Il sogno di De Luca tra tagli di nastri e prime pietre: “La Campania può volare, può diventare come la Baviera”

Sopralluoghi ai cantieri, pose della prima pietra, presentazione di progetti. Dal Fortore a Pago Veiano a Benevento. Lo slalom elettorale del governatore Vincenzo De Luca si è dipanato tra tagli di nastri, snocciolamento di fondi regionali ed europei, annunci di potenziamenti e ammodernamenti stradali e ferroviari. Con un focus sulle prospettive della Diga di Campolattaro, la cui entrata in funzione è attesa da oltre 40 anni. La svolta decisiva dovrebbe arrivare dall’intesa siglata tra la Regione, la Provincia di Benevento e la Società Acqua Campania. Per l’importante infrastruttura ci sono 400 milioni di euro.

“Il nostro obiettivo è duplice -ha detto De Luca- puntiamo ad utilizzarne le acque per l’agricoltura, irrigando 15 mila ettari di terreno dell’area beneventana, caratterizzata da eccezionali produzioni vitivinicole, ma anche per risolvere il problema della crisi idrica. C’è un investimento consistente. C’è già la progettazione esecutiva. Altre risorse dovremmo strapparle al governo nazionale. Comunque questo invaso sarà realizzato col nuovo ciclo dei fondi europei. Poi dobbiamo completare la rete della mobilità stradale e su ferro e la banda larga. Questi interventi cambiano la qualità dei territori, aumentano la loro competitività, rispetto alla congestionata fascia costiera, e per questo potranno attrarre nuovi investimenti”.
La prima tappa del governatore è stato San Marco dei Cavoti, sui cantieri dell’Anas ,dove è in corso di realizzazione la variante della Statale 212,in pratica il completamento della Fortorina, che rientra in un contratto di programma, per un costo complessivo di 67 milioni di euro. Poi De Luca si è recato a Pago Veiano per l’avvio dei lavori della Strada Provinciale 58,un progetto da tre milioni di euro. Il suo giro si è concluso a Benevento, nell’Auditorium Sant’Agostino , per il convegno sulla Diga di Campolattaro. Qui è stato accolto dal sindaco Mastella, neo supporter deluchiano, e da una folta rappresentanza di sindaci e di aspiranti candidati alle prossime regionali. All’incontro promosso dalla provincia in collaborazione con l’università, non si è visto alcun parlamentare. Dopo i saluti istituzionali sono iniziate le relazioni tecniche.
Dopo l’emergenza sanitaria, bisogna affrontare quella economica. In questo quadro l’obiettivo centrale è quello di creare lavoro. “Nel mese di luglio -ha sottolineato De Luca– stanno andando a lavorare i primi 2500 giovani che hanno vinto il concorso bandito dalla Regione Campania per diecimila posti nella pubblica amministrazione e in 150 comuni. C’è un altro bando per assumere 600 persone nei Centri per l’impiego. Ma il punto di svolta consiste nella sburocratizzazione”. Il sindaco di Benevento e il presidente della provincia, Antonio Di Maria, hanno auspicato che De Luca possa continuare a governare per i prossimi anni.
Forte della visibilità conquistata durante il coronavirus, per il decisionismo ed i richiami sferzanti e roboanti, il governatore ha ripercorso le tappe dei momenti difficili ed ha disegnato un possibile sviluppo futuro per la Campania. Partendo da una conversione ecologica dei territori, dalla trasformazione urbana, dalla valorizzazione dell’ambiente. “Possiamo dare vita in Campania –ha immaginato De Luca- ad un sistema economico locale all’avanguardia, come quello della Baviera. Siamo la regione che ha retto meglio in Italia al coronavirus. Stiamo mettendo ordine nel ciclo delle acque e dei rifiuti. Abbiamo risanato il bilancio, che oggi è finalmente in equilibrio. Da pochi mesi non siamo più commissariati per la sanità. Potremmo fare come in Olanda, consentendo a chi investe qui di non pagare nulla per almeno 10 anni”.
Dentro questa nuova idea di sviluppo la Diga di Campolattaro può giocare un ruolo trainante. A questo punto De Luca ha scagliato alcune frecciate ai “fratelli pugliesi”, che non possono pretendere il “monopolio” nell’uso delle risorse idriche. “Chiediamo -ha aggiunto- un rapporto equilibrato, anche sul piano finanziario. Non possiamo avere comuni campani che devono prendere acqua fuori regione, mentre altri gestiscono la nostra. Dobbiamo garantire l’acqua potabile a tutti i cittadini”.
Animato dall’orgoglio per il cammino fatto fin qui, il governatore ha ipotizzato per la Campania “un miracolo economico”, simile a quello avvenuto in Italia nel dopoguerra. “Dobbiamo investire un miliardo e 300 milioni nell’edilizia sanitaria -ha concluso- abbiamo gettato le basi per aprire una pagina straordinaria. La Campania può davvero volare. Stateci vicini. Seguiremo questi grandi progetti con tutta l’attenzione necessaria. Terremo gli occhi aperti perché i 400 milioni per la diga arrivino. Comunque la faremo, costi quel che costi. Se anche i lanzichenecchi ci mettono un po’ di soldi, fanno la metà del loro dovere”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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