La Disfida pasquale di Medici, tutti pazzi per la pastiera

Alla vigilia di Pasqua, ci si è ritrovati a disquisire allegramente su uno dei dolci che più rappresentano la nostra regione: la pastiera, con la sua storia legata ai conventi, i suoi profumi inebrianti di millefiori e fiori d’arancio, i colori del grano e delle uova che amalgamano tutti gli ingredienti senza mai coprirli.

Di questo e di altro ancora si è parlato a Benevento, durante l’evento “LA DISFIDA DELLA PASTIERA” voluto e organizzato dal bravissimo Antonio Medici, che in pochissimi giorni ha saputo sviluppare una bella iniziativa attorno alle tradizioni pasquali culinarie tipiche della regione Campania.
La serata si è svolta presso il Palazzo Paolo V, lungo il Corso Garibaldi, con il supporto del “Caffè delle Streghe”, la partecipazione di Slow Food e del Consorzio Sannio Tutela Vini.
Un concorso gastronomico, o, più semplicemente, un’occasione di incontro e confronto tra chi ancora si sporca le mani di farina e porta avanti le nostre tradizioni e chi, armato di fauci golose, ha assaporato queste delizie del palato per poi esprimere un giudizio sulla bontà delle diverse preparazioni.

Due le giurie: una di “esperti mangioni” con la partecipazione, tra le altre, della Senatrice Sandra Lonardo e una popolare, composta anche di bambini che hanno felicemente affondato le proprie narici nelle buonissime pastiere. Quindi i voti, che hanno danzato tra ripieni di ricotta di pecora, scorzette d’arancio e cedro, cioccolato, grano e riso, frolle di farro e fagioli e colorate decorazioni.
Più che una vera e propria gara, un momento di scambio a cui peraltro hanno preso parte non pasticceri di ben nota fama bensì appassionati e non professionisti, che hanno saputo mettersi in gioco e che hanno voluto dedicare un po’ del proprio tempo alla preparazione di questo dolce tanto apprezzato.
Risulta semplice comprendere le finalità di questo incontro, volto alla conoscenza e all’approfondimento di quella cosa tanto bella del nostro territorio che è l’arte culinaria e che forse troppo spesso negli ultimi tempi è stata stravolta.
Un incontro scanzonato e per nulla serioso aperto a tutti durante il quale anche i bambini hanno potuto esprimere un proprio parere sui dolci della tradizione. Un incontro che ha visto anche la partecipazione di esponenti della vita politica, cosa che ci fa ricordare di come ci si possa incontrare da cittadini liberi e dotati di coscienza civica, ben sapendo che lo sviluppo del territorio si costruisce col dialogo e con le giuste iniziative, aldilà delle bandiere o dell’appartenenza ad un dato schieramento politico.

Unica nota dolente, la scarsa partecipazione di giovani della mia generazione, quei trentenni che lamentano insoddisfazione e voglia di andar via. Forse la pioggia, forse le partite di calcio, forse un mancato interesse.
Beh, io penso che, se davvero si vuole far crescere un territorio, bisogna unire gli sforzi e iniziare a capire che le persone giuste possono insegnarci tanto e nel nostro territorio certamente ne abbiamo. Basta semplicemente volerlo e impegnarsi perché a volte è più facile andar via che restare.

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