Impianto compostaggio a Sassinoro, la tensione resta alta

Fumata nera dal vertice in Prefettura. Intanto si sollevano sospetti sulla società: il figlio della titolare, ex assessore di Scafati, finì in un’inchiesta su politica & camorra.

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Sull’impianto di compostaggio di Sassinoro le posizioni restano distanti. A nulla è servita la mediazione del Prefetto, che ha convocato, su sollecitazione dei titolari della New Vision, i comitati civici per provare a riportare serenità nel comune dove sorgerà l’impianto.

Il presidente del comitato e il sindaco di Sassinoro hanno, anche questa mattina, chiesto  la convocazione di un tavolo di confronto più ampio, allargato a Provincia, Samte e Regione Campania,  per esaminare il rispetto della legge n. 205/2017 che ha disposto l’istituzione del Parco Nazionale del Matese.

La proprietà della società che dovrà realizzare l’impianto, invece, ha ribadito la sua volontà ad andare avanti nell’iniziativa imprenditoriale e ha chiesto di rimuovere gli ostacoli di ordine pubblico che starebbero minando il libero esercizio di impresa. “Siamo una casa di vetro, trasparenti, abbiamo tutte le autorizzazioni – ha dichiarato dopo l’incontro uno dei legali della società – e non stiamo facendo nulla di male. Questo è un impianto ad elevato contenuto tecnologico che non apporta alcun danno all’ambiente, a Barcellona un impianto come il nostro è allocato quasi al centro della città”.

Intanto, sull’impianto si pronuncerà a gennaio il Tar, al quale i sindaci hanno fatto ricorso.

Il nodo riguarda la valutazione di impatto ambientale, sulla quale c’è una controversia in atto tra Regione e New Vision da una parte,  sindaci, comitati civici e associazioni dall’altra.

Secondo la Regione Campania e la società, poiché l’attività di impresa sarà esercitata su un’area Pip (creata prima della legge di istituzione del Parco del Matese), non è necessaria la valutazione di impatto ambientale.

Di avviso diametralmente opposto sindaci e comitati, che, da mesi, invitano la Regione a sottoporre a valutazione ambientale l’attività di compostaggio. È, infatti, vero che la New visione opera in area Pip, ma è vero altresì che è sopravvenuto un fatto nuovo: il riconoscimento nel 2017 del Parco del Matese.

Si tratta di esaminare se la scelta di programmazione effettuata a livello nazionale, con una legge approvata in sede parlamentare, possa essere preservata nonostante scelte regionali che contrastano con le vocazioni agricole, artigianali, commerciali, zootecniche e turistiche dell’area del Matese, della Valle del Tammaro e del Sannio ubicata a confine tra Campania e Molise. 

Altro punto controverso, è il rispetto delle normative vigenti in tema di rifiuti, in particolare le disposizioni contenute nella Legge Regionale della Campania n. 14 del 26 maggio 2016 “Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti e dell’economia circolare”, che impongono alle Province, attraverso gli Ato e gli Eda, l’individuazione delle zone non idonee alla localizzazione di impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti.

“Il nostro è un impianto completamente depressurizzato – ha spiegato l’avvocato della New Vision – non c’è alcun pericolo che i liquidi si incrocino con il ciclo delle acque”.

Ma come si arriva all’impianto di compostaggio della New Vision?

In piena emergenza rifiuti in Campania, dieci comuni, tra cui Sassinoro sottoscrissero un protocollo d’Intesa per un impianto di compostaggio di 9 tonnellate. L’impianto fu autorizzato da Provincia e Regione; quando, però, i Comuni si sfilarono, la New Vision, che ormai aveva in mano le autorizzazioni, trasformò il progetto da 9 tonnellate al giorno in un progetto di compostaggio di 22 tonnellate

In Commissione  Ambiente della Regione fu contestata l’inadeguatezza di quelle autorizzazioni ricevute per un impianto di compostaggio più piccolo, ma dalla Regione arrivò il placet.

Ma c’e anche un altro aspetto da considerare quando si tratta una materia rovente come quella dei rifiuti: il timore che la criminalità organizzata possa metterci lo zampino. Come ha dimostrato il rogo delle ecoballe allo Stir di Casalduni, nessun territorio può considerarsi immune da infiltrazioni  o ingerenze indebite.

E ora si allarga la lente d’ingrandimento sulla proprietà della New Vision.

L’avvocato della New vision è Diego Chirico, ex assessore a Scafati, Comune sciolto per infiltrazioni camorristiche nel febbraio del 2017. Chirico risulta indagato nell’inchiesta “Sarastra” su politica & camorra. È figlio della titolare della New Vision, Rosaria Longobardi, volto noto del Pd a Pompei.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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