litigare sul nulla. Chi propone uno “psichiatra” per il Pd offende tanta gente che si fa un mazzo così”.
Le cannonate di De Luca, che ha chiuso la festa davanti ad una platea di trecento cittadini, sono state più apprezzate dai semplici militanti che dai dirigenti. “Per me il governatore è stato il più lucido di tutti -fa notare Italo Tornusciolo di Sant’Angelo a Cupolo- anche con i suoi modi pirotecnici. Ha zittito il segretario provinciale Carmine Valentino con gli interventi programmati sulla sanità del Sannio. Comunque a Telese il partito ha dimostrato che c’è, ha segnato una presenza. Ma l’opposizione in città è invisibile”.
Alla festa di Telese, la presenza dei consiglieri comunali di Benevento non è stata massiccia. Si sono visti solo Raffaele Del Vecchio e Floriana Fioretti. Mancava il capogruppo Francesco De Pierro. Il consigliere regionale Mino Mortaruolo ha sbandierato con orgoglio la forza del Pd sannita, che tra le sue fila annovera ben trenta sindaci e può contare su sessanta circoli. Una rappresentanza notevole ed un’organizzazione territoriale rilevante che, però, non hanno prodotto una partecipazione più folta e convinta.
Chi si accontenta dell’affluenza è il segretario cittadino Giovanni De Lorenzo. “Per me c’è stato un buon riscontro –osserva- la gente è venuta, considerando il momento particolare che stiamo vivendo. Il Pd è vivo. Le parole di De Luca non mi sono piaciute. Non bisogna offendere le persone”. Chi ha risposto con maggiore sdegno e vigore al governatore è stato Diego Ruggiero, segretario di Airola. “Basta con le chiacchiere, vogliamo i fatti -ha rintuzzato- il presedente faccia autocritica e abbandoni l’arroganza”.
La discussione è avviata. Nei circoli c’è bisogno di aria nuova. Si dovrebbero rompere i “gigli magici” dovunque si siano creati. Bisogna recuperare il mondo della scuola, chiedendo scusa per la brutta riforma. Rivedere il ruolo delle province, smantellate senza prospettiva. Il congresso è un’occasione per parlare ai cittadini. Una volta si usava mettere dei tavoli in piazza per ascoltare la gente. La credibilità si guadagna sul campo, camminando, come ha detto Martina, fianco a fianco con le persone. Altrimenti i democratici continueranno a cantarsela e suonarsela da soli.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

Un pensiero riguardo “Il futuro del Pd dopo Telese tra Martina soft e De Luca trash

  • 01/10/2018 in 15:51
    Permalink

    VINCENZO DE LUCA E IL NIGERIANO AL SUPERMERCATO

    “…avendo intercettato all’esterno di un supermercato un nigeriano, ho fatto fermare l’auto di servizio per farlo portare via dai vigili urbani. Al comando gli hanno applicato una sanzione di 250 euro”. (chi scrive si chiede: ma la pagherà?).
    De Luca ha proseguito affermando che “…l’accattonaggio degli extracomunitari è un fenomeno organizzato dalla criminalità”

    Da Telese Terme (BN) Festa de l’Unità settembre 2018

    Vincenzo De Luca Presidente Regione Campania

    NOSTRA RIFLESSIONE

    On. Laura Boldrini…dov’è? E’ da qualche settimana che non la sentiamo.
    Intervenga lei e ci faccia conoscere la sua opinione sull’operato del compagno De Luca.
    Batta un colpo anche questa volta!

    gcastronovo.blogspot.it

    Giuseppe Castronovo

    Risposta

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