INTERVISTA A MAGLIONE (M5S): “La nomenclatura non ci ama. Vogliono la restaurazione””

Onorevole, i parlamentari sanniti del M5S sono i più presenti in Aula: superate quasi tutti il 90 per cento delle presenze. A quasi due anni dal voto, ci può tracciare, in poche battute, un bilancio di questa esperienza?

“Un’esperienza bella e formativa, ma carica di responsabilità e rinunce. Il nostro alto tasso di presenza dimostra che si lavora e anche tanto. Devo dire che il bilancio è positivo se si considera cosa abbiamo ottenuto in questi quasi 2 anni. Quasi tutto quello che abbiamo proposto in campagna elettorale è diventato legge dello Stato: reddito di cittadinanza, flat tax, quota 100, stop alla prescrizione, sostegno ai piccoli comuni, impegno per un futuro sostenibile, ristoro ai truffati dalle banche e i tagli ai privilegi. Anche se valuto i risultati a livello provinciale devo considerarmi soddisfatto: rinnovamento al Consorzio Agrario, una variante al tratto finale della fortorina già inserita nel contratto di programma di Anas, un tavolo operativo aperto presso il MIT per il passaggio della Valle Caudina a RFI, la definitiva approvazione dell’AV/AC Napoli-Bari, diverse fonti di finanziamento per i nostri beni culturali e altri risultati resi possibili attraverso la stretta collaborazione con le amministrazioni locali. Insomma, abbiamo dimostrato che per fare le cose ci vuole solo determinazione e non certo l’attaccamento alla poltrona. Chiaramente tante cose possono essere fatte e migliorate, ma in un bilancio complessivo non posso che dichiararmi soddisfatto se mi raffronto all’immobilismo dei decenni scorsi”.

La provincia di Benevento sembra, però, avvitata su vecchi schemi e sulle solite dinamiche anche politiche. Sembra che ci sia un’eterna lotta per la restaurazione. Come viene accolta la vostra presenza dalla vecchia guardia della politica, dalla nomenclatura?

“Diciamo che noi rappresentiamo quel granello di sabbia in un meccanismo ben oleato che fino ad oggi ha permesso alla vecchia nomenclatura di fare il bello e il cattivo gioco. Noi siamo qui a dimostrare che il ruolo dei Parlamentari non necessita di sudditanza da parte degli amministratori e dei cittadini. Che essere Parlamentari non conferisce poteri divinatori e anzi che un tale privilegio va onorato ogni giorno attraverso l’ascolto e la volontà di lavorare per il territorio travalicando le appartenenze e riuscendo a guardare oltre il proprio orticello elettorale”.

Nonostante segnali timidi di ripresa, il nostro Pil non subisce variazioni di rilievo. Lei è componente della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, su cosa si dovrebbe puntare in agricoltura per una svolta del comparto?

“L’Agricoltura rappresenta per l’intero territorio nazionale e per la nostra provincia un importante volano economico. Poco è stato fatto nel Sannio per avviare percorsi virtuosi attraverso la creazione di specifici sistemi integrati di filiera e cooperazione che sono gli unici strumenti, oggi, per competere in un mercato globale. Ad esempio, poco si è investito in provincia nel campo dell’olivicoltura che, a mio avviso, ha ampi margini di crescita. In tal senso ho accolto positivamente la volontà di creare un riconoscimento geografico regionale che aiuti ad affermare la qualità del nostro olio. Con il sottosegretario L’Abbate stiamo concordando nuovi momenti di confronto con gli operatori del settore. Al Senato stiamo esaminando una legge sui tartufi che è un altro settore dove, come Sannio, potremmo dire molto e per il quale già alcuni contatti sono stati avviati. Inoltre, c’è tanta imprenditoria giovane che si affaccia al mondo agricolo per la quale avrebbe dovuto fare molto la Regione attraverso il PSR, ma che non ha fatto. A livello di Governo, invece, abbiamo introdotto diverse misure per aiutare i giovani imprenditori agricoli come per esempio lo sgravio contributivo. Insomma, c’è molto da fare e lo si potrebbe fare ancora meglio se ogni categoria facesse la propria parte in un progetto di rilancio sinergico del comparto. Invece ho sempre l’impressione che si lavori unicamente per il proprio orticello”.

Lei si è intestato una battaglia anche aspra per il Consorzio Agrario di Benevento. Con quali risultati?

“Il Consorzio agrario ha rappresentato per anni il fallimento della politica agricola in provincia. Io me ne sono occupato da subito e mi aspettavo che dagli attori interessati ci fosse il pieno supporto. Tranne le dovute eccezioni sono rimasto solo a chiedere un rinnovamento della governance. Non sono uno che demorde e alla fine un nuovo commissario è arrivato. Una nuova figura intorno alla quale sta crescendo entusiasmo e voglia di fare. Aspetti, questi, che fino a pochi mesi fa non erano per nulla contemplati in quella struttura. Mi rendo conto che il mio operato non è piaciuto a tutti, così come dimostrano una serie di commenti scomposti letti dopo la nuova nomina, ma me ne faccio una ragione e vado avanti solo ed unicamente nell’interesse del Consorzio e del comparto che ruota intorno ad esso. Sono anche sicuro che proveranno a fare di tutto per ostacolare l’attuale commissario, ma chi lo farà dovrà poi risponderne pubblicamente perché, personalmente, ostacolerò ogni tentativo di restaurazione”.

Come spiega il fatto che né per la visita del ministro dell’Agricoltura Bellanova, né per la super affollata presentazione del Parco del Matese a Morcone, i parlamentari 5 Stelle non sono stati invitati?

“Non spetta a me definire il cerimoniale altrui. Da parte mia quando ricevo un invito cerco di onorarlo nel migliore dei modi. Se l’invito non lo ricevo non mi offendo. Mi rendo anche conto che non posso essere simpatico a tutti…”

E’ stato l’unico a portare all’attenzione della politica e dell’opinione pubblica nazionale, il caso delle intercettazioni di un consigliere comunale di Benevento che chiedeva i voti al clan? Quanto è alto il rischio di infiltrazioni criminali nella politica e nelle istituzioni in questa provincia?

“La nostra provincia sembra essere apparentemente tranquilla. Le ultime inchieste venute a galla e le intercettazioni che lei cita – a tal proposito è doveroso da parte mia ringraziarla per il coraggio che mette nella sua professione – sono il chiaro segnale di una criminalità radicata e strisciante che permea ogni livello pubblico. Un Politico non può voltarsi dall’altra parte in queste occasioni. Anzi deve pubblicamente condannare perché non deve offuscare in nessun modo la sua estraneità e soprattutto lontananza rispetto alla criminalità che sia organizzata o di qualunque altro tipo. In tal senso, è stato veramente un brutto messaggio quello inviato dall’ex Sindaco di Benevento che ha disertato personalmente la manifestazione di Libera e non ha nemmeno ritenuto opportuno che qualcuno fosse presente a rappresentarlo. E questa mancanza, anche alla luce delle intercettazioni di cui dicevamo, ha fatto, a mio avviso, molto rumore. Personalmente, anche febbricitante, non sarei mancato”.

Mastella si è dimesso, ma potrà confermare oppure no le sue dimissioni entro i 20 giorni che la legge gli assegna. Cosa pensa di quanto sta accadendo a Benevento?

“In riferimento a tale questione e considerando le diverse inchieste che stanno emergendo mi sorge spontaneo pormi 2 domande. La prima: sarebbe stato meglio aspettare uno scioglimento forzato o dimettersi autonomamente? La seconda, sempre alla luce di quello che sta venendo fuori dalle operazioni della Procura, è la seguente: e se le dimissioni dei giorni scorsi fossero frutto di una ragionevole consapevolezza che qualche provvedimento giudiziario avrebbe potuto colpire anche il Consiglio Comunale? Sono interrogativi leciti a cui però solo il tempo darà risposte certe. Ora restano le dimissioni che ritengo siano una occasione per Benevento per uscire dall’immobilismo nel quale l’ha gettata una gestione fatta unicamente di comparsate tv”.

I 5 Stelle, a Benevento, secondo lei sono pronti per tornare alle urne?

“I percorsi vanno costruiti e noi abbiamo sempre lavorato in tal senso e lo faremo anche questa volta. Abbiamo 2 consiglieri uscenti che in questi anni hanno rappresentato l’unica e vera opposizione nell’assise cittadina. Partiremo dalle loro esperienze per costruire un nuovo progetto condiviso e aperto alla società civile. Siamo gli unici alternativi alla nomenclatura che citava prima e come sempre non ci sottrarremo alla responsabilità di fornire una vera alternativa alla città”.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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