Indagine migranti. Altrabenevento Atto II: la spia nel NAS dei Carabinieri.

Gabriele Corona  presidente di Altrabenevento diffonde oggi lla seconda parte della sua inchiesta sulla massiccia operazione di polizia che ha portato a cinque arresti per una maxi truffa ai danni dei migranti e dello Stato nella gestione dei centri di accoglienza.

E questo secondo atto riguarda i Nas.  
“Nella indagine della Procura della Repubblica di Benevento – scrive Corona – sulla truffa ai danni dei migranti e dei contribuenti, dopo Paolo Di Donato, “signore dei migranti” gestore di fatto dei centri di accoglienza del Consorzio Maleventum e Felice Panzone, funzionario di Prefettura, spicca il ruolo di Salvatore Ruta, carabiniere infedele, anche lui arrestato.
Secondo i magistrati il brigadiere in servizio a Montesarchio riceveva indebite utilità per compiere atti contrari ai doveri di ufficio consistiti nel fornire a Di Donato informazioni coperte dal segreto sulle indagini giudiziarie in corso e nel preavvisarlo di un controllo dei NAS che sarebbe stato effettuato presso le strutture per l’accoglienza Damasco al fine di consentirgli di eliminare le irregolarità.
Per avere notizie sulle indagini a carico di Di Donato, il carabiniere Ruta aveva tentato anche lui di avere informazioni da ispettori della DIGOS che però, nonostante siano stati accerchiati, non sono venuti meno al dovere di riservatezza.
Invece, per avvisare il “signore dei migranti” sui controlli igienico-sanitari ai centri di accoglienza gestiti dal Consorzio Maleventum, il brigadiere ha utilizzato il figlio, anche lui carabiniere, in servizio al NAS (Nucleo Antisofisticazioni e Sanità).
Pare che in almeno una occasione Di Donato abbia saputo effettivamente dai Ruta che sarebbe arrivato un controllo e si sarebbe preparato per evitare che fossero accertate dal NAS violazioni per le condizioni sanitarie delle strutture utilizzate per ospitare i migranti.
Il fatto è veramente inquietante anche perché il Consorzio Maleventum quando ha denunciato per diffamazione Rosita Galdiero, segretaria della CGIL e la giornalista Teresa Ferragamo, che avevano segnalato le scandalose condizioni igienico-sanitarie del Centro Damasco di contrada Madonna della Salute a Benevento, ha fatto proprio riferimento ai controlli dei carabinieri del NAS che ad avviso di Di Donato e company, non hanno mai riscontrato alcuna violazione.
Non è la prima volta che i gestori di pubblici servizi per contestare le critiche degli utenti fanno riferimento a certificazioni favorevoli del NAS.
Anche i difensori della “mensa scolastica degli orrori” per contrastare le numerose critiche ricevute, sostenevano che dagli accertamenti dei carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di alcuni anni fa, risultava sempre “tutto a posto”. In realtà così non era, come ha accertato anche la magistratura con un provvedimento nel corso dell’indagine che pare non ancora conclusa,
Il NAS è un’eccellenza e il servizio che effettua è di fondamentale importanza per la difesa della salute pubblica. Per questo motivo, dopo le contestazioni della Procura della Repubblica al brigadiere Ruta per le informazioni coperte dal segreto di ufficio, fornite a Di Donato per consentirgli di prepararsi per i controlli NAS ai centri di accoglienza, chiediamo al Comando Carabinieri di accertare se sono accaduti fatti simili negli stessi anni per altri contestati servizi pubblici gestiti da privati”.

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