Italia Viva, l’ultima tentazione di Del Basso De Caro

Italia Viva potrebbe essere l’ultima tentazione di Del Basso De Caro. È ormai da giorni che negli ambienti politici romani e locali si rincorrono voci e si sollevano sospetti sulle prossime mosse del deputato Dem.

Complici le dichiarazioni apparse, qualche giorno fa, su Il Giornale. I giudizi  sferzanti che De Caro avrebbe pronunciato nei confronti del segretario nazionale del PD, Nicola Zingaretti, e del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca  hanno fatto saltare dalla sedia molti esponenti nazionali e locali del partito.  Malumori che sono emersi come iceberg in mezzo a un mare già in tempesta.

Per la prima volta, una posizione di censura è arrivata anche dal Presidente del Pd di Benevento, Rossano Insogna, che ha deposto il ruolo di garanzia e ha accusato Del Basso De Caro di ingratitudine verso il partito che gli ha consentito la rielezione nel 2018.

L’ex sottosegretario alle Infrastrutture non si è lasciato intimidire ed ha alzato il tiro, accusando, a sua volta, la minoranza di strumentalizzazione e negando di aver rilasciato quelle dichiarazioni al giornalista ed ex senatore di Forza Italia, Augusto Minzolini.

Ma lo stile è l’uomo, avranno pensato quelli che conoscono da vicino la retorica e finanche il lessico ‘familiare’ di Umberto Del Basso De Caro. Delle due l’una, ragionano in ambienti dem: o il giornalista è un frequentatore assiduo di De Caro tanto da riuscire a tirar fuori parole in grado di assomigliare all’ex sottosegretario come il suo volto allo specchio o quelle parole sono state davvero pronunciate, benché carpite dal giornalista in un momento di relax del deputato dem al quale sarà, per un attimo, sfuggito che ‘i giornalisti non hanno amici, hanno solo fonti’.

C’è poi un indizio ulteriore da tenere in conto: le sue dichiarazioni arrivano  a poche ore da quelle di Giorgio Gori. Il sindaco di Bergamo, renziano d’origine, aveva, qualche giorno prima, messo in discussione la leadership del segretario nazionale del PD.  Secondo Umberto Del Basso De Caro – stando sempre alle dichiarazioni riportate dal Giornale – Gori avrebbe sbagliato il momento, ma non il merito del j’accuse.

Le presunte bordate  di De Caro avrebbero innescato un terremoto politico non solo sul piano locale, ma anche su quello regionale e nazionale. Né sembra aver convinto la smentita del deputato dem.

E ora nel Pd e tra gli osservatori di cose politiche c’è chi comincia a leggere in quelle affermazioni un disegno politico di medio-lungo periodo.

I dubbi sulla volontà di De Caro di restare in un Pd sempre più ostile cominciano a prendere quota.

Del resto, sembra che anche a Roma il deputato dem, che non ha sostenuto Zingaretti al congresso nazionale, appaia isolato.

I suoi repentini quanto fugaci innamoramenti per il leader di turno (Bersani-D’Alema-Letta-Renzi-Martina-Orlando) sono sempre durati lo spazio di un mattino, di una candidatura o di una nomina e questo, si sussurra negli ambienti capitolini del Pd, renderebbe molto difficile la riconquista di una candidatura alle Politiche del 2023.

Secondo indiscrezioni, l’ex Sottosegretario alle Infrastrutture molto legato a un ex renziano di ferro come Graziano Delrio e a un renziano ortodosso come Ettore Rosato, potrebbe tentare la scalata di Italia Viva nel Sannio. Del resto, solo qualche settimana fa, in un’intervista,  De Caro definiva Renzi un leader di talento.

Si racconta che, quando Pasquale Orlando è stato nominato  coordinatore  provinciale di Italia Viva, da Roma siano giunte telefonate di accertamento e verifica proprio a Del Basso De Caro. Secondo alcune ricostruzioni, le parole ‘distensive’ spese da De Caro avrebbero spianato la strada al placido Orlando.

Così le trame della politica si infittiscono di dettagli.

Stando a voci di corridoio, se le cose per De Caro non dovessero mettersi per il verso giusto, assediato com’è sul versante locale dalla minoranza guidata da Raffaele Del Vecchio, su quello regionale dal Governatore De Luca in persona e su quello nazionale dalla maggioranza zingarettiana, sarebbe  possibile una sua virata verso Italia Viva. A questo punto, più che una scissione dell’ala decariana dal Pd, si potrebbe parlare di separazione consensuale.

 Renzi, dal canto suo, deve costruire un partito che almeno arrivi a sfiorare il 10% e quindi imbarcare un ras locale come Del Basso De Caro sarebbe utile all’approdo ambìto.

Più di qualche segnale in questa direzione sembra arrivare anche dai vertici provinciali di Italia Viva. Il partitino dell’ex premier, a Benevento, già da mesi, sembra assomigliare alla dependance di De Caro.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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