Il nuovo piano degli autobus taglia le corse e penalizza i quartieri. Utenti esasperati

La nuova organizzazione degli autobus urbani, partita dal primo gennaio, ha creato tanti disagi, lamentele, proteste.

Domenica mattina, Piazza Orsini. La signora Margherita è arrabbiata. “Mi hanno fatto perdere il cimitero ed anche la messa” racconta agli altri cittadini che aspettano da ore l’arrivo di un autobus. ”Stamattina, come sempre, mi sono alzata di buon’ora e sono uscita per fare le mie solite cose. Ho  atteso inutilmente alla fermata di Via Vitelli e poi sono salita sul primo mezzo che andava al centro. Signora, mi ha detto l’autista, qui la domenica le corse sono state dimezzate, ma nessuno ha informato i viaggiatori”.

La nuova organizzazione degli autobus urbani, partita dal primo gennaio, ha creato tanti disagi, lamentele, proteste. La riduzione delle corse nei giorni festivi, concertata tra la ditta privata “Trotta” e l’amministrazione comunale, è stata avviata alla chetichella ed in modo improvvisato e raffazzonato, senza alcuna informazione per la gente. Un brutto colpo soprattutto per gli abitanti del Rione Libertà, Epitaffio, Capodimonte ,Pacevecchia. Un cambiamento deciso soltanto per una questione economica.

“Questa è interruzione di pubblico servizio. Chiamate i carabinieri. Andate a protestare sul comune”. Questo il consiglio dato dall’autista, rappresentante Rsu, Mario Minicozzi, alla gente incredula e inviperita. L’invito a farsi sentire è stato raccolto solo da pochi. Molti sperano nella mobilitazione dei comitati di quartiere e di alcune associazioni operanti sul territorio. Tra le contrade più danneggiate c’è quella di Capodimonte. La ditta ha avuto la fantasiosa idea di accorpare il numero 3 con il 12 e così quella zona, che prima disponeva di quattro autobus, ora può contare solo su un mezzo che sale e che scende.

Presso il deposito degli autobus, in via Santa Colomba, incontriamo alcuni autisti che ci spiegano come stanno le cose. Anche essi sono rimasti disorientati da questo riassetto. “La riduzione delle corse- ci dice il primo, che non vuole apparire col suo nome- per il momento è in vigore solo la domenica, il sabato pomeriggio e nei giorni in cui le scuole sono chiuse. L’altra settimana dovevano venire qui i rappresentanti di un comitato di quartiere a fare casino, perché c’erano i Trotta, ma non si è visto nessuno. La gente se la prende con noi, invece di andare a fare bordello sul comune. Ci vuole la compattezza dei cittadini”.

Tra le brillanti decisioni della ditta c’è quella di portare i viaggiatori  presso i due centri commerciali della città, “Buonvento” e “I Sanniti”, per il cosiddetto Shopping Bus. Per questa operazione è stato dirottato il numero 5, che collega  l’Epitaffio con la Stazione Centrale. “A cosa serviva questa fermata? –si chiedono alcuni utenti- Chi va a fare la spesa con l’autobus?”. “Con  questa deviazione per i supermercati -aggiunge un altro autista- il numero 5 è stato proprio distrutto. Specialmente la domenica, quando presso “Buonvento” è tutto bloccato dal traffico. La vecchia fermata, presso De Soccio, era sufficiente”.

Gli abitanti del Rione Libertà che potevano facilmente raggiungere la Stazione Centrale, ora non possono farlo più, perché il 5 ferma molto prima, quasi nei pressi dell’Hotel Italiano, e non più, come era prima, che arrivava vicino alla piazza con la fontana. “Per “I Sanniti” -osserva un altro autista- sarebbe stato meglio utilizzare un’altra macchina. Questo, invece di essere un piano di ottimizzazione, è stato un piano distruttivo. Non solo per gli utenti, ma anche per noi. Come lo spieghiamo alla gente, quando tutto è bloccato? Per altre aziende, come l’Asia, quando hanno tolto le campane di vetro, c’è stata una campagna di pubblicizzazione per mesi. Per gli autobus nessuno sa niente. Neanche noi siamo informati”.

Giovedì mattina, intorno alle undici. La signora Giuseppina è stata costretta a scendere nel piazzale di  “Buonvento”. “Ho chiesto all’autista di fermarmi sulla strada, al solito posto previsto -racconta- ma nulla da fare, mi ha voluto portare per forza nel Centro Commerciale. Poi me ne sono dovuta andare a piedi per tornare indietro”. Un episodio che la dice lunga sulla confusione che regna ancora tra gli stessi addetti. Perché, poi, si devono ridurre le corse quando le scuole sono chiuse? Una misura davvero incomprensibile dal momento che i mezzi pubblici interessano una popolazione di oltre sessantamila abitanti.

I tagli delle corse nei giorni festivi, il rallentamento dei tempi di percorrenza, l’invecchiamento del parco macchine, allontanano sempre più  i viaggiatori dagli autobus urbani. “Di questo passo andiamo a finire male -afferma un altro autista- il trasporto pubblico a Benevento rischia di scomparire. Un collega addetto ai controlli mi ha detto che i mezzi non li sta prendendo più nessuno, perché la gente è spaesata. Io non avrei toccato proprio niente, perché già il servizio è scadente. Speriamo che non arrivino altre riduzioni dal lunedì al sabato”. Il nuovo piano chiama in causa anche i sindacati che hanno accettato la scelta di Trotta.

Gli utenti esasperati aspettano un segnale dal sindaco Mastella e dall’assessore alla mobilità, Felicita Delcogliano, che finora sono stati silenti sull’argomento. Per una città che vuole puntare sul turismo i mezzi pubblici andrebbero potenziati e modernizzati. Perché non pensare ad autobus elettrici o a gas naturale? Benevento potrebbe essere un modello d’avanguardia, un gioiellino ambientale. Soprattutto ora che l’inquinamento per le polveri sottili ha raggiunto livelli altissimi, tanto che il sindaco ha annunciato che per numerose domeniche ci sarà lo stop alle auto. Per questo la riduzione delle corse appare assurda e illogica.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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