Il mistero dei pozzi inquinati. La denuncia di Altrabenevento. Perché il sindaco non convoca un incontro pubblico?

“Bisogna chiudere i pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni che forniscono acqua ai cittadini dei Rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico. Tutti gli esami effettuati da Artea, Arpac e Gesesa, da dieci mesi, hanno dimostrato che le concentrazioni di tetracloroetilene, trovate in 10 pozzi, pubblici e privati, hanno superato fino a nove volte la Soglia di Contaminazione e quindi che la falda è inquinata. Quest’acqua è possibile sostituirla con quella del Biferno, che serve la parte alta città. Basta chiudere una valvola ed aprirne un’altra”.

Dopo la raccolta delle firme, la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, l’associazione ambientalista “Altrabenevento”, guidata da Gabriele Corona, ha deciso di alzare il tiro e di presentare esposti al Ministero della Salute, ai carabinieri dei Nas e al Noe. Mentre le istituzioni responsabili continuano a ripetere il ritornello ”L’acqua è potabile”. Perché si continua tentennare? Perché non si chiudono questi pozzi? Perché il comune e la Gesesa non convocano un incontro pubblico o una conferenza stampa per chiarire la vicenda e tranquillizzare la gente?
“La situazione è veramente molto seria -sottolinea Corona- se la questione fosse stata tutta una bufala, non avrebbero dovuto incaricare la società Artea, non avrebbero dovuto fare gli esami. La Conferenza dei Servizi ha deciso di continuare gli accertamenti per altri sei mesi con lo scavo di altri tre pozzi, ma non ha deciso la chiusura dei due incriminati, nonostante la gravità della contaminazione sia emersa in modo netto e inconfutabile, anche, recentemente, in un pozzo di Ponte Valentino. La Gesesa, che riconosce il “rischio sanitario”, non ha mai pubblicato documenti. Anzi diffonde informazioni incerte e sibilline annunciando che l’acqua del Biferno già viene distribuita miscelata in alcune zone”.
La denuncia di Altrabenevento è scattata nel novembre scorso. Contro l’associazione sono state scagliate accuse di allarmismo. La partecipazione è andata comunque pian piano crescendo. Molti cittadini hanno presentato domanda per la riduzione della tariffa. Ma su un tema così importante e delicato, ci si attendeva una mobilitazione più grande e più forte. Tutti i dati parlano chiaro. Il comune dovrebbe contestare e denunciare Artea, Gesesa e Arpac che concordano sull’alto livello della contaminazione delle acque.
“Sulla questione -fa notare Corona- il consiglio comunale è completamente assente, c’è una maggioranza attonita, un’opposizione debole, ma c’è anche una responsabilità della stampa. Perché, per esempio, c’è un’emittente televisiva beneventana, che non pubblica i comunicati che gli mandiamo, da quando abbiamo detto che ci sono state assunzioni riguardanti anche figli di qualche direttore, editore di giornale o testata. Ci sono grandi quotidiani che su questo scrivono poco e malvolentieri. Ci sono autorità di controllo, che si diffondono il mantra del “Tutto è a posto”.
La sorte dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni sembra legata a quella dei pozzi di San Salvatore Telesino. Il rappresentante della regione, Ciro Pesacane, annunciò che sarebbero stati chiusi nel giugno scorso, appena pronti quelli del comune telesino. Lo stesso sindaco previde la loro chiusura per settembre. Il comune, forse, sta aspettando questi lavori a San Salvatore, che costano otto milioni e mezzo di euro e sono stati appaltati dalla regione con somma urgenza ad “Acqua Campania Spa”. Ma perché perdere tanto tempo per ricevere un’acqua pesante, quando si può avere quella del Biferno, attraverso lo stesso tubo? Nel frattempo è stato approvato il Piano di Caratterizzazione. Un passo che non scioglie il mistero dei pozzi.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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