Il partigiano Crocco: “Grazie a noi è nata la nuova Italia” Festoso corteo di lotta con le bandiere della Liberazione.

E don Nicola prese la tessera dell’Anpi.
“Scendete dai monti e andate a liberare Genova”. L’ordine arrivò il 23 aprile 1945.Così il partigiano sannita Giuseppe Crocco, nome di battaglia Caramba, racconta il grande giorno della Liberazione. Si trovò a combattere tra la Liguria ed il piacentino, era carabiniere, aveva appena la quinta elementare. “Quante volte -continua- abbiamo dormito in una grotta, senza mangiare per giorni. Grazie ai partigiani è risorta la nuova Italia”. Giuseppe Crocco,95 anni, ha chiesto un minuto di silenzio per i martiri della Resistenza.
La sua figura e le sue parole hanno suggellato con semplicità e forte emozione questa importante ricorrenza. Il corteo è partito da Piazza Orsini e si è concluso davanti al campanile di Santa Sofia, di fronte a Piazza “Giacomo Matteotti”.

“Qualcuno -ha detto Amerigo Ciervo, presidente dell’Anpi di Benevento- sogna di riportare indietro l’orologio della storia con rozze e spudorate argomentazioni. Il mio invito ai giovani è quello di impegnarsi, prendere posizione, studiare perché con l’ignoranza non si va nessuna parte”.
Dalla Resistenza e dalla lotta partigiana sono nate la Costituzione e la Repubblica Italiana, dalla vittoria delle forze antifasciste è nata la democrazia. “Quando Vittorio Foa incontrò il senatore missino Giorgio Pisanò – ha ricordato Ciervo- gli disse: “Se avessero vinto i fascisti io sarei finito in galera, hanno vinto gli antifascisti e tu puoi sedere in senato. Questa è la grande differenza tra chi ha combattuto per la libertà e chi ha difeso la dittatura. La Liberazione appartiene a tutti, perché fu un movimento di popolo”.
La Festa della Liberazione è stata colorata dalle bandiere dei sindacati, Cgil, Cisl, Uil, Usb, dell’associazione antimafia “Libera”, dei partiti della sinistra, dagli slogan delle femministe di “Non una di meno”, dai rappresentanti delle forze cattoliche, dalle Acli alla Caritas, dagli striscioni del Comitato Sannita per l’Acqua Pubblica, della Uisp- Sport per Tutti, da una folta pattuglia di ex deputati, da Conte a Nardone, da Zarro a Boffa. Non c‘erano i parlamentari in carica. Né le delegazioni di migranti degli anni scorsi. Tra le fasce tricolori, presenti solo quelle del comune di Benevento e di Apice.
“Il corteo per il 25 aprile -ha sottolineato Alfredo Nazzaro di + Europa- è stato molto partecipato, come non si vedeva da tempo. C’erano centinaia di persone, tutte le forze democratiche. Non si sono visti Cinque Stelle e Forza Italia, ormai subalterne alla Lega. L’assenza dei parlamentari è un fatto grave su cui riflettere”. Amerigo Ciervo ha sottolineato che a Palazzo Paolo V è stata allestita la mostra sulle 21 madri della Costituzione e che c’è anche il Comito “Stefano Rodotà” che raccoglie le firme per difesa dei beni comuni.


Il ricordo della Liberazione ha vissuto, la sera precedente, un significativo momento di riflessione, al Mulino Pacifico, con lo spettacolo intitolato “La terra e la libertà”, organizzato dalla Solot in collaborazione col gruppo folk de “I Musicalia” dei fratelli Ciervo. Attraverso letture e poesie, gli attori Michelangelo Fetto, Antonio Intorcia, Assunta Berruti, hanno ricostruito i sacrifici dei prigionieri antifascisti, tra i quali brilla la partigiana beneventana Maria Penna.

Il parroco don Nicola De Blasio, direttore della Caritas, ha raccontato la storia di Giuseppe Girotti, sacerdote impegnato con i partigiani. Poi, dopo aver spiegato che la Caritas è animata dallo Spirito Santo e dallo “Spirito della Resistenza”, ha comunicato di essersi iscritto all’Anpi. La serata è terminata sulle note di “Compagni di Reggio Emilia” e “Bella Ciao”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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