La controffensiva di Pizzuti: “Sull’ospedale troppe favole e fantasie. Non comprendo gli attacchi politici”

“Questa storia dei primari che vanno via perché l’ospedale non funziona è una favola mediatica. La verità è che alcuni si sono avvicinati a casa, come nel caso dell’oncologo Daniele e del neurochirurgo Catapano, napoletani, che hanno scelto di andare a lavorare in un ospedale nuovo, qualcuno è andato nel privato perché lì si guadagna di più, altri sono andati in pensione come Falzarano, Zeppa e ed Esposito. Gli ultimi due, tra l’altro, hanno chiesto di rimanere in servizio come primari emeriti”.
Il direttore generale dell’Ospedale Rummo, Renato Pizzuti, definisce pure “fantasie”, le voci sulla fuga di alcuni importanti medici, illustra i successi e le difficoltà della sua gestione, sorvola sulle polemiche politiche, parla delle assunzioni quadruplicate, di 35 milioni di euro di finanziamenti ricevuti, dei concorsi banditi, di un vasto piano di acquisto di nuove attrezzature, del potenziamento del Pronto Soccorso, della riduzione delle liste d’attesa, di conti a posto, orgoglioso di aver operato nella “direzione giusta”.
“Se dovessi replicare -ribatte Pizzuti- a tutte le cose che si dicono, perderei la giornata a non fare niente. Questo ospedale è il punto di riferimento della popolazione di Benevento. Prima di parlare “a schiovere”, pensiamoci bene. Facciamo un danno alla nostra gente. Il nostro interesse è quello di offrire un servizio di qualità. Non abbiamo altri scopi”. Per far chiarezza sulle “illazioni” circolate per mesi, il direttore ha convocato una conferenza stampa, nella quale ha annunciato l’arrivo in settimana del governatore De Luca, anche per dare una risposta alla clamorosa protesta delle donne santagatesi.


L’unificazione del “Rummo” con il nosocomio di Sant’Agata dei Goti ha richiesto una rivisitazione della programmazione. La struttura aveva bisogno di rinnovare tante apparecchiature vecchie anche di 15 anni. Per questo nel triennio sono stati spesi 6 milioni e mezzo di euro per acquistare nuove attrezzature. Tra queste una nuova Tac, una seconda Risonanza Magnetica, due angiografi, 18 ventilatori, un mammografo di ultima generazione, che permetterà di smaltire le visite senologiche nel giro di sei mesi.
Il complesso ospedaliero, che da alcuni anni ha assunto il nome di San Pio, dispone, tra Benevento e Sant’Agata, di 550 posti letto. Il problema della carenza degli anestesisti sembra avviarsi a soluzione, così come quello degli ortopedici, grazie al reclutamento con i concorsi. “Durante il mio triennio -spiega Rizzuti- abbiamo assunto 170 unità. Tra questi circa 15 medici all’Accettazione ed Urgenza, sei radiologi, reclutati con grande difficoltà, perché vanno a ruba come gli anestesisti, di cui c’è sempre bisogno, perché preferiscono le loro città. Questo è un problema nazionale”.
Per sostituire i primari andati via, i concorsi sono affidati a farraginose commissioni esaminatrici, i cui membri vengono scelti addirittura per sorteggio. “Un puzzle cervellotico -ha detto il direttore- segnalato al governo. Questa procedura rallenta inesorabilmente. Ad oggi comunque hanno preso servizio il primario di Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso, quello di Pediatria, sono state attivate le procedure per Ortopedia, Malattie Infettive, Otorino, Chirurgia Generale e Oncologia. Per la fine di questo mese sarà inaugurato il nuovo Pronto Soccorso. Abbiamo chiesto 8 milioni e 700 mila euro per farne uno più grande. Attendiamo la risposta da Roma”.


Tra i reparti più attivi e funzionanti c’è quello di Radioterapia Oncologica, diretto da Teresa Pironti, attrezzato con macchinari all’avanguardia e dove non esistono liste d’attesa. “Le criticità e i problemi-ha concluso Pizzuti, affiancato dal direttore ammnistrativo Alberto Pagliafora- ci sono dappertutto. I tempi per le visite sono sicuramente critici, ma tra i migliori della Regione Campania. Ringrazio tutto il personale, ma non chi ha divulgato informazioni strumentali. Non comprendo gli attacchi. Il mio futuro? Rimarrei volentieri a Benevento, perché qui c’è un ambiente sano”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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