La Caritas: “La povertà si batte col lavoro” L’arcivescovo Accrocca: “Ascoltiamo i giovani. Il Sannio ha bisogno di strade e ferrovie”

“Qui manca il sogno, soprattutto nei piccoli paesi sotto i 5 mila abitanti. I più fragili sono proprio i giovani che vivacchiano davanti ai bar, alle prese coi social, in mezzo a gente che non li ascolta”. Il quadro delineato da Angelo Moretti, animatore di cooperative, è cupo, ma c’è una luce in fondo al tunnel. “Col consorzio “Sale della Terra” abbiamo creato 220 posti di lavoro -osserva don Nicola De Blasio, direttore della Caritas- lo so che è una goccia nel mare, ma abbiamo riacceso una speranza. Con dignità e senza raccomandazioni”.

Con questo slancio e questo auspicio, il dossier sulla povertà, presentato presso la Cittadella “Evangelii Gaudium”, è stato intitolato “Con i giovani per sognare, rischiare, testimoniare”. “Siamo andati a cercarli-aggiunge il parroco di San Modesto- nei comuni della diocesi, da Campolattaro a Torrecuso. Aspettano che qualcuno li chiami. Sono pronti a mettersi in gioco, per dimostrare che è possibile costruire un mondo migliore, una società diversa, che non alza i muri, per sentirsi più sicura”.

Dal rapporto sul Welfare giovanile balza agli occhi che Benevento occupa il primo posto nella regione Campania per tasso di disoccupazione nella fascia d’età compresa tra i 25 ed i 34 anni, con una percentuale del 33,2 per cento. Nel 2017 la Caritas diocesana ha accolto 525 persone per la prima volta, che si sono rivolte agli sportelli di ascolto, in cerca di sostegno. Così, negli ultimi due anni, il numero dei poveri e dei bisognosi ha superato le mille unità.

L’emergenza si riflette anche nella distribuzione dei pasti provenienti dalla mensa che, tra tavola ed asporto, sfiorano quota 60 mila all’anno. Come anche nell’assegnazione di 1851 Buoni Market. “La fornitura di beni di prima necessità -sottolinea Maria Pia Mercaldo, responsabile dell’Osservatorio- ha interessato 89 parrocchie e ci ha consentito di assistere oltre 38 mila persone. Nel dormitorio “San Vincenzo Dei Paoli ne sono state accolti 167. Da notare il basso livello d’istruzione dei presi in carico”.

L’impegno della Caritas sul fronte dell’immigrazione è testimoniato dai sette progetti Sprar, dislocati nei comuni di Roccabascerana, Benevento, Petruro Irpino, Chianche, Castelpoto, Pietrelcina, Baselice, nei quali vengono accolti complessivamente 284 migranti. Per 24 di loro, ad oggi, sono stati stipulati contratti di lavoro e 160 hanno seguito tirocini formativi. “Non c’è alcuna guerra tra poveri -fa notare Moretti- nessuna rivalità tra italiani e stranieri. Le risorse ci sono. Servono all’integrazione. Contro lo spopolamento”.

Nell’indagine spicca la “carenza d’ascolto” della società verso i giovani. Come ha evidenziato Doriana Bollo. Un aspetto inquietante, che spinge tanti di essi a frequentare le sale scommesse. Portando il Sannio al settimo posto a livello nazionale per il gioco d’azzardo. Un dramma che coinvolge famiglie e scuola. Ma soprattutto le istituzioni. “Bisogna ascoltarli senza pregiudizi -ha rilevato l’Arcivescovo Felice Accrocca- dobbiamo aiutarli a rimanere qui. Chi se ne vuole andare da dove è nato, dai luoghi dove è cresciuto a cuor leggero, se non è costretto? Per prima cosa dovremmo abbattere l’isolamento infrastrutturale in cui ci troviamo”.

La stoccata del prelato affonda il bisturi nella distorta politica industriale, sfociata nei numerosi Pip senza prospettive e nelle tante cattedrali nel deserto. “Il nostro territorio -conclude pungente- morfologicamente non è fatto per la grande industria. Le nostre risorse sono la storia, l’arte, la cultura, il cibo, l’artigianato. Ma qui bisogna portarci la gente. Come si fa con queste strade e ferrovie? Su quali assi viari viaggiano i tir della Nestlé? La mia paura è che, presi tutti gli incentivi e fatto il minimo sindacale, gli industriali tolgono baracca e burattini e se ne vanno”.
Antonio Esposito

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