Il rock jazz di Eugenio Finardi riaccende i sogni di Apice Vecchia

La carovana di “Appia in Jazz-Riverberi” ha concluso il suo viaggio nella magica atmosfera del Castello Medievale di Apice, con la musica e le parole di Eugenio Finardi. Un viaggio affascinante e suggestivo tra nostalgia e ribellione, tra poesia e contestazione, tra sogni e delusioni. Il cantautore milanese ha ripercorso in chiave jazz i suoi brani più noti, accompagnato da Raffaele Casarano al sassofono e Mirko Signorile al pianoforte.
Da “Extraterrestre” a “Dolce Italia”, da “Diesel” a “La radio”, da “Un amore diverso” a “Non voglio esser solo mai”, il concerto ha fatto rivivere i sentimenti e gli ideali degli anni settanta, quando Finardi spopolava tra il Parco Lambro e le “Feste de L’Unità”. Nella scaletta rockettara dell’artista ha trovato spazio la briosa melodia della canzone napoletana “Io te voglie bene assaje”. Un momento d’incanto il ritornello cantato insieme alla gente.
“Solo la musica consente di realizzare incontri ed armonie con grande facilità -ha sottolineato Finardi- sono bastate poche ore di prove con Casarano e Signorile per intenderci. Questa sera sperimentiamo un bel gioco. Per me è un privilegio suonare in questi posti bellissimi”. Il Castello dell’Ettore di Apice Vecchia ha ritrovato nuova luce, mettendo in mostra le eccellenze del territorio, i prodotti tipici e la memoria storica. Riaccendendo il sogno di un rilancio turistico.
L’evento è stato un ‘autentica perla della rassegna ideata e diretta da Luca Aquino. “Si spera che le forti emozioni di “Riverberi” -hanno osservato Ida Albanese, sindaco di Apice, e Federico Iebba, assessore alla cultura- siano di buon auspicio per far rivivere il nostro borgo antico. Come comune capofila abbiamo accolto con grande entusiasmo il progetto di Aquino, firmando il protocollo d’intesa con i sindaci di Paduli, San Nazzaro, San Martino Sannita e Sant’Angelo a Cupolo. Grazie alla Regione Campania che ha finanziato l’iniziativa”.
Dopo Finardi per le vie del castello sono risuonate le note del gruppo gitano “Ziganama Brass Orkestar. La rassegna “Appia in Jazz”, costola di Riverberi, ha aperto una finestra importante sulle potenzialità del territorio e sul senso di fare squadra. Tra i momenti più intensi e coinvolgenti spiccano quelli offerti da “La strada invisibile” di Rita Marcotulli e “Sciuscià” di Sergio Casale nella Chiesa del Santissimo Rosario di Pastene e soprattutto la performance calda e battagliera di Daniele Sepe a San Nazzaro.

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