Il poeta pop Mogol: “Le canzoni devono emozionare, parlando della vita vera. Combattiamo i colossi digitali per il diritto d’autore”

L’importante è emozionare. Cogliendo le emozioni connesse alla nostra vita. Il messaggio di Mogol ha attraversato i quattro giorni della “Festa della Musica”, la manifestazione-vetrina dei talenti del nostro territorio, organizzata dal Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento. Dalle melodie napoletane alle canzoni indimenticabili di Lucio Battisti, dalle voci nuove dei giovani cantanti al jazz graffiante ed energetico di Charles Mingus. Un fiume di emozioni, ricordi, sogni, dal cuore pulsante di Piazza Roma a San Vittorino.

All’illustre paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol, è stata conferitala la Laurea Honoris Causa in Songwriting e Composizione Pop, per “l’alto valore poetico delle sue creazioni letterarie” e per aver saputo coniugare insieme “musica, parole e cultura popolare”. Il compositore è venuto a Benevento anche per presiedere la giuria del Premio Nazionale delle Arti, vinto da Francesco Moscardi del Conservatorio di Pescara, con la canzone “Fidati di me”. Il giovane cantante ha ottenuto, insieme ad Ilaria Tengantini ed Eleonora Toscani, anche la borsa di studio, messa a disposizione dalla provincia di Benevento, per andare a studiare presso il Centro Europeo di Tuscolano in Umbria, fondato da Mogol 28 anni fa.
Questi due eventi sono state le perle di una kermesse poliedrica e multiforme, contrassegnata da 60 concerti, 40 ore di musica, 200 esecutori e 10 location. Contemporaneamente stanno a sottolineare il coronamento ed il riconoscimento dell’intensa e proficua attività messa in campo dal Conservatorio di Benevento. “Partimmo col pop -racconta il direttore Giuseppe Ilario- in via sperimentale. Il ministero ci ha riconosciuti ed ora abbiamo il triennio effettivo, con circa 400 iscritti. Abbiamo avuto il coraggio di riformare la didattica. Gli allievi complessivi sono passati da 654 a circa 1200.Oggi siamo uno dei conservatori più ambiti d’Italia. Qui vengono studenti da ogni parte del mondo”.
La festa è partita con grande vivacità con un viaggio nelle sonorità popolari di Napoli, nelle serenate e nelle tammurriate, nelle storie degli innamorati, degli emigranti, degli scugnizzi, rivisitando anche canzoni non molto conosciute, riscoprendo colori e valori dimenticati, con l’obiettivo di rendere omaggio agli autori più importanti, da Giuseppe Capaldo a Libero Bovio, da Salvatore Di Giacomo e Raffaele Viviani. Le musiche dell’orchestra diretta da Luigi Ottaiano sono state impreziosite da una coreografia spumeggiante. La conclusione della quattro giorni è stata affidata alla bellezza dei ritmi ribelli e vibranti di Charles Mingus, intonati con grinta da Elisabetta Antonini e suonati dall’Orchestra Jazz diretta da Roberto Spadoni.
Quando è arrivato Mogol, con la sua lezione su “Il cammino del pop”, nell’Auditorium San Vittorino, abbiamo riascoltato le voci di Claudio Villa e Lucio Battisti, come due esempi di intonazioni diverse. Il filo delle emozioni si è dipanato a Piazza Roma con il concerto dedicato ai più bei testi della coppia Battisti-Mogol, eseguito con leggiadria dall’Orchestra Ritmo Sinfonica diretta dal maestro Gianluca Podio. Da “L’avventura “ a “Il mio canto libero” a “I giardini di marzo”, cantati da Nunzia B e Lorena Mancini, intervallati dalla voce recitante di Pacifica Artuso, è stato tutto un brillio di occhi ed un batter di mani.
Il dinamico Mogol, che ha 83 anni ed ha scritto più di 1500 canzoni, ha parlato anche della sua battaglia, in qualità di Presidente della Siae, per il riconoscimento del diritto d’autore. “L’attuale governo -ha precisato-ha votato contro nel Parlamento Europeo. Spero che ci ripensi. Il lavoro creativo deve essere pagato. Non c’entra niente la libertà della rete. I colossi delle piattaforme digitali guadagnano trasmettendo le canzoni, senza versare un euro”. Poi si è dichiarato disponibile a portare al Teatro Romano di Benevento, l’opera scritta con Gianni Bella, “La Capinera”, che, dopo il successo di Catania, è caduta nel dimenticatoio.
Il Conservatorio di Benevento, intanto, avrà una borsa di studio per un suo allievo. Altre nove saranno assegnate in altre parti d’Italia. “Con i 120 mila euro stanziati dal ministero -ha concluso Mogol- con i 30 mila messi da me ed altrettanti dal Miur, possiamo fare felici i conservatori. Dopo Benevento, conoscendo il presidente De Luca, un uomo di grande intelligenza e capacità, sono sicuro che accontenterà tutti gli altri conservatori della Campania. L’apertura al pop è fondamentale. Se tutti i conservatori insegneranno ai ragazzi il pop, tra dieci anni avremo la cultura popolare più importante del mondo”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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