Intervista a Viespoli. “Mastella primo sindaco nella storia di Benevento a dichiarare dissesto”

di Teresa Ferragamo

Senatore Viespoli, il sindaco Mastella annuncia il dissesto finanziario a pochi mesi dalle elezioni. La convince questa scelta?

“Mastella sarà il primo sindaco di Benevento a dichiarare il dissesto finanziario dell’Ente. E’ un dato di storia amministrativa. Quando fui eletto sindaco a dicembre ’93, io mi ritrovai a governare con un dissesto già dichiarato da un Commissario di governo”.

Ma, secondo lei, a guardare i numeri, le condizioni ci sono o no?

“La dichiarazione di dissesto da parte del Consiglio comunale, su proposta della maggioranza in carica, va sicuramente tecnicamente motivata, ma resta un atto di forte valenza politica. Sarà interessante verificare le motivazioni, anche perché finora alcuni passaggi procedurali destano forti perplessità”.

La soluzione poteva essere il rinnovo del Piano di riequilibrio?

“Il confine tra un nuovo Piano di riequilibrio e una dichiarazione di dissesto può essere individuato solo da chi è dentro le carte ed i numeri. Certamente, la differenza politica non è da poco.

Che il Comune di Benevento avesse una situazione finanziaria in bilico tra pre-dissesto e dissesto era fin troppo noto, innanzitutto a chi si candidava a sindaco. Sicché sa di ipocrisia lo stupore del giorno dopo, soprattutto da parte di chi ha svolto ruoli politici di primo piano in città fin dagli anni 80.

In ogni caso, quando sono diventato sindaco ho seguito il principio cardine della continuità amministrativa, nella consapevolezza che se ero diventato sindaco, ciò era accaduto anche per ragioni di contesto.

Mastella è diventato sindaco principalmente, se non esclusivamente,  per la percezione largamente negativa dell’amministrazione uscente.  Quindi, il passato ti riguarda, ed è inutile utilizzarlo per sviare la responsabilità del presente. E’ un problema di cultura istituzionale. Aggiungo che, nella condizione data, o ti muovi con l’autorevolezza del leader o con la logica del club-mini”.

Cosa significherà la dichiarazione di dissesto per la città?

“Il dissesto per i cittadini di Benevento è, da tempo, un dato di fatto, visto che la tassazione è già al massimo. Sul piano politico ed amministrativo, mi pare che la strada imboccata vada in direzione dell’asprezza del confronto e della contrapposizione.

Chi avanza la pretesa di tirarsi fuori dalla storia della città, in realtà, non può disancorarsi da essa. Mastella è un politico degli anni 80, non è capitato qui per caso. Fu dominus politico perfino nella prima fase del decennio Pepe. Per queste ragioni, il dibattito che si sta innescando, in questi giorni, sul dissesto finanziario del Comune di Benevento è fuorviante e privo di onestà intellettuale”.

Pepe sostiene di aver dovuto fare i conti con i debiti di precedenti gestioni amministrative. Che responsabilità hanno i governi di centrodestra della città di Benevento?

“Queste questioni vanno affrontate con senso di responsabilità. Pertanto, resto sul piano istituzionale perché sono interessato a ricostruire una storia di verità. Pepe lo sta dicendo adesso: il richiamo alle giunte pregresse è stato finora generico, ma ora quel riferimento porta agli anni prima del ’93. Il dissesto finanziario fu chiuso nel 2005 dalla Commissione liquidatrice e i residui furono trasferiti all’amministrazione Pepe. Quindi, evidentemente, fu saldato almeno il debito emerso”.

Ma Pepe ha sì o no responsabilità sull’attuale situazione finanziaria?

“Pepe ha sicuramente responsabilità amministrative e di governo, naturalmente non da solo. Nel suo decennio, si sono incrociate e sommate le vecchie questioni e le nuove, quelle appunto relative al disastro organizzativo del Comune, a partire dalla capacità riscossiva ed al costo esorbitante di certi servizi. E’ la sommatoria di vecchio e nuovo, in una sorta di ‘eterno ritorno’ delle responsabilità del centrosinistra”.

Nel 2011,  si alleò con Mastella in un’operazione politica ibrida che vedeva schierati pezzi di centrodestra e centrosinistra uniti dalla candidatura di Carmine Nardone. Perché non ha sostenuto la candidatura di Mastella a sindaco?

“La mia scelta di alleanze improbabili o impossibili nel 2011 fu dettata da un ragionamento politico: a mio avviso, la città viveva una fase di emergenza che richiedeva un governo di comune responsabilità e un atto di reciproca generosità. Una fase straordinaria che la città attraversa ancora oggi.

Questa volta non potevo che fare questa scelta: un conto è accettare un’alleanza, un conto è riconoscere una leadership. Non ho condiviso la candidatura di Mastella, primo perché divisiva, secondo perché impediva il cambiamento necessario.

Confesso la mia ‘ingenuità’, ma non avrei mai immaginato che qualcuno a Benevento contribuisse a realizzare la rottamazione all’inverso e confondesse la trasformazione con il trasformismo”.

Mastella ha altre ambizioni secondo lei?

“Mi pare che appena eletto sindaco, Mastella si è mosso per capitalizzarne la visibilità e il prestigio in termini politici. Difatti, ha, immediatamente, riattivato il meccanismo di ricostruzione dell’ennesimo partitino territoriale e regionale, il partito zattera, con l’obiettivo di esercitare il potere coalizionale dell’unità marginale”.

Ma c’è possibilità di governo con un dissesto in atto?

“Ho governato per otto anni a dissesto aperto e credo di aver concretizzato obiettivi e mobilitato risorse per investimenti, anche attraverso scelte fortemente innovative, basti pensare all’operazione dell’ex provveditorato, tanto per fare un esempio. La condizione di dissesto non può diventare il paravento dell’incapacità di governo”.

 

 

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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