Isterismi a Valisannio, Petrillo su Facebook: “Janare e demoni ci vogliono a casa”

Il Natale col flop comincia a provocare i primi isterismi. La funzionaria di Valisannio, l’azienda partecipata della Camera di commercio di Benevento, che si è occupata della parte operativa della gara d’appalto per il videomapping a 3D lungo corso Garibaldi, parla di “Janare e demoni che in prossimità del Natale e dell’Epifania iniziano a manifestarsi in tutte le forme e sotto le più svariate spoglie. Figure anonime in cerca di notorietà, animate da sete di inciucio, che tracciano superficialmente, con parole balorde e populiste per far sbraitare il popolo di Facebook”.

Il riferimento è quanti – cittadini, giornalisti e opinion leader di questa città, compreso sanniopage – in queste ore stanno accusando la Camera di Commercio di incapacità e incompetenza. 

Rosiconi, demoni e streghe che starebbero fuoriuscendo dall’ombra per attaccare il loro operato. Petrillo parla di una Maleventum, come se gli altri fossero l’erba cattiva, e loro, dall’alto delle loro competenze e capacità, la Beneventum, la pars migliore della città.

Una visione manichea della vita: da una parte i buoni – di cui evidentemente lei sente di far parte per investitura divina, sentendosi come Carlo Magno – e dall’altra i cattivi, noi, gli eretici, i cittadini, i giornalisti, gli opinionisti, i tecnici che provano a spiegare e a far capire.

Un post apparso sul suo profilo Facebook che, per il momento, non sembra attecchire. Purtroppo, al di là delle ossessioni per demoni e streghe, il fallimento di questo Natale è sotto gli occhi di tutti.

Provare disprezzo a tutti i costi – si duole Giovanna Petrillo – è di tendenza e gli influencer della male lingua sono in vetta alle classifiche. Attendono l’intoppo, l’errore, una frase sgrammaticata per invocare il consueto ritornello ” jatevenne a casa” . Poi scopri – attacca – che dietro le quinte del pc o dello smartphone a quelle case vanno a bussare”. 

Da Valisannio nemmeno l’umiltà di accettare e incassare le critiche, anche se aspre o considerate inclementi. Nessuna ammissione di responsabilità (sarebbe stato troppo), nessun post di scuse pubbliche, non la cenere cosparsa sul capo o la dignità del silenzio nel rispetto dei cittadini e dei commercianti delusi o addirittura danneggiati nella loro attività d’impresa, quella attraverso la quale mettono insieme il pranzo con la cena e quella su cui si sorreggono le finanze della Camera di Commercio, di Valisannio e pure lo stipendio della Petrillo.

Il silenzio, non la crisi isterica data in pasto al popolo di Facebook, non la manifestazione di arroganza, non la caccia a “Janare e demoni” sarebbe stata una prova troppo difficile da superare. 

Sul grido che sente levare dagli inferi della città, dove noi altri viviamo stipati, lontano dal paradiso delle sue stanze di Valisannio (chissà se varcate per pubblico concorso) “jatevenne a casa”, ci sentiamo di poterla rassicurare: in Italia non si dimette nessuno, neppure quando sarebbe opportuno e dignitoso. 

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL POST:

Maleventum! Janare e demoni, in prossimità del Natale e dell’Epifania iniziano a manifestarsi in tutte le forme e sotto le più svariate spoglie.Figure anonime in cerca di notorietà, animate da sete di inciucio, che tracciano superficialmente, con parole balorde e populiste per far sbraitare il popolo di FB. Quanto è diventata irresistibile l’acredine sociale,quanta goduria nel massacro verbale collettivo, che meravigliosa soddisfazione sparare a raffica su tutto e tutti! Bello perché ha effetto e risonanza social e i like aumentano e dunque ci si illude di essere considerati. L’ inciucio si diffonde e dilaga pesantemente aumentando la sua portata. Eh si perché si va avanti senza scrupoli, perché lo scrupolo non è più importante, è roba per deboli. Certo che è così, staniamo tutti, perché è risaputo che è un mondo di ladri e fannulloni; è noto che chi lavora ruba e che chi ha studiato è un ignorante. Le categorie del bene e del male si sono modificate, l’ordine dell’etica e del senso civico è sovvertito ed è quindi giusto fomentare il malessere a fin di bene. Provare disprezzo a tutti i costi è di tendenza e gli influencer della male lingua sono in vetta alle classifiche. Attendono l’intoppo, l’errore, una frase sgrammaticata per invocare il consueto ritornello ” jatevenne a casa” . Poi scopri che dietro le quinte del pc o dello smartphone a quelle case vanno a bussare. E non ti sorprendi neanche più. Buona serata” .

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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