Il girotondo” dei docenti per una scuola libera e democratica. “La nostra bussola è la Costituzione

“Io non porto il Rosario, ma con me ho la Costituzione. Quando si prega Dio devi farlo in silenzio, non davanti alle persone. Questo ci dice Gesù”. La stoccata al ministro Salvini arriva da Amerigo Ciervo, presidente dell’Anpi, nel corso della manifestazione organizzata da Cgil e Uil per protestare contro la sospensione dall’insegnamento per 15 giorni della professoressa di lettere palermitana Rosa Maria Dell’Aria. Per esprimere sdegno per un provvedimento che intacca la libertà di opinione e di critica.

Una folta rappresentanza della scuola sannita si è raccolta davanti alla prefettura. I docenti si sono disposti a cerchio, ricordando i vecchi girotondi degli anni novanta, che diedero la sveglia al centrosinistra. Giovani e pensionati, tutti insieme a gridare che “le idee non si processano”, che il dialogo e il confronto sono il sale della democrazia. Per ribadire che la scuola non vive sulla luna, ma dentro i processi storici. Perché il sapere, la cultura, la ricerca non ammettono recinti, muri, pastoie, steccati, confini.
“Siamo qui perché non ci stiamo -ha sottolineato Luciano Valle, segretario della Cgil- non possiamo assistere indifferenti alle intimidazioni, alle repressioni che si stanno verificando in questa fase politica e sociale. Dobbiamo uscire dall’apatia. Vogliamo essere sentinelle attenti, perché siamo preoccupati dei troppi segnali aggressivi e violenti che vengono da organizzazioni che si dichiarano apertamente fasciste, davanti a movimenti che istigano all’odio e al razzismo, senza che nessuno intervenga”.
La manifestazione è stata coordinata da Giuseppe Vassallo, che ha ricordato le motivazioni della protesta ed i rischi insiti nell’assurda punizione dell’insegnante Dell’Aria. “La cosa più grave -ha detto il sindacalista della Cgil- è che, in questo modo, c’è qualcuno nello Stato che si arroga il diritto di decidere dove può arrivare un docente”. Questa strada è pericolosa, perché mette in discussione le fondamenta della scuola pubblica. Gli allievi palermitani si erano “permessi” di confrontare le leggi razziali del 1938 con l’attuale Decreto Sicurezza. I ragazzi possono anche sbagliare. A scuola, del resto, si va per imparare.
“Difendiamo il diritto degli studenti -scrivono i sindacati in un documento- a dire quello che pensano. Quando la Digos entra in una scuola, per controllare la didattica, scendiamo su un piano poliziesco e repressivo. Siamo all’autoritarismo, alla censura, alla caccia alla streghe. La scuola è l’unico baluardo che garantisce la formazione autonoma del pensiero per le nuove generazioni. Quel che è accaduto nell’istituto tecnico di Palermo è inaccettabile. Chiediamo il ritiro immediato della sospensione della professoressa”.
La bussola della manifestazione è stata la Costituzione. Rappresentanti dei sindacati, docenti, impiegati, si sono alternati nella lettura dei più importanti articoli, soprattutto di quelli relativi alla libertà di stampa e di pensiero, di insegnamento e dell’arte. Si è cominciato leggendo insieme l’articolo Uno, che ricorda che l’Itala è un Repubblica fondata sul lavoro. Alcuni hanno anche commentato, dando particolare rilievo alla pace e all’uguaglianza. “Viva l’Italia -ha esclamato un operaio- quella unita e solidale verso il prossimo”.
Tra cartelli e striscioni colorati, “Bella ciao” e canzoni di Fabrizio De Andrè, la manifestazione si è conclusa con un ritrovato slancio di impegno. “La scuola di oggi non è quella che in cui sono entrato -ha evidenziato Ciervo- perché ha seguito le sirene del neoliberismo imperante. Tra crediti, debiti, prodotti, recuperi, sembra diventata una sorta di agenzia bancaria. Questo è successo perché noi siamo stati zitti. La colpa è anche nostra. Ritorniamo alla scuola pubblica, democratica, bandiera della Costituzione”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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