Il progetto di Rotili: “Il Museo del Sannio punta su Iside, i Sanniti, i Longobardi e Dante”

Il Museo del Sannio ha ancora tante belle cose da mostrare. Nei depositi ci sono tante opere, tanti reperti abbandonati da tempo, tanti vasi, dipinti ,sculture da portare alla luce. Un patrimonio inestimabile da valorizzare e ancora da studiare. Il lavoro da fare è tanto ed il nuovo direttore scientifico Marcello Rotili ha cominciato di buona lena a disegnare il progetto per una completa riorganizzazione e rivitalizzazione di questo importante centro culturale di Benevento. La proposta mira a coniugare contenuti ed estetica.

“L’occasione per il rilancio ci viene offerta -sottolinea Rotili- dai 150 anni della nascita del Museo che cade nel 2023.Vogliamo ricostruire una nuova immagine accompagnata da una configurazione moderna delle sale espositive e da una divulgazione più capillare delle risorse materiali che abbiamo in città e in provincia. Negli anni tante cose sono cambiate. A partire dall’inaugurazione del 3 ottobre 1964 col ministro Luigi Gui. La sezione numismatica non c’è più, soppressa anche quella dedicata a stampe e disegni . Voglio dare un nuovo assetto anche ai vasi dell’antica Caudium e alle ceramiche di Cerreto Sannita e San Lorenzello”.
L’ambizioso progetto è stato presentato al Museo del Sannio, salutato con soddisfazione dal presidente della provincia, Antonio Di Maria, dall’assessore regionale al turismo Felice Casucci, dal sindaco di Benevento, Clemente Mastella e dalla senatrice Danila De Lucia. I pilastri del riassetto poggiano su due macro sezioni, a loro volta divise in branche scientifiche. Nella prima è racchiusa la preistoria fino ai Sanniti, l’archeologia e l’arte dell’età classica, il periodo egiziano e longobardo. Mentre la seconda comprende l’arte medievale, la pinacoteca, il medagliere, la numismatica, stampe e la parte storica della Rocca dei Rettori.
Una particolare attenzione sarà concentrata sulla Sezione Egizia, che si trova al piano terra del Palazzo del Governo, insieme alle opere di arte contemporanea che formano il Museo Arcos. “I manufatti egizi che ci sono qui -rileva Rotili- forse non ci sono neanche a Roma. Risalgono all’epoca di Domiziano, al primo secolo avanti Cristo, ed appartengono all’ultima fase dell’arte faraonica sviluppatasi nella Valle del Nilo. Si tratta di sculture fatte in parte in Egitto, in parte a Benevento. Rappresentano davvero un fiore all’occhiello. Penso inoltre di dedicare una sala della sezione archeologica ad Almerico Meomartini, nostro illustre studioso”.
Il programma per la valorizzazione del Museo del Sannio è ampio e lungimirante. Accanto alla sua riorganizzazione si prevedono iniziative culturali di spessore, conferenze ed incontri sulla storia di Benevento e sull’archeologia sacra, una mostra sui Longobardi, sulle mille epigrafi romane e per il sannita Nicola Ciletti, studi e ricerche, celebrazioni dantesche nel settimo centenario della morte del grande poeta, alla quali parteciperà, tra gli altri, Francesco Sabatini, il linguista dell’Accademia della Crusca, ed infine un suggestivo progetto sulle tracce del Tempio di Iside, sparse per tutta la città e tutte da riscoprire.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Enable Notifications    OK No thanks