Il tetracloroetilene è stato trovato nel pozzo di Pezzapiana, Mastella non smentisce e quindi annuncia la solita querela contro Altrabenevento

Il caso tetracloroetilene nel pozzo di Pezzapiana si infiamma. Altrabenevento invita il sindaco a un confronto pubblico sul tema “qualità dell’acqua a Benevento”.

“Il sindaco Mastella ha annunciato l’ennesima querela contro Altrabenevento per i comunicati relativi alla presenza di tetracloroetilene nell’acqua del pozzo di Pezzapiana che alimenta i rioni libertà, ferrovia e centro storico – così oggi Altrabenevento è ritornata sul caso  tetracloroetilene  nell’acqua dopo la reazione del sindaco di Benevento che, da Roma, annunciava querela  – Il primo cittadino non nega la presenza del pericoloso inquinante, potenzialmente cancerogeno, e si limita a dichiarare che “Da contatti verbali, ma attendo risposte scritte, non esiste alcun problema di pericolosità.”

Insistiamo nel ricordare che l’ARPAC, cioè l’Agenzia Regionale Protezione Ambientale della Campania in un recente studio riferisce di aver trovato il tetracloroetilene per diverse anni in diversi  esami relativi a quel pozzo che pesca ad una profondità di 70-100 metri.

Non sono stati pubblicati i dati precisi sui quantitativi accertati (da un grafico pubblicato risulta però che in alcuni esami la concentrazione dell’inquinante potrebbe aver raddoppiato il limite di legge). Invece, sul sito della Gesesa, dove sono pubblicati i dati sulla qualità dell’acqua a Benevento, accertati da un laboratorio privato appositamente incaricato, non si fa MAI riferimento al tetracloroetilene. Come mai? Sono pubblicati i risultati di esame per altri inquinanti, anche quelli sotto la soglia di legge, ma il TETRACLOROETILENE non viene MAI indicato. Perché?

L’ARPAC ha trovato per diversi anni il pericoloso inquinante a Pezzapiana ed ha ipotizzato che possa derivare da lavorazioni industriali o dalla manutenzione dell’area ferroviaria.

Che cosa è stato fatto per accertare precisamente la provenienza dell’inquinante e bonificare il sito? È stato accertato l’eventuale inquinamento della falda profonda dalla quale pescano anche altri pozzi, pubblici e privati? Perché i cittadini non sono stati informati?

A queste domande dovrebbero dare una risposta il presidente di GESESA, Gino Abbate, e il sindaco Clemente Mastella, piuttosto che annunciare inutili, ridicole e ripetitive querele. Ricordiamo al primo cittadino che anche nel caso della mensa scolastica (pasta e ceci con le larve di insetti, presenza di zolfo nei depositi, riciclaggio dei cibi) le autorità di controllo ripetevano “E’ tutto a posto” e l‘associazione Altrabenevento fu denunciata per Procurato allarme, Diffamazione, Calunnia, Falso, Danneggiamento, Induzione alla falsa testimonianza e Stalking ma non siamo mai stati neppure rinviati a giudizio perché le accuse contro di noi erano ridicole. Ci siamo allora preoccupati della qualità dei cibi serviti ai bambini e ora ci occupiamo della qualità dell’acqua fornita nella parte “bassa” della città, senza temere le “ritorsioni”.

Proponiamo al sindaco e ai vertici di Gesesa un confronto pubblico sul tema “qualità dell’acqua a Benevento” da tenersi nella sala consiliare di Palazzo Mosti, mercoledì 5 dicembre (se il presidente Luigi De Minico lo consente), oppure in altra data a loro scelta”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.