Il Pd chiede una svolta sui rifiuti. “Il Sannio può essere autosufficiente. Programmiamo gli impianti giusti”

Sui rifiuti è arrivato il momento della verità. La riforma regionale demanda ai territori la programmazione della loro gestione . Per questo sono stati creati gli Ato. Il Sannio può diventare davvero autonomo ed autosufficiente. L’amministrazione provinciale non può certo stare a guardare. Tutti i soggetti coinvolti devono sedersi intorno ad un tavolo per scrivere una pagina nuova su questa scottante tematica. L’appello per una svolta arriva dai due candidati democratici alla regione, Mino Mortaruolo e Antonella Pepe.

Il nostro territoriodice Mortaruolo-va verso il compostaggio, la sostenibilità, l’economia circolare. Per la riconversione dello Stir di Casalduni la regione ha stanziato circa 12 milioni di euro. Ogni ente deve fare la propria parte. Basta con lo scaricabarile. Il nostro destino lo dobbiamo decidere noi. Chiediamo un piano molto attento per la raccolta differenziata, con una premialità che consenta di abbassare le tariffe, in particolare per i tanti comuni sanniti ricicloni”.

Con gli impianti programmati di San Nicola Manfredi, Casalduni e Sassinoro il Sannio supererebbe di sei volte il proprio fabbisogno.

Il pomo della discordia è rappresentato dall’impianto che dovrebbe nascere a Ponte Valentino, in zona Asi, e che dovrebbe trattare 110 mila tonnellate di rifiuti.

Si parla tantosottolinea Giuseppe Antonio Ruggiero, responsabile Ambiente del Pddi prodotti tipici, agricoltura di qualità e poi si autorizza un impianto di tale impatto. In quella zona la Nestlè ha fatto un investimento di 50 milioni di euro. Servono impianti a misura di territorio. Mi meraviglio che il presidente della provincia, Antonio Di Maria, ed il sindaco di Benevento Clemente Mastella, non intervengano su questa problematica. L’ultima parola spetta all’Asi, non è la regione che autorizza. Per questo la risposta di Barone, in un certo senso, è stupida”.

I protagonisti della programmazione sono l’Ato, che autorizza gli impianti, e la provincia che indica i siti. ”Gli strumenti ci sono -aggiunge Antonella Pepetre sono le nostre parole d’ordine: autosufficienza, sostenibilità e abbattimento dei costi. Poi dovremmo ragionare anche con Avellino per avere un bacino più ampio, unire le forze ed impedire che il Sannio ridiventi terra di conquista”. “La provincia dovrebbe convocare un’assemblea dei sindaci- propone Ruggiero-per Ponte Valentino e su tutta la questione”.

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per conoscere da vicino i candidati alle prossime regionali. “Il mio primo contatto con la politicaracconta Pepe- è avvenuto nel 2003,quando partecipai ad un sit in di protesta contro la guerra in Iraq, in Piazza Matteotti a Benevento. Allora incontrai i ragazzi della sinistra giovanile. Poi ho fondato qui i Giovani Democratici, dei quali sono stata segretaria regionale dal 2011 al 2015,quando il segretario del Pd era Enzo Amendola ed a Napoli era commissario Andrea Orlando. Il mio impegno è continuato come consigliere comunale di Apice, dove fui la prima eletta”.

Nei manifesti della campagna elettorale si definisce “determinata e solare” e “naturalmente sannita”. Nell’ambito del partito Antonella Pepe ha fatto parte sempre dell’area della sinistra. “Non ho sostenuto Matteo Renzi –spiega-ho seguito prima Orlando e poi Maurizio Martina. A livello provinciale ho sempre mantenuto la mia autonomia, ho sempre detto quello che pensavo e l’ho fatto sempre a casa mia, nei luoghi previsti. Insieme a Mino rappresentiamo una proposta di cambiamento e di innovazione, che oggi il Pd è l’unico a mettere in campo. Siamo due giovani. Rivendico il diritto a restare di una generazione. Mi batterò per le infrastrutture, i servizi e la vivibilità”.

Il consigliere regionale uscente ha dedicato il suo impegno in particolare all’agricoltura. “Per meafferma Mortaruolo- sono stati cinque anni difficili e di grandi soddisfazioni. Abbiamo cominciato con la drammatica alluvione di Benevento e concludiamo con la pandemia. La regione ha stanziato consistenti risorse per le imprese danneggiate. Tra i momenti importanti “Il Sannio Capitale Europea del Vino” e soprattutto la questione sanitaria. Abbiamo salvato un ospedale di secondo livello, dotandolo di attrezzature moderne. Ricordo i trasporti gratuiti per gli studenti. In agricoltura il Sannio ha ottenuto il 33 per cento delle risorse regionali. Col nuovo Piano di Sviluppo Rurale esaudiremo gran parte delle richieste dei giovani”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Enable Notifications    Ok No thanks