La denuncia di Viespoli e Ucci: “Al comune c’è gente furbesca e infantile. L’informazione è appiattita tra Il Mattinale di Mastella e l’Antenna del Palazzo”

Come sta la città dopo un anno di cura Mastella? Per quali sentieri si sta incamminando? Che fine hanno fatto le mirabolanti promesse elettorali sul reddito di cittadinanza e sulla badante di prossimità? Una prima radiografia dell’azione dell’amministrazione eletta il 19 giugno 2016 è stata tracciata in un forum tenutosi al President Hotel dalle associazioni politico-culturali “Mezzogiorno Nazionale” e “La Città di Tutti”, che fanno capo rispettivamente a Pasquale Viespoli e Gianfranco Ucci.

“La città si è rattrappita -ha denunciato l’ex senatore del Pdl, ora con Fratelli d’Italia- in una logica tutta municipalistica, si è trasformata in Strapaese sul piano dell’eleganza, della qualità, della dignità, dei rapporti interni. Benevento si sta isolando perché fa guerra con tutti a giorni alterni, con la provincia, con Avellino, con Salerno, con Napoli, con la Regione. Col sindaco che minaccia di andarsene nel Molisannio e poi fonda un movimento chiamato “Noi Campani”. Una coerenza esilarante!”.
Il ragionamento dello schieramento di centrodestra, che alle ultime comunali presentò come candidato sindaco Gianfranco Ucci, raccogliendo circa il 6 per cento senza eleggere alcun rappresentante a Palazzo Mosti, parte dal proprio programma e denuncia soprattutto la fuga dalle responsabilità del sindaco Mastella, cha nascondendosi dietro lo scudo del dissesto, naviga a vista, faticando a tenere unita una squadra, che in appena un anno ha perso per strada tre assessori in settori qualificanti.
“Noi proponemmo una sorta di Dissesto Day -ricorda Viespoli- proprio per fare la storia ammnistrativa della città e fare luce sui debiti che risalgono agli anni ottanta. Si è persa una grande occasione di dibattito e di trasparenza. Questo dissesto, per come è stato formulato, non ha precedenti sul piano giuridico, perché è stato dichiarato per “relazione di burocrate”, che tutti hanno accolto senza batter ciglio e senza controllare le carte e verificare i numeri”.
Tra i relatori, il giovane Gianluca Vevoto ha messo in risalto la smania mediatica del sindaco, lo show alla Stazione Appia per la protesta sui treni senza la presenza dei pendolari, una passerella bacchettata con sprezzante ironia dallo stesso governatore Vincenzo De Luca. “La città non è governata -ha sottolineato Ida Santanelli- perché gli amministratori sono inadeguati, furbeschi e infantili, come gli stessi grillini, perché non hanno una visione, non hanno un progetto. La cacciata del vicesindaco Erminia Mazzoni è avvenuta in modo molto villano. Perché è stata espulsa? Forse perché gestiva una materia strategica come i fondi europei”.
I riflettori del dibattito si sono concentrati anche sulle questioni culturali della città. Il nazionalpopolare si può fare anche col concerto di Franco Battiato a Piazza Plebiscito a Napoli davanti a 30 mila persone. C’erano tante manifestazioni da valorizzare a Benevento, da Universo Teatro a “Riverberi”. la stessa Fondazione Città Spettacolo avrebbe potuto giocare un ruolo di programmazione di tutti gli eventi annuali. “Abbiamo, invece, ancora i teatri chiusi -ha ricordato Antonella Rosella- anche se i fondi regionali e nazionali sono pronti. La nostra Università perde iscritti ed i giovani sono costretti ad andar via”.
Quale attenzione è stata dedicata alle contrade e ai quartieri? Quali programmi di risanamento sono stati messi in campo per le periferie? “Benevento deve guardare oltre le sua mura -ha rilanciato Danilo Travaglione- andare verso l’Area Vasta, dobbiamo rivedere il Puc. La figuraccia di essere arrivati ultimi per il bando delle periferie la dice lunga sulla capacità di progettazione e programmazione”. In questo ambito, l’ex sindaco Viespoli ha definito “datate e ammuffite” le proposte per il Campo del Collegio La Salle.
Ma le bordate più dure l’ex senatore le ha scagliate contro il sistema informativo beneventano. “Ci sono grandi quotidiani -ha accusato- che si sono ridotti ad essere “Il Mattinale” di Mastella. L’informazione locale non contribuisce più ad alimentare il dibattito pubblico, costruisce omologazione, con alcune eccezioni ovviamente. Insomma tra il Mattinale di Mastella e l’Antenna del Palazzo, pezzi significativi dell’informazione sono appiattiti sul potere e svolgono una funzione di collateralismo”.
La discussione avviata da questo soggetto politico-culturale, non presente tra i banchi dell’opposizione, ha lanciato anche alcune idee per lo sviluppo del territorio. “Bastava affrontare la questione dell’Isfol -ha concluso Viespoli- per gestire produttivamente la struttura di Villa dei Papi. Perché non creare una società unica per la gestione dei rifiuti in tutta la provincia? Non si vogliono sciogliere nodi clientelari ed affaristici, perché prevale l’orticello dei comunelli dove ognuno gestisce il proprio appaltuccio”.
Antonio Esposito

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