Il mare di Mario Lanzione scosso dal rosso sangue. La ricerca dell’artista al Museo Arcos

La nave taglia le onde tempestose. Il vento scuote foreste incantate. Lampi d’azzurro e di rosso squarciano l’orizzonte. Il fine del viaggio è la purezza, l’essenza della vita, la fuoriuscita dal frenetico mondo mercantile.

Potrebbe essere racchiusa in queste linee portanti la ricerca pittorica di Mario Lanzione, approdata in una affascinante antologica in mostra presso il Museo Arcos di Benevento dal 16 giugno al 9 settembre 2018.Lo stesso titolo “Materie Geometriche” è poliedrico perché apre la strada verso inesplorati, ma gentili sentieri.
“La mia arte -spiega l’artista- mira a fondere insieme razionalità ed irrazionalità, materia e geometria, nel solco dell’incontro tra l’informale di Polloch e l’astrattismo geometrico di Mondrian. Ho cominciato nel 1975,avendo come maestri Domenico Spinosa e Renato Barisani, esponenti l’uno dell’informale napoletano e l’altro caposcuola del Movimento Arte Concreta partenopeo. Poi, nel 2012,fondai il gruppo “Astrattismo Totale” con Cotroneo e Salzano, che avrà grande spazio nel Museo di Gaeta nel prossimo anno”.
La vela incontra scogli, ma non si spaventa, taglia anche i ghiacciai. Nell’acqua sconvolta appaiono i segni di una lotta. A volta sono i resti di una zattera, una scarpa, uno zaino, un bambolotto, caduti da un barcone in cerca di speranza. Forse per questo nel trionfo dei colori di Lanzione spunta spesso il rosso sangue, una scia che si dipana, ora forte ed intensa, ora lieve e trasparente. Non c’è estasi, ma riflessione. Nella dolcezza poetica delle velature affiorano gli aneliti verso un mondo nuovo, di fraterni afflati ed occhi sinceri.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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