Il Sannio leghista e trasformista tra sconfitti, San Clemente e riciclati

Il vento leghista ha soffiato forte nel Sannio, trasformandosi in un tornado anche nei paesi guidati dal Partito Democratico, oppure dove è molto radicata la presenza di fedelissimi di Clemente Mastella. Un boom quasi simile a quello del Movimento Cinque Stelle dello scorso anno alle politiche. Un repentino cambio di casacca ha portato sul Carroccio una folta pattuglia di amministratori locali, provenienti in gran parte dalle file di Forza Italia, dalle truppe mastelliane, dall’ex  Alleanza Nazionale e dagli ex missini.

L’impetuosa affermazione della Lega va oltre il 40 per cento a Casalduni, Castelvetere Valfortore, Cerreto Sannita, Puglianello, San Lorenzo Maggiore e poco al di sotto di quella altissima percentuale a Ceppaloni (39,64),Ponte, San Martino Sannita, Fragneto L’Abate. Supera il 30 per cento in tanti altri comuni come Torrecuso, Pago Veiano, Faicchio, San Salvatore Telesino, Apice, San Leucio del Sannio, Sant’Agata dei Goti, San Bartolomeo in Galdo, Baselice, Circello, Fragneto Monforte, Buonalbergo, Castelfranco in Miscano.

Clamoroso successo di Matteo Salvini a Montesarchio, Amorosi, Pesco Sannita. A Benevento città, invece, tocca poco più del 23 per cento, lasciando il primato ai Cinque Stelle che vanno oltre il trenta, perdendo, però, 17 punti rispetto alle ultime politiche. La provincia sannita si qualifica come la più leghista della Campania col 27,86, grazie all’apporto di tante “correnti”, che hanno scelto di appoggiare candidati diversi  per misurare sul campo il proprio peso elettorale. La visita lampo di Salvini a Pietrelcina, per pregare Padre Pio, gli ha fruttato un bel 29,72 per cento.Chi immagina di intestarsi il risultato della Lega – si è affrettato a precisare Enzo Lombardi- è fuori di testa. Il voto è stato dato a prescindere dai candidati”.

Sul carro del leader lombardo sono saltati collaudati dirigenti berlusconiani a Montesarchio guidati dal segretario cittadino, Michele Izzo, vecchie volpi della politica beneventana come Claudio Principe, ex socialista ed ex alfaniano, Claudio Cataudo, ex sindaco mastelliano di Ceppaloni, ex militanti di Fratelli d’Italia come Luca Ricciardi, il sindaco di Fragneto l’Abate, Lucio Mucciacciaro, esperto “navigatore” tra sinistra, centro e destra, ex democristiani targati Cdu, come Antonio Verga, neo presidente del Conservatorio, attivissimo presentatore di incontri di partito in campagna elettorale.

Grande stupore ha destato il passaggio tra i leghisti di Claudio Cataudo, attualmente consigliere provinciale, eletto in quota Forza Italia, col determinante apporto di Clemente Mastella. Per molti questo distacco è parso come un tradimento del vecchio leader ceppalonese, teso a preparare il terreno per le prossime regionali per puntare ad una poltrona a Palazzo Santa Lucia. “Qui si buttano dove va il ventoha sbottato Mastellaio  da ragazzo ho scelto la sinistra Dc. Io sono la storia di questo paese, altri tutt’al più rappresentano un po’ di geografia”. Dimenticando le sue rocambolesche transumanze, dal centrodestra al centrosinistra, da Berlusconi a Prodi, dall’Ulivo a Forza Italia, da Bassolino a Caldoro.

L’attrazione per la Lega manifestata dal presidente del consiglio comunale di Benevento, Luigi De Minico, rischia di provocare forti scossoni nella compagine amministrativa guidata dal sindaco Mastella, dopo l’approdo sui lidi salviniani della consigliera Pina Pedà, eletta come De Minico, nella lista “Mastella Sindaco” ed oggi aderente al Gruppo misto, e dopo l’abbandono di diversi consiglieri confluiti tra “I Moderati”. Ma il capo dell’ex Campanile ha detto che lui è come San Clemente, che “ogni volta che veniva buttato in acqua con la corda al collo riemergeva sempre”.

I forzisti sanniti sono contenti e soddisfatti per come sono andate le europee, perché a Benevento hanno ottenuto la percentuale più alta in Campania con poco più del 16 per cento. Come per il marito, anche per la senatrice Alessandrina Lonardo, il risultato raggiunto è “eccezionale e straordinario”. Perché, in pratica, sono state conservate più o meno le stesse posizioni delle scorse politiche. Con un piccolo particolare: la scuderia mastelliana poteva contare sul sindaco della città e sul presidente della provincia, sui vertici delle partecipate e dell’Asi, su una nutrita squadra di consiglieri, assessori e sindaci di numerosi paesi.

Senza considerare lo sbarco alla corte di Ceppaloni di altri noti “velisti” come Luigi Barone e Gennaro Santamaria, dopo aver ricevuto incarichi e nomine dal centrosinistra.  Ma i pochi dati di rilievo sono venuti solo da Santa Croce del Sannio, Tocco Caudio, San Nicola Manfredi, Apollosa, Bonea, Campoli, Durazzano e Pietraroja.L’amministrazione Mastellacommenta sarcastico Lucio Lonardo, ex presidente Asiaè finita a mare con tutti i panni. Alle scorse Europee Forza Italia ebbe il 22 per cento”.

La ripartenza del Partito Democratico che si attesta intorno al 17 per cento ed al terzo posto, dopo Lega e Cinque Stelle, ma prima di Forza Italia, è contrassegnata dalla buona performance di una decina di comuni, guidati da coalizioni di centrosinistra. Punta di diamante è Foiano dove il Pd supera il 50 per cento. Si distinguono anche Ginestra, Reino, Arpaise, Castelpoto, Molinara, Guardia Sanframondi, Melizzano, Buonalbergo, Paduli, Bonea. Ma in alcuni centri il partito di Nicola Zingaretti si trova sotto il dieci per cento. Tra questi Ceppaloni, San Bartolomeo in Galdo, Faicchio, Santa Croce del Sannio e San Giorgio La Molara.

Il casa Pd è andata in scena per le comunali una “sfida” tra Carmine Valentino e Mino Mortaruolo. Ha vinto il primo che ha costruito una squadra coesa. Sul municipio di Sant’Agata Dei Goti continueranno a sventolare le bandiere del centrosinistra, guidato da Giovannina Piccoli. Nel paese del consigliere regionale, Torrecuso, l’amministrazione uscente, capeggiata dal sindaco Pd Erasmo Cutillo, si è presentata frantumata ed ha perso. La rottura risale all’anno scorso, poco prima delle politiche, ed ai più è apparsa immotivata ed incomprensibile. Ed ora Valentino potrebbe puntare alle prossime regionali, al posto di Mortaruolo.

Lo smacco di Torrecuso è stato ricompensato dalle vittorie nei comuni di Apice, Montefalcone Valfortore, San Marco dei Cavoti, Melizzano, Moiano, Paupisi e Paolisi. A dimostrazione che dove c’è un presidio del territorio e si è vicini alle persone si raccolgono buoni frutti. Come, del resto, auspica il nuovo corso zingarettiano. Ma si vince anche se si cammina uniti. “Siamo in ripresascrivono i Demanche perché il nostro risultato non si è avvalso dell’apporto di candidati locali. Ma la strada da percorrere è ancora tanta”.

Perché la Lega non avanza a Milano, dove il Pd si conferma il primo partito col 36 per cento, e invece sfonda in tante zone del Sud? Perché il verbo salviniano attecchisce anche in comuni storicamente guidati da forze di sinistra? Il Sannio ha una tradizione politica e culturale conservatrice e di destra, tranne poche eccezioni. Ma questo massiccio consenso per Il Carroccio ha suscitato tanti interrogativi e riflessioni. “Come si spiegasi chiede la scrittrice Isabella Pedicini – l’esistenza del terrone leghista? Mi sapete spiegare perché un pastore del Fortore vota Lega, pur non avendo problemi di migranti, di Flat tax e di Tav?”.

Nel centro saticulano, evidentemente, hanno pagato la coerenza e la vicinanza alla popolazione durante la protesta per la difesa del locale ospedale. Le scelte della Regione sono state apprezzate e nessuno si è fatto abbindolare dalla propaganda dei parlamentari leghisti, della senatrice Lonardo, del sindaco di Benevento. Sparare sulla sanità era diventato uno sport nazionale. Nello stesso tempo, però, a Sant’Agata dei Goti vola la Lega, che supera il 30 per cento. Stessa musica a Torrecuso. Qualcosa non ha funzionato per L’Europa.

Il giornalista beneventano Luigi Grimaldi, che vive a Verona e lavora a “L’Arena”, argomenta così:Nei comuni del veronese i leghisti perdono contro liste civiche e di centrosinistra. Tanto che è stata sconfitta anche una deputata fedelissima di Salvini. Il “capitano” è diventato al sud un amico virtuale per tanta gente, lasciata sola e abbandonata da partiti e politici davanti ad un Pc o alla Tv. Chi è solo ha più paura. Ai giovani e agli operai si può parlare mettendo al primo posto il lavoro, i diritti, la legalità, l’ambiente.

Mentre Mastella scalpita, rivendicando spazio, sventolando il risultato della sua candidata alle Europee, Maria Grazia Chiusolo, chiedendo le primarie per la scelta del candidato presidente alla regione, minacciando che altrimenti prenderà un’altra strada, si aprono i giochi per nuovi posizionamenti al comune e si scaldano i motori per Palazzo Santa Lucia. Il boom leghista è solo una fiammata? Staremo a vedere. Per il governatore Vincenzo De Luca tra qualche anno anche Salvini “si ammoscerà” come è successo con Renzi ed il Movimento 5S, che pur arrivando primo in tanti paesi meridionali, ha avuto una scottante batosta.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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