Il presidente Vigorito: “Galeotto il giorno in cui venni a Benevento. Lo sport deve bandire il razzismo. Come Mandela”.

Nel terzo incontro del Festival Filosofico va in scena il racconto d un sogno diventato realtà. Quello del Benevento Calcio, che con risultati da record è proiettato a gonfie vele verso la serie A. Proprio grazie all’armonia che regna nella società sportiva. Il collegamento con la tematica trattata dal professor Carlo Galli diventa quasi naturale. L’illustre docente, nella sue lezione introduttiva, parla dell’armonia come simbolo di unità, raggiungibile con un accorto gioco di squadra. Oreste Vigorito, presidente del Benevento, coglie la palla al balzo per manifestare la sua soddisfazione per il magico momento calcistico.

“La città sta vivendo un sogno – ha sottolineato il patron- per me è una cosa meravigliosa avere una piccola parte in tutto questo, vedere un ragazzino con la maglia giallorossa. Il vostro Benevento, la vostra squadra è un esempio di armonia, tra i dirigenti e i giocatori, tra tutti i dipendenti, quelli che non vedete mai e quelli che piangono per una sconfitta. Ho dimostrato che anche a Benevento si può vincere qualcosa. Basta provarci e crederci. Galeotto fu il giorno in cui venni in questa città per dare una mano”. Il ricordo va a 14 anni fa quando gli fu chiesto di risollevare le sorti del team giallorosso.
Con in tasca la laurea in filosofia e in giurisprudenza, orgoglioso dei successi ottenuti, il presidente Vigorito ha inanellato diverse citazioni colte, spaziando da Nelson Mandela ad Ernesto Che Guevara, passando per Dante Alighieri. Senza dimenticare i latini del famoso motto “Mens sana in corpore sano”. “Per capire l’armonia- ha osservato- basta guardare l’universo. Pensiamo a Nelson Mandela quando con la squadra di rugby del suo paese fece giocare insieme bianchi e neri. Lo sport serve a superare le barriere del razzismo, che deve essere bandito da tutti, perché non ci sono né servi, né padroni, ma uomini e donne”.
Il raggiungimento dell’armonia è il frutto di una sintesi tra corpo e anima, ma sullo sport si è detto tutto e il contrario di tutto. ”Chi pratica lo sport -ha affermato Galli- è un uomo migliore, in pace con se stesso, ma può essere anche un automa, asservito a logiche mercificanti. Spesso siamo travolti da logiche selvagge. Le due forze centrali sono violenza e utilità. Anche in politica, che è rivoluzione e lotta per la vittoria. Il gioco è ancora capace di produrre armonia o è finito dentro la disarmonia dominante della nostra vita?”.
La domanda è aperta. Ma lo sport può aiutare a vivere sicuramente meglio. Perché è movimento e fa socializzare. Perché insegna il rispetto delle regole e degli altri. “Ho avuto dei genitori fantastici -ha rilevato l’allenatore Filippo Inzaghi- che mi hanno insegnato l’educazione e mi hanno fatto studiare. Per la mia carriera ho dato tantissimo, rinunciando anche a qualche serata in discoteca. Ai ragazzi dico: giocate al calcio soprattutto per divertirvi. Uno su un milione diventa campione. Fare sport, fa bene al fisico e alla salute. Non state sempre davanti ad un computer o sul telefonino. Andiamo a fare una bella passeggiata”.
La passione gioca un grande ruolo. “Basti pensare -ha notato Vigorito- a tanti ragazzi, che fanno cose eccezionali nello sport pur avendo problemi fisici. Perché non c’è solo il corpo, ma contano l’anima ed il cervello. La chiave dell’armonia è il sorriso. E’ difficile far sorridere, molti riescono a farci ridere. Ora dobbiamo creare armonia tra tifosi e non tifosi”. “Dal presidente all’ultimo dipendente -ha aggiunto Inzaghi- ci mettono il cuore, lavorerebbero anche gratis. Non dobbiamo montarci la testa, ma neanche mollare. Stiamo facendo parlare di noi tutta Europa”.
Il presidente e l’allenatore hanno ricevuto un’accoglienza calorosa dagli studenti delle scuole superiori riuniti nel Cinema Teatro San Marco. Gli onori di casa sono stati affidati a Carmela D’Aronzo, presidente dell’associazione “Stregati da Sophia”, promotrice del Festival, che ha regalato ad entrambi una scultura del maestro Antonio Frusciante. Un ragazzo del Liceo Artistico, Alessio Calandro, ha donato ad Inzaghi, il suo ritratto realizzato nel corso dell’incontro, mentre gli allievi del Liceo Musicale Guacci hanno eseguito alcuni brani pop e jazz. Il patron ha dato a Galli un gagliardetto con le firme dei calciatori e a D’Aronzo una maglia giallorossa col numero 10. “Fin quando ci sarà un solo tifoso -ha concluso Vigorito- io sarò qui con 11 giocatori in campo. Non ci arrendiamo. Come diceva Che Guevara: Non facciamo un passo indietro, nemmeno per prendere la rincorsa”. Quello che bisogna fare in questo mondo è darsi una mano. Noi siamo stati stregati da Sophia, speriamo che voi siate stregati dal Benevento”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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