Il messaggio di Noemi Di Segni agli studenti: “Usate il cervello e la coscienza, difendete la memoria, contro l’indifferenza”

La platea dei giovani studenti ascolta attenta le parole di Noemi Di Segni, presidente delle Comunità Ebraiche Italiane, venuta a ricordare a Benevento i tragici eventi che provocarono la Shoah, il lento ma inesorabile precipitare nell’abisso più crudele del Novecento, nell’indifferenza di tanti. Il titolo dell’incontro svoltosi in prefettura è “Memoria è Libertà”, per sottolineare il nesso profondo tra consapevolezza del passato, conoscenza della storia, forza della cultura ed un mondo libero, un nuovo umanesimo.

“Cosa succederà -si è chiesta Di Segni- quando l’ultimo sopravvissuto ai lager non ci sarà più? Voi che siete il futuro, usate il vostro cervello e la vostra coscienza. Siate attivi, attenti, protagonisti, ambasciatori di questo percorso di trasmissione della memoria. Quello che è successo ad Auschwitz non è solo una pagina di storia. Lì troviamo nomi ed oggetti che parlano, che gridano pace. La Shoah non comincia con i vagoni dei deportati e non finisce il 27 gennaio 1945 con l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. L’antisemitismo è molto antico. Non è solo nazista. Ma sta anche nelle leggi fasciste sulla difesa della razza del 1938”.

La riflessione sullo sterminio degli ebrei offre diversi spunti per aprire gli occhi sui risorgenti nazionalismi, sul ritorno dei muri e sul complesso fenomeno dell’immigrazione. “Assistiamo a tanti episodi di intolleranza e di razzismo -ha sottolineato Luigi Diego Perifano ,presidente della Lidu- la paura del diverso e l’attacco ai diritti si diffondono dall’America alla Turchia, dalla Cina ai paesi arabi. Basti pensare ai cori negli stadi contro i giocatori di colore, oppure alla teppaglia della curva laziale che chiama “ebrei” i tifosi romanisti. I diritti umani sono definiti universali perché riguardano tutti. Spetta alle nuove generazioni difenderli”.

La presidente Di Segni ha raccontato la storia della propria famiglia, dei genitori e dei suoi nonni sparpagliati tra Torino e Napoli, perseguitati ed espulsi dalle scuole e dai tribunali, di una zia violinista cacciata dal Teatro San Carlo di Napoli. L’incontro, coordinato dalla giornalista Enza Nunziato, introdotto dai saluti di Francesco Antonio Cappetta, prefetto di Benevento, ha visto la partecipazione degli alunni delle classi quinte del Liceo Scientifico “Rummo” e del Liceo Classico “Giannone”, accompagnati dai rispettivi docenti. “Non bisogna sottovalutare gli attuali segnali d’allarme -ha fatto notare Perifano- che mettono in discussione la stessa democrazia, perché, come diceva Eleonora Roosevelt, “i diritti iniziano nei piccoli posti, vicino casa, nei quartieri, nei luoghi di lavoro; se non vivono qui, hanno poco significato altrove”.

Nel corso della manifestazione è stato evidenziato che l’ebraismo non è solo Shoah, ma una cultura, un popolo integrato in Italia, vita, gioia, festa. Per questo, in occasione del Giorno della Memoria del prossimo 27 gennaio si terrà una maratona che partirà da Torino e percorrerà i luoghi delle deportazioni e delle sofferenze. Poi Di Segni ha messo in luce il contributo degli ebrei alla  Liberazione dal Nazifascismo e quello di tanti giovani venuti da fuori a combattere nella Resistenza accanto ai partigiani italiani. “Cari studenti -ha detto Nunziato- possiate avere un cuore intelligente per sentirvi liberi e rispettosi degli altri”.

Il ricordo è stato impreziosito dai brani musicali suonati da Dina Caliro al violino e da Pierluigi Minicozzi alla viola. Sul tavolo dei relatori era acceso il tipico candelabro ebraico. Quando si è aperto il dibattito, gli alunni Pasquale Orsillo e Gaia Tanga dello scientifico hanno chiesto se oggi siano presenti segnali di prefascismo. “Per me in Italia il fascismo esiste ancora -ha risposto Di Segni- perché vedo persone e gruppi organizzati che si richiamano a quella ideologia, svolgono raduni, cerimonie con contenuti di odio e violenza e non certo di pace e amore. Questo è molto preoccupante. Per questo è importante non dimenticare”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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