Il Pd si spacca pure sui Gal. Ruggiero ‘minaccia’ di scoperchiare il pentolone del Gal Taburno

 È il Gal (Gruppo d’Azione Locale) l’ultimo terreno di scontro del Partito democratico sannita. A lanciare il guanto di sfida è stato, qualche giorno fa, il consigliere provinciale fortorino, Giuseppe Ruggiero, che ha attaccato duramente i vertici – ovviamente politici – del Gal Taburno.

“Dopo oltre due anni dalla costituzione – ha tuonato – attualmente non possiamo rilevare alcuna azione visibile sul territorio messa in campo dal Gruppo di azione locale (Gal) Fortore. Doveva essere uno dei tanti volani di sviluppo per il territorio, ma del Gal Fortore non se ne è vista nemmeno l’ombra. Nato a San Marco dei Cavoti, dopo circa due anni diventa impossibile rintracciarne persino la sede stessa”. 
In ballo in fondo ci sono circa 8 milioni di euro di finanziamenti regionali arrivati al Gal che ha sede a Torrecuso,  il comune del consigliere regionale Mino Mortaruolo (toh!), anche grazie alla costituzione di un Ati con il Gal del Fortore.

Secondo Ruggiero, il Gal Taburno avrebbe fatto la parte del leone lasciando a bocca asciutta l’area che egli rappresenta. Uno smacco insopportabile per un fortorino da sempre nel cerchio magico del deus ex machina del PD, Umberto Del Basso De Caro.

“In una programmazione europea giunta al 2019 in cui non si è speso nemmeno un euro in val Fortore sui fondi per l’agricoltura nonostante le tanto annunciate e proclamate accelerazioni, anche la storia del Gal Fortore sembra seguire lo stesso ineluttabile destino.
E’ invece evidente la percezione di una sorta di annessione territoriale da parte del Taburno -lamenta Ruggiero in versione antisistema -, la cui sede operativa funziona anche grazie al finanziamento ottenuto insieme al Fortore, e dove è stato riproposto in massima parte un ufficio ereditato dalla passata programmazione e caratterizzata da professionalità tutte esterne al Fortore. Lo stesso consiglio di Amministrazione del Gal Fortore, dopo le dimissioni dell’allora vice Sindaco di San Bartolomeo in Galdo avv. Lina Fiorilli, non è stato nemmeno integrato”.
Il Gal Taburno è da tempo nelle mani del Partito Democratico sannita che, proprio lì, ha stretto un’alleanza di ferro con la CIA, la Confederazione Italiana Agricoltori.

Quel Gal sembra, per giunta, il posto ideale dove mandarci le sorelle. 

Nel Cda del Gal Taburno siede, per esempio, la sorella del capogruppo del PD al Comune di Benevento, Francesco de Pierro.

Il 25 maggio scorso, invece, subito dopo le elezioni politiche, vengono pubblicati i risultati di un avviso di selezione del personale interno al Gal Taburno. Ciascuna organizzazione di categoria ci infila uno/una dei suoi, ma su tutti svetta il nome della sorella di Carmine Valentino, segretario provinciale del Partito Democratico.

Ruggiero ha tuonato solo qualche giorno fa, evidentemente quando ha capito che per lui e per la sua area la risposta del PD sannita sarebbe stata “non c’è trippa per gatti”. Ovviamente, il Fortore si attendeva un riconoscimento o per dirla con i democristiani d’antan una visibilità maggiore. 

I Gal sono soggetti di promozione territoriale,  interamente finanziati dalla regione Campania con cifre mostre. A cosa servono e cosa effittivamente facciano nessuno lo sa.  Gli effetti stabili sul territorio sono di fatto evanescenti, di difficile riscontro o percezione. Diventano, perciò, strumento per garantire equilibri politici, per posizionare amici e amici degli amici, per esercitare un potere infruttuoso, per fare gestione, per distribuire poltrone e consulenze.

E quando scontentano qualcuno del sistema, questi poi si scopre anti sistema. Ma forse la battaglia sui Gal è solo l’inizio di una guerra senza quartiere per la presidenza della Provincia in vista della imminenti elezioni. 

LEGGI QUI:

GRADUATORIA DEFINITIVA DELLA SELEZIONE DEL PERSONALE INTERNO DEL GAL TABURNO (2)

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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