Jean Pierre el Kozeh bacchetta Picucci: “Da lui retorica vuota e grossolana. Benevento come il Paese dei Balocchi”

Jean Pierre el Kozeh interviene sulla polemica tra l’esponente dei 5 Stelle, Antonello Rapuano, e l’assessore alla Cultura, Oberdan Picucci. Tra i due si era innescato un aspro botta e risposta sul caso Hortus Conclusus, con l’assessore che aveva sfoderato un lessico più ‘grillino’ dello stesso Rapuano.

“Ognuno ha il suo stile, si sa. E di certo non si può dire che l’assessore non abbia il suo”, è il commento caustico di el Kozeh. 

Che poi affonda la lama: “Forse da un rappresentante delle istituzioni ce ne aspetteremmo uno più consono al ruolo – dice – magari meno tracimante fastidio e risentimento verso chi, a suo avviso, compie la lesa maestà di chiedere conto o contraddire l’operato suo e della sua amministrazione.

In realtà dovremmo esserci abituati perché per 10 anni anche il suo predecessore Raffaele Del Vecchio ha manifestato la stessa insofferenza verso la critica anche se, ad onor del vero e con cognizione di causa, debbo dire che mai aveva raggiunto il grado di ineleganza e sprezzo che Picucci ha espresso nei confronti di Rapuano”.

“Eppure – si interroga el Kozeh – cosa avrà mai detto il musicista di così fastidioso da solleticare la suscettibilità dell’assessore provocandone una riposta tanto pungente quanto vuota?

Rapuano in realtà ha fatto, in maniera educata se non addirittura poetica, una riflessione seria: la Cultura ha una scadenza per cui se nulla si fa non è che tutto resta per sempre immutato.

Ce l’ha appena spiegato l’opera di Paladino la cui testa è ruzzolata giù per l’incuria e ce lo spiegano gli affreschi dei Sabariani che lentamente svaniscono mentre si alternano presuntuosi progetti poi puntualmente bocciati a verbi declinati al futuro.

E ce lo racconta anche la mancata convocazione degli Stati Generali della Cultura, che se avevano un senso nell’immediatezza dell’insediamento dell’amministrazione, oggi, se davvero convocati, bisognerebbe prima spiegarne la funzione: di indirizzo? Di consultazione? In altre parole, che utilità avrebbero ora che il solco dell’attività amministrativa in ambito culturale è ormai ben tracciato separando nettamente la Città Spettacolo di Pietrantonio, Viespoli e Cappuccio dal Paese dei Balocchi di Mastella, Picucci e Giordano?

Domande naturalmente inevase con grossolana retorica dall’assessore seppur almeno abbiamo capito il motivo del continuo procrastinarne la convocazione: non correre il rischio che qualcuno possa in quella sede esercitare il diritto di critica che Picucci, con gran senso democratico, preferisce chiamare “lamentela”.

Quindi, caro Rapuano, continua pure a fare il grillino parlante che tanto la carrozza per quel Paese dove il giovedì non si va a scuola e ogni giorno è giovedì è partita e l’omino di burro non ha alcuna intenzione di fermarla”.

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