Il ministro Provenzano : “Ci battiamo per il riscatto del Sud”. Mortaruolo e Pepe : “Attenti al finto civismo. Difendiamo il Pd”

“Abbiamo preso di petto la Questione Meridionale. Con tante risorse ed un piano di sviluppo. Perché un sud che produce e lavora serve all’Italia. Dobbiamo rigenerare la macchina amministrativa. Senza dimenticare che c’è un sud nel sud: le aree interne. Non basta la bellezza dei luoghi. Bisogna renderli vivibili. Non serve la nostalgia per un piccolo mondo antico, né inseguire l’ideale romantico della campagna. Occorrono innovazione, la banda larga, la conoscenza digitale, perché la vera emergenza di questi anni non è stata l’immigrazione, ma l’emigrazione dei nostri giovani, ai quali dobbiamo garantire il diritto a restare”.
Il ministro Peppe Provenzano è venuto a Benevento per suonare la carica ai candidati del Pd, Mino Mortaruolo e Antonella Pepe.

Nei Giardini della Rocca dei Rettori c’è tutto lo stato maggiore del partito, dal segretario cittadino Giovanni De Lorenzo al deputato Umberto Del Basso De Caro, dai consiglieri comunali della città, Fioretti e Varricchio, a tanti sindaci della provincia, da Arpaise a Montefalcone Val Fortore, da Castelpoto a Molinara, dall’ex sindaco Fausto Pepe ai della Cia, Raffaele Amore e Alessandro Mastrocinque.

Folta la presenza dei Giovani Democratici, guidati dalla neo segretaria Sara Pannella. Si respira, insomma, un’atmosfera di chiamata a raccolta per respingere l’assalto delle tante liste civiche.
“Siamo candidati per rilanciare il protagonismo del Pd e di una generazione –scandisce con forza Antonella Pepe– vogliamo costruire un altro racconto delle nostre terre, un futuro possibile dove andare via sia una scelta e non una necessità. Siamo candidati per i diritti negati, per far conoscere il nostro territorio, con la sua agricoltura di qualità, per rivitalizzare i nostri borghi, potenziare le infrastrutture e i servizi, gli asilo nido, per una rete diffusa di solidarietà. Solo il Pd può imprimere una svolta. Non ci sono scelte diverse”.
Il bisogno di serrare le file viene ribadito anche da Mino Mortaruolo. Le sue parole racchiudono un appello accorato a non disperdere le forze in mille rivoli. “Abbiamo in tasca -sottolinea il consigliere regionale uscente- una tessera di partito da più della metà della nostra vita. Mi ricandido sotto una bandiera che ho cercato di onorare. Altri si trovano a fare altre campagne elettorali che non siamo abituati a fare”. Una bordata esplicita ad alcuni dirigenti del Pd trasmigrati nel cosiddetto civismo, in contrasto aperto col deliberato della direzione regionale che vietava agli iscritti di candidarsi sotto altri simboli.
La convention è stata aperta dal saluto di Giuseppe Addabbo, sindaco di Molinara, e dal segretario cittadino De Lorenzo, che ha voluto subito chiarire la posizione del partito sulle future alleanze per il comune di Benevento.

“Non intendiamo riproporre -ha precisato- l’attuale coalizione regionale, nella quale figura anche Mastella, per le amministrative dell’anno prossimo. Perché siamo alternativi all’amministrazione in carica”. Queste parole sono state salutate con uno scrosciante applauso dalla folta platea.
Il ministro ha rivendicato il lavoro svolto nel governo per l’equità territoriale. Richiamando il Pd a tornare a discutere con le persone. “Dobbiamo essere il punto di riferimento del mondo del lavoro -ha concluso- in un rapporto fecondo col sindacato. Per questo è importante il successo del nostro partito. Il destino delle comunità non passa da formazioni estemporanee, da un civismo, vero o finto che sia, dove troppo spesso si nasconde il trasformismo. Una classe dirigente nuova si forma nei percorsi politici, in un cammino collettivo, che solo i partiti ed oggi solo il Pd può garantire. Portiamo in alto le nostre bandiere con orgoglio. La nostra identità mette insieme lo sviluppo con l’equità, l’uguaglianza con la libertà”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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